Wednesday, 22 January 2025

L'essenza del Libro tibetano dei morti

 

L'essenza del Libro tibetano dei morti

Ghesce Gedun Tharchin


La meditazione nella illusione mentale

Tendiamo sempre a cercare la felicità all'esterno, nel mondo esterno, ma il gioiello più prezioso che ci rende esseri intelligenti, consapevoli, saggi, che soddisfa tutti i desideri, terreni e spirituali, e che non si può comprare in un supermercato e nemmeno nella gioielleria più prestigiosa, si può trovare solo in noi stessi ed è il tesoro inestimabile che ogni essere umano possiede naturalmente.

Non c'è bisogno di scavare freneticamente nel terreno o di spendere tutte le energie per trovarlo, basta essere spontanei, rilassati, in uno stato mentale che in tibetano si chiama Rang-Bab, che significa essere semplici nella quiete della propria naturalezza, e Nel-So, che rivela uno stato di totale rilassamento. Queste sono le due condizioni già insite nella natura umana scandite nel respiro calmo che infonde pace al corpo e alla mente e costituiscono la pratica di base per la ricerca interiore della gemma preziosa che ci permette di sperimentare concretamente nel corpo e nella mente la realizzazione di tutti i veri desideri che fanno crescere.

Mente e corpo non sono due entità separate o, peggio ancora, contrapposte, ma sono indissolubilmente connesse e interdipendenti, esiste una vera e propria trasformazione del corpo in spirito e dello spirito in corpo, non c'è divisione tra fisica e metafisica, come è stato dimostrato anche dalla scienza moderna e già affermato nell'antico buddhismo con la conoscenza e la descrizione del corpo di arcobaleno che simboleggia il penultimo stato di transizione della materia che inizia a trasformarsi in Pura Luce.

È importante meditare con questa visione unificata di sé in rilassatezza e naturalezza, senza costruire artificialmente alcuna separazione ingannevole; il corpo fisico e quello spirituale sono il laboratorio dove si forma l'essenza della nostra esistenza, il nostro respiro, la nostra mente. Non si tratta di fantasie, di sogni, ma di risultati concreti raggiungibili nella meditazione consapevole, rilassata e naturale, sia nella condizione presente di questa stessa vita, sia nella continuità di quella che sarà. Eppure è così difficile per noi abbandonare ogni resistenza e lasciare che la mente si culli nel ritmo della respirazione profonda e il corpo si rilassi armoniosamente, e questa rigidità è la causa della nostra sensazione di stanchezza costante.

I principali ostacoli che producono questa incessante agitazione che limita la nostra esistenza sono espressi in tibetano da due parole: Rewa e Dhogspa, sinteticamente fuse in un unico termine Re-Dhogs. Rewa può essere tradotto come "aspettativa" e indica quella tensione verso ogni evento presente e futuro, schiacciata dalle preoccupazioni per questa vita e dalla costante paura per le prossime possibili vite, una tensione assurda che ci fa vivere in costante insoddisfazione e preoccupazione, accompagnandoci fino alla morte, che raggiungeremo affrontando il secondo ostacolo, Dhogs-Pa, cioè con il dubbio, la sfiducia, la paura.


I pensieri illusori, rNam-rTog

Un altro termine è rNam-rTog, pensiero illusorio, che indica la nostra propensione a costruire, pur su basi di per sé vere, edifici di carta del tutto ingannevoli, e da questa visione errata derivano le paure, i demoni che condizionano tutta la nostra esistenza.

Il più grande yogi tibetano, Milarepa, che ha colto appieno il valore spirituale del Dharma, affermava che l'unico nemico è il risultato delle nostre illusorie costruzioni.

La maggior parte delle aspettative artificiali che suscitiamo sono irrealizzabili, inconsistenti, così come le paure, i dubbi, i sospetti, tutto è unicamente frutto delle nostre fantasie. Per non cadere in ulteriori inganni, è molto importante imparare a distinguere le aspettative delle aspirazioni e i dubbi che ci dominano costantemente dalle domande giuste. Se non abbiamo una chiara visione di questa differenza sostanziale, cadremo nell'inganno dei desideri e delle incertezze che elaborano le false domande.

È quindi indispensabile essere sempre vigili e analizzare consapevolmente la propria interiorità con concentrazione, moralità e saggezza, perché le aspettative e i dubbi sono il risultato dell'assenza di queste qualità. L'aspirazione che conduce alla giusta domanda si basa sulla concentrazione consapevole nella moralità e nella saggezza; è il sentiero che induce il rilassamento spontaneo della mente e del corpo nel loro stato naturale, mentre tutte le false aspettative aumentano l'agitazione e l'insoddisfazione. Gli ostacoli più grandi sono quindi i pensieri illusori pieni di Re-Dhog, aspettative, dubbi, sospetti, e possono essere superati solo nella paziente pratica spirituale quotidiana basata sulla consapevolezza di quelle aspirazioni reali che pongono le giuste domande.

Le condizioni di vita sono diverse per ogni individuo, ma i valori spirituali sono assolutamente uguali per tutti gli esseri umani e tutti hanno le stesse opportunità di realizzarli. È proprio questa costante ricerca interiore che ci riporta costantemente alla bellezza di ogni momento della vita e alla potenza dell'esperienza profonda che faremo nella morte, ed è per questo che è sempre importante affrontare con lucidità e apertura mentale il processo del morire, evento che accadrà e che non deve trovarci impreparati. Invece, il pensiero della morte generalmente terrorizza e viene inesorabilmente e scioccamente rimosso dai popoli più ricchi e pragmatici, sempre proiettati sul dover "fare" con frenesia e profitto, piuttosto che sulla necessità di voler "Essere", come la realtà europea e nordamericana. Nelle antiche culture tribali asiatiche e persino africane, invece, la morte è considerata un aspetto della vita che viene accolto con rispetto e sacralità, viene osservata profondamente e mai nascosta.


Il Libro Tibetano dei morti, Bar-do Thos-grol

Perché è così importante saper affrontare la morte con maturità e consapevolezza? Perché è un evento intrinseco e sacro della vita stessa, al pari della nascita, e per questo il grande maestro Padma Sambhava, compose nell'VIII o IX secolo il prezioso testo del "Bar-do Thos-grol" il cui significato letterale è -Liberazione della mente attraverso l'ascolto di questo insegnamento-, ma impropriamente tradotto nelle lingue occidentali con il più misterioso e accattivante titolo "Il libro tibetano dei morti" così da essere quasi paragonato al più famoso testo egiziano. Bar-do è la descrizione dello stato intermedio che segna il processo di transizione tra la vita appena conclusa e quella a venire.

Questo significa che il sottile legame di continuità non si spezza mai veramente, anche la morte, intesa come fine definitiva di tutto, non può esistere. Non è una fine, ma una trasformazione, il passaggio da uno stato all'altro, a un'altra condizione.

I tibetani hanno a lungo approfondito il Bar-do, elaborando i vari passaggi che nella loro tradizione sono molto lineari e semplici. Nella morte c'è innanzitutto una graduale dissoluzione, prima degli aspetti più grossolani della persona, sia fisicamente che mentalmente, per poi passare agli aspetti più sottili e sfumati e questo processo viene descritto nei versi seguenti con termini carichi di significato.


Bar-do nel buddismo tibetano

Il Bar-do, fondamentale per il cammino umano, è lo stato intermedio tra la vita appena conclusa e quella a venire. Il passaggio dalla vita alla morte non avviene in un solo istante, infatti l'essere umano umano sperimenta prima i venti passi della dissoluzione grossolana, fisica, e poi i sei passi della dissoluzione sottile, interiore, che sono i seguenti:

I venti passi della dissoluzione grossolana:

 1. L'aggregato della forma
2. Lo specchio della saggezza
3. L'elemento terra
4. La facoltà dell'occhio
5. La forma dell'oggetto

6. L'aggregato delle sensazioni
7. La saggezza dell'uguaglianza
8. L'elemento dell'acqua
9. La facoltà dell'orecchio
10. L'oggetto sonoro

11. L'aggregato della percezione
12. La saggezza del discernimento
13. L'elemento del fuoco
14. La facoltà del naso
15. L'oggetto odore

16. L'aggregato di formazioni
17. La saggezza onnicomprensiva
18. L'elemento vento
19. La facoltà del linguaggio
20. L'oggetto del gusto

Le sei fasi della sottile dissoluzione interiore:

1) La terra si dissolve in acqua
2) L'acqua si dissolve nel fuoco
3) Il fuoco si dissolve nel vento
4) Il vento si dissolve nella coscienza
5) La coscienza si dissolve nello spazio

6) Le quattro visioni mentre lo spazio si dissolve in luminosità;

  A) Apparenza: L'essenza bianca ottenuta dal padre scende dalla corona e, quando raggiunge il cuore, si verifica quella che viene chiamata "apparenza". Come segno esteriore, è accompagnata da un'esperienza di bianchezza, come quando la luce della luna riempie un cielo completamente limpido e senza nuvole. Come segno interiore, c'è una chiara esperienza della chiarezza del sé, della coscienza, priva di qualsiasi pensiero grossolano focalizzato sugli oggetti percepiti.

    B) Espansione: quando il sottile elemento rosso della madre sale dalla base del canale centrale, la saggezza dell'apparenza svanisce in "espansione". Come segno esteriore, la visione rossa si dispiega come un cielo senza nuvole pervaso dalla luce del sole. Come segno interiore, c'è uno stato mentale estremamente chiaro, privo di qualsiasi pensiero grossolano, concentrato su chi percepisce.

    C) Conseguimento: Quando le sottili essenze bianca e rossa si incontrano nel cuore, la saggezza dell'accrescimento si dissolve in "conseguimento". Attraverso di essa, come segno esteriore, si sperimenta il nero, come la fitta oscurità che cala quando il cielo diventa completamente nero. Come segno interiore, i pensieri estremamente sottili che coinvolgono gli oggetti percepiti e i soggetti percepenti diventano completamente assenti e tutti i concetti distinti basati sull'aspetto esteriore della mente svaniscono, così che, mentre la mente dualistica ordinaria cessa, sorge la saggezza dell'ottenimento.

    D) Luminosità: Quando le essenze sottili del sangue e del respiro, i bindus A e HAṂ e così via, che si trovano all'interno del canale bianco, simile alla seta, nel cuore, si dissolvono completamente, sorge la luminosità del terreno del momento della morte. Come segno esteriore, si ha un'esperienza di vuoto e di chiarezza senza centro né periferia, come un cielo senza nuvole, completamente sereno. Come segno interiore, si rimane nella saggezza co-emergente, non concettuale, completamente non elaborata. Se, dopo aver riconosciuto questo, riuscite a stabilirvi in un'esperienza continua del momento presente, le luminosità della madre e del bambino si incontreranno insieme e sarete liberati nel primo bardo.


La vita nel Bar-do

In questo primo stato, dalla luminosità in cui si sono dissolte le tre visioni, le apparenze si dispiegano gradualmente di nuovo e si forma il corpo del bardo del divenire. Nella prima parte di questo bardo, per quanto lunga possa essere, si ha la forma dell'aspetto della vita precedente, mentre nella seconda metà si assume l'aspetto della vita a venire o dell'eventuale rinascita. Tutte le facoltà sensoriali sono intatte e potete viaggiare ovunque, tranne che nel grembo materno, miracolosamente e senza ostacoli. Siete invisibili a tutti, tranne che a coloro che si trovano nella stessa condizione, cioè agli altri esseri del bardo e a coloro che hanno raggiunto la visione divina.

Poiché avete assunto qualcosa di simile a un corpo di sogno, per esempio, che si genera in un istante e non conosce né la luce né la completa oscurità, questo è noto come il "bardo della semioscurità". In questo momento è difficile rendersi conto di essere morti, quindi sono stati indicati alcuni indizi che segnalano che ci si trova nel bardo. Per esempio, non si vede il sole o la luna quando si guarda il cielo, non si lasciano impronte e non si proiettano ombre.

In questa fase si verificano esperienze di ogni tipo, sia positive che negative, come risultato di un karma sia buono che cattivo. In particolare, ci sono i quattro cosiddetti "suoni che inducono paura":

il suono di una montagna che crolla, che proviene dal prāṇan della terra (elemento naturale della vita).

il suono delle onde che si infrangono nell'oceano, che proviene dal prāṇan dell'acqua;

il suono del fuoco che devasta una foresta, che proviene dal prāṇaṇan;

il suono di mille tuoni simultanei, che proviene dal vento prāṇaṇ.


La ricerca della rinascita

I cosiddetti "tre abissi terrificanti" sono i tre abissi bianco, rosso e nero che sono le forme spontanee dei tre veleni. Quando li si vede e ci si cade dentro, si entra nel ventre materno. Questo è anche lo stadio in cui si intraprende la ricerca di un luogo di nascita, si sente il desiderio di una casa e di un corpo, e così via. Possono verificarsi varie visioni, che sono indizi dell'ingresso in un luogo di nascita, con apparizioni come ruote di luce, caverne, cavità vuote, animali maschi e femmine, esseri umani maschi e femmine, e così via.


La preparazione alla liberazione nel Bar-do

All'inizio, quando si ha la certezza che si sta per morire, si devono tagliare tutti i legami e gli attaccamenti maturati in questa vita. È bene confessare dal profondo del cuore tutte le cadute e le rotture del samaya, le azioni dannose e così via, ma con amore e perdono, senza dedicare nemmeno un momento a sentirsi in colpa per le azioni negative compiute o per il bene non dato, non bisogna temere la morte e voler rimanere attaccati a questa vita.

Al contrario, sperimentate la felicità e la gioia e dite a voi stessi: "Ora riconoscerò la Chiara Luce della morte", oppure, se questo non è possibile, pensate: "Poiché sicuramente userò il bardo come un'opportunità per viaggiare in un regno puro come Akaniṣṭṣhṭ a, Zang Dok Palri o Sukhāvatī, sarò gioioso". Mantenete, senza mai lasciarvela sfuggire, la forte intenzione e il pensiero: "Viaggerò nei regni puri!".

Delicatamente, in modo rilassato, mentre vi stabilite in un'esperienza di pratica, fatelo con chiarezza, consapevoli di lasciare andare uno per uno tutti gli aspetti di questa vita. Poiché non potrete praticare nessuna istruzione di Dharma sconosciuta, affidatevi solo alle pratiche di meditazione che sono più chiare per voi in questo momento.

Questi due punti - stabilire una pratica in questo modo e aspirare a viaggiare in una terra pura come Zang Dok Pari - sono insuperabili. In particolare, è assolutamente essenziale formare ripetutamente l'intenzione di viaggiare nella terra pura di vostra scelta. È estremamente importante rendersi conto che anche ora, sia di giorno che di notte, non si deve mai abbandonare questo pensiero.


La preghiera di invocazione per la liberazione sul pericoloso sentiero del Bar-do

"Saluto con rispetto la moltitudine di Guru, Deva, Dākini.
Possa il loro grande amore essere la nostra guida sul sentiero.

Ahimè, mentre sono in preda a una profonda illusione,
sto vagando nella trasmigrazione,
Che i maestri della linea di trasmissione mi guidino.
E la moltitudine dei loro compagni Dākini mi segua
Sul sentiero luminoso, al di là di ogni distrazione,
dell'ascolto dell'insegnamento, della riflessione, della meditazione.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
E di essere condotto allo stato di Buddha
Completamente perfezionato.

Ahimè, mentre con rabbia feroce
sto vagando nella trasmigrazione,
Che il vittorioso Vajrasattva mi guidi
E il suo compagno Buddha Locanā mi segua
sul sentiero di luce della Saggezza dello Specchio Chiaro.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
Ed essere condotto allo stato di Buddha
Completamente perfezionato.

Ahimè, mentre sono in preda a un forte orgoglio
Sto vagando nella trasmigrazione,
Che mi guidi il vittorioso Ratnasambhava
E il suo compagno Mamākī seguirmi,
sul sentiero di luce della chiara Saggezza dell'Uguaglianza.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
Ed essere condotto allo stato di Buddha
Completamente perfezionato.

Ahimè, mentre in preda a un forte attaccamento
Sto vagando nella trasmigrazione,
Che mi guidi il benedetto Amitābha
E il suo compagno Pāndaravāsinī seguirmi,
sul sentiero di luce della chiara saggezza discriminante.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
Ed essere condotto allo stato di Buddha
Completamente perfezionato.

Ahimè, mentre in preda a una feroce gelosia
Sto vagando nella trasmigrazione,
Che il benedetto Amoghasiddhi mi guidi
E che il suo compagno Samaya Tārā mi segua
sul sentiero di luce della Chiara Saggezza che realizza le Azioni.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
Ed essere condotto allo stato di Buddha
Completamente perfezionato.

Ahimè, mentre sono in preda a una profonda ignoranza
sto vagando nella trasmigrazione,
Che il vittorioso Vairocana mi guidi
E il suo compagno Dhātu Iśvarī mi segua
Sul sentiero di luce della Chiara Saggezza del Dhāmātu.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
Ed essere condotto allo stato di Buddità, totalmente perfezionato.

Ahimè, mentre sono in preda a intense visioni illusorie, vago nella trasmigrazione.
Sto vagando nella trasmigrazione,
Che mi guidi la moltitudine dei pacifici e feroci Vittoriani
E la moltitudine degli irati Dhātu Iśvarī mi segua
Sul sentiero di luce dell'abbandono di visioni paurose e terrificanti.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
ed essere condotto allo stato di Buddità
Completamente perfezionato.

Ahimè, mentre sono in preda a forti tracce karmiche
Sto vagando nella trasmigrazione,
Che mi guidino gli Eroi detentori della Saggezza
E la moltitudine delle loro consorti Dākini mi segua
Sul sentiero di luce della Chiara Saggezza Innata.
Chiedo di superare il pericoloso sentiero del temibile Bar-do
Ed essere condotto allo stato di Buddità
Completamente perfezionato.

Che l'elemento dello spazio non mi appaia come un nemico,
Che io possa vedere la dimensione del Buddha Blu Puro.

Che l'elemento dell'acqua non mi appaia come un nemico,
Che io possa vedere la Pura Dimensione del Buddha Bianco.

Che l'elemento terra non mi appaia come un nemico,
Che io possa vedere la Dimensione Pura del Buddha Giallo.

Che l'elemento fuoco non mi appaia come un nemico,
Che io possa vedere la Dimensione Pura del Buddha Rosso.

Che l'elemento dell'aria non mi appaia come un nemico,
Che io possa vedere la Dimensione Pura del Buddha Verde.

Che suoni, luci e raggi non mi appaiano come nemici,
Che io possa vedere la Pura Dimensione delle infinite forme pacifiche e feroci.

Che gli elementi dell'arcobaleno non mi appaiano come nemici,
Che io possa vedere le Dimensioni Pure di tutti i Buddha.

Per il potere dei Maestri della linea di trasmissione,
Per la compassione della moltitudine di divinità,
Le infinite forme pacifiche e feroci,
Per l'energia delle mie pure intenzioni,
Possa, qualsiasi cosa io abbia ora invocato, realizzarsi. "

Conclusione

Questa breve presentazione sul Bar-do è stata realizzata utilizzando varie fonti antiche e facilitando la descrizione dei concetti e del linguaggio utilizzato, rendendola più comprensibile. Spero che possa essere utile a molti di voi che sono interessati all'argomento.

ROMA: 19.01.2025


NOTA: Sarei lieto di ricevere qualsiasi suggerimento e feedback per un ulteriore chiarimento e miglioramento del testo.  L'autore.


        DONAZIONE        

                           


Friday, 3 January 2025

Meditazione del Silenzio


Meditazione del Silenzio


Nel mondo contemporaneo i periodi di silenzio e di quiete sono diventati sempre più rari e preziosi. Queste qualità tendono a essere salvaguardate nelle varie tradizioni spirituali e sono assolutamente prioritarie nella meditazione buddhista. L'immobilità e il silenzio riducono l'ansia e migliorano l'umore, oltre a potenziare la concentrazione e la memoria. Il modo in cui gli individui si dedicano a questi pacifici momenti di silenzio varia ed è determinato principalmente dalle circostanze personali e dalle condizioni della loro vita.

 

Tuttavia, tutti gli esseri possiedono la capacità di coltivare il silenzio, che implica la conservazione della propria preziosa Mente. La mente è la fonte di tutte le azioni, i pensieri, le virtù e i difetti.


La domanda su come prendersi cura della propria Mente sorge spontanea e trova risposta nella meditazione, una capacità innata in ogni essere umano e già trasmessa di generazione in generazione dai nostri antenati che vivevano in grotte, foreste e deserti.

 

Questi individui avevano scoperto che l'immobilità e il silenzio erano insiti nella loro esistenza e avevano quindi imparato ad accogliere queste qualità come un aspetto naturale del loro stile di vita nomade, perfettamente connesso con la natura di cui si sentivano parte integrante e che veneravano con grande rispetto mentre attraversavano foreste, montagne, grotte e deserti.

 

In epoca contemporanea, invece, questi stili di vita naturali sono andati perduti, l'ambiente naturale è costantemente contaminato e considerato solo come strumentale alle esigenze degli umani e gli antichi siti sono stati trasformati in attrazioni, destinazioni turistiche e luoghi di svago adattati artificialmente alle comodità ritenute prioritarie e senza alcun rispetto per la natura e la sua infinita bellezza.

 

Purtroppo, nel mondo contemporaneo il perseguimento degli interessi economici è arrivato a dominare tutti gli aspetti dell'attività umana, tentando di nascondere o, peggio, di annullare tutti i valori naturali che un tempo avevano caratterizzato il nostro rapporto con il mondo naturale e alimentavano la crescita della nostra coscienza in condivisione consapevole, compassione e saggezza.

 

È quindi essenziale ritrovare il silenzio che costituisce l'elemento determinante per conservare la mente in uno stato di chiarezza e purezza. È basilare riconoscere che il silenzio è intrinseco alla mente, rappresenta un processo di autopotenziamento, una sorgente infinita all'interno della mente stessa e una fonte illimitata di energia.

 

L'efficacia del silenzio non dipende da luoghi o strutture specifiche; tuttavia, un ambiente armonioso aiuta certamente a trovare nel rilassamento la capacità di sperimentarne l'efficacia e il potere.

 

Preservare il silenzio mentale significa essenzialmente promuovere una mente silenziosa, in sintonia con il silenzio interiore. Non è necessario soffermarsi rigidamente sull'ambiente esterno, ma piuttosto cercare di concentrarsi e connettersi con la propria interiorità.

 

È dimostrato che questo silenzio o pace interiore ha un impatto profondamente positivo sull'equilibrio dello stato fisico in generale e sul benessere del corpo umano.


È fondamentale riconoscere che la nostra mente ha bisogno di nutrienti essenziali, primo fra tutti il silenzio in uno stato di tranquillità mentale privo di distrazioni e, al fine di raggiungere questo obiettivo, è certamente importante vivere nella quiete e nell'armonia di un ambiente sano.

 

Anche scientificamente è stato dimostrato che un periodo di quiete, per quanto breve, permette alla mente di decomprimere, organizzare le informazioni e ripristinare le risorse cognitive.


Le pressioni della società moderna, impostata esclusivamente sul “fare” e non sull'“essere”, che ci impongono di essere costantemente attivi e produttivi, ostacolano la possibilità di sperimentare i benefici ristoratori della quiete interiore.

 

In ogni ambito, mentale, psicologico, scientifico e religioso, è stato dimostrato che la pratica della contemplazione silenziosa ha un impatto positivo sul benessere mentale. In particolare, si è osservato che riduce l'ansia, migliora l'umore e le capacità di concentrazione e memoria. Questo fenomeno può essere attribuito all'infinito potenziale del mondo naturale che ci riporta incessantemente alla necessità di una pausa dalle continue richieste della vita moderna, permettendo al cervello di recuperare preziosissime energie vitali.

 

Per questo ogni forma meditativa è fondamentale e la pratica della meditazione camminata in un ambiente naturale è altamente raccomandata.


Il concetto di silenzio, quindi, non è uno stato di assenza, ma piuttosto uno spazio fertile dove si possono trovare soluzioni a vari problemi e risorse interiori insospettate.

 

Di conseguenza, il silenzio può essere considerato un vuoto pieno di possibilità e di attività. La nozione di spirito, di quiete spirituale o di silenzio consapevole corrisponde al concetto di "Niṣkāmakarma" azione disinteressata nel linguaggio vedantico, mentre il "wu wei" è indicato come "azione senza azione" nella tradizione confuciana, mentre il buddhismo si riferisce ad esso come "rinuncia", un atteggiamento e una motivazione di non attaccamento, e nel cristianesimo è espresso dal termine "povertà" che implica semplicità di vita.

 

Tuttavia, è necessario essere consapevoli che la capacità di sperimentare il silenzio deve essere coltivata con serenità e pazienza, perché possono verificarsi condizioni in cui gli individui, pur desiderando il silenzio, sono ostacolati dall'ansia o dall'irrequietezza nonostante si trovino in un ambiente tranquillo. Tuttavia, questi ostacoli sono facilmente superabili perché la vera essenza del silenzio comprende un silenzio interiore, uno stato della mente libero dalle distrazioni dei pensieri concettuali. Questo stato di quiete interiore è sperimentato dalla mente stessa ed è in questo senso che il concetto di mente silenziosa può essere pienamente realizzato.

 

La pratica dell'auto-assorbimento in questo stato d'essere è caratterizzata da sentimenti di beatitudine, pace e soddisfazione che sono componenti fondamentale della pratica stessa.

In tutte le circostanze, il rumore è una seria minaccia per la nostra salute e per le nostre capacità cognitive. Il rumore provoca stress, soprattutto quando abbiamo poco o nessun controllo su di esso, e il rumore esterno alimenta inevitabilmente il rumore interno dell'inutile chiacchiericcio mentale che danneggia l'attenzione e, a sua volta, mina le capacità cognitive e la memoria.

 

I danni prodotti dal rumore sono sempre più evidenti, ma è necessario riappropriarsi del silenzio non solo per contrastare questi effetti nocivi, ma soprattutto perché il potere del silenzio per la mente e per il corpo è in realtà qualcosa di più grande e profondo dell'atto stesso di superare lo stress e il fastidio.

 

È un'idea semplice ma potente: provare ad ascoltare in silenzio, l'atto di ascoltare il silenzio, può di per sé arricchire la nostra capacità di pensare, di percepire l'intuizione e di comprendere.


L'idea di imparare a fare silenzio, di lasciare che la mente silenziosa ascolti e assorba il silenzio nella pratica della sua stessa meditazione è il primo indispensabile rudimento della contemplazione, il prerequisito di ogni saggezza.

 

Esiste anche lo Yoga del Suono, che descrive la pratica come sintonizzazione con il "suono del silenzio". Una pratica di meditazione che si concentra sull'osservazione dei pensieri o del respiro mentre si ascolta il silenzio, semplicemente prestando attenzione alla sinfonia del silenzio che vibra nel cuore, risuona e diviene parte della propria mente.

 

La meditazione di ascolto del silenzio è puro rilassamento pieno di autentica gioia profonda. Trascorrere un po' di tempo in silenzio significa fare una pratica di meditazione molto semplice, ascoltare il silenzio interiore è regalarsi del tempo prezioso per riscoprire la bellezza dell'armonia interiore che si connette all'armonia universale.


Geshe Gedun Tharchin
ROME: 03.01.2025


        DONAZIONE        

Sunday, 29 December 2024

Benvenuto al Anno Nuovo 2025🕊🕉☸


“Per il merito e il potere del Buddha
e i voleri degli dèi,
possa realizzarsi qualsiasi obiettivo tu voglia raggiungere
questo stesso giorno.

Esseri a due zampe, che stiate bene.
Esseri a quattro zampe, che stiate bene.
Quando partite, che stiate bene;
E quando tornate, che stiate bene.

Che stiate bene di giorno, che stiate bene di notte;
Che stiate bene anche a mezzogiorno.
Che tutti voi possiate stare sempre bene; 
Che tutti voi non conosciate alcun male”.

Il Mahasutra, Entrando nella città di Vaisali.


Mentre diamo il benvenuto al Nuovo Anno, che tutti i vostri sogni e le vostre aspirazioni si realizzino.

Geshe Gedun Tharchin

Saturday, 21 December 2024

Buon Natale e Felice 2025

Tanti auguri di buone feste a tutti!


***
Il giorno del Nirvana del fondatore della Tradizione Ganden, Je Lobsang Dakpa Tsongkhapa, sarà celebrato quest'anno 
il giorno di Natale, il 25 dicembre 2024, che corrisponde 
al 25° giorno del 10° mese del calendario tibetano.


In questa occasione speciale voglio condividere con voi 
anche questo articolo scritto di recente, 


SARVA MANGALAM


Gedun THARCHIN
Geshe Lharampa

Friday, 20 December 2024

La Mente Tri-dimensionale, La Mente intelligente

La Mente Tri-dimensionale, La Mente intelligente

Geshe Gedun Tharchin


La Mente Tri-dimensionale

Questo argomento tende a descrivere i vari metodi possibili di meditazione a completamento dell'articolo precedente: "Come coltivare la felicità attraverso la meditazione". L'obiettivo comune della meditazione deve essere quello di raggiungere l'obiettivo dell'approfondimento spirituale del preziosissimo e indispensabile silenzio della mente.

La mente meditativa può essere definita come una mente tridimensionale, fatta di coscienza, consapevolezza e concentrazione. La coscienza può quindi essere definita come chiarezza e lucidità intrinseche della mente ed è una caratteristica fondamentale. La consapevolezza indica uno stato di completa coscienza e comprensione della natura intrinseca della mente, imprescindibile dalla capacità di concentrazione.

Queste tre caratteristiche sono fondamentali per la definizione di una mente meditativa e servono a riconoscere e distinguere la meditazione corretta da quella impropria. Questa è base per la mente  di ogni meditazione, il punto di partenza su cui sviluppare e arricchire ulteriormente la mente tramite pratiche di meditazione progressive, secondo la propria tradizione e cultura.


Le pratiche meditative con il respiro

Si può iniziare la meditazione con un esercizio di respirazione, concentrandosi sul proprio respiro per facilitare il ritorno della mente al suo stato naturale di piena consapevolezza. Secondo la tradizione degli antichi yogi degli 80 Mahasiddha, i nove cicli di respirazione di purificazione e i 21 cicli di respirazione sono gli elementi basilari su cui si costruisce qualsiasi forma di meditazione.

La pratica dei nove cicli di meditazione sul respiro deve iniziare tecnicamente chiudendo la narice sinistra con leggera pressione dell'indice della mano destra così da permettere l'inspirazione dalla narice destra con un respiro lungo e profondo. Il secondo passo è procedere con lo stesso dito alla chiusura della narice destra così da liberare un'espirazione dolce e prolungata attraverso la narice sinistra. L'inspirazione e l'espirazione così alternate devono essere ripetute altre due volte.

Poi si ripete la sequenza procedendo, sempre con lo stesso dito, a chiudere la narice sinistra per inspirare dalla narice destra nello stesso modo di prima, ripetendo questo esercizio altre due volte.

La fase finale dell'esercizio di respirazione consiste nell'inspirare ed espirare da entrambe le narici per tre volte, completando così i nove giri. Questo processo purifica il vento nel corpo e stabilizza la mente, riportandola a casa. Questa è la pratica più comune e universale dei nove giri purificativi di respirazione.

La stessa pratica può essere eseguita con un approccio filosofico tantrico, che prevede la visualizzazione del corpo sottile dei canali e dei chakra per rilassare il corpo sottile e riportare a casa la mente sottile.

La pratica dei 21 cicli di meditazione sul respiro deve procedere con una postura meditativa rilassata. L'individuo dovrebbe iniziare, sempre con presenza mentale immaginativa, inspirando attraverso la narice sinistra ed espirando delicatamente attraverso la narice destra per sette cicli. Si prosegue inspirando dolcemente attraverso la narice destra ed espirando sempre delicatamente dalla narice sinistra per sette cicli. I sette cicli iniziali di inspirazione ed espirazione vengono infine ripetuti per un'ultima volta. I 21 cicli di inspirazione ed espirazione possono essere eseguiti a livello mentale e immaginativo piuttosto che fisico e preparano la mente alla meditazione di concentrazione su un singolo punto.

Un altro metodo per praticare esercizi di respirazione consiste nell'inspirare delicatamente e poi trattenere il respiro per qualche secondo prima di espirare. Questa tecnica, se ripetuta, può aiutare a sviluppare la capacità di espandere la consapevolezza.

Se volete concentrarvi sulla purificazione delle energie negative o sull'acquisizione di maggiori energie positive nel vostro corpo e nella vostra mente, potete farlo anche tramite le pratiche di respirazione, cioè, mentre inspirate immaginate di ricevere tutti i tipi di energie positive tramite un vento che porta leggero fumo bianco purificatore, ed espirando invece immaginate di espellere le energie negative dalla vostra mente e dal vostro corpo sotto forma di denso fumo nero, che viene cancellato dalle forme di fumo bianco di natura medica positiva precedentemente inalate.  L'inspirazione e l'espirazione possono essere effettuate alternativamente con ciascuna narice o con entrambe le narici. L'obiettivo principale di questa pratica è quello di purificare il corpo e la mente e di sviluppare la purezza della mente e del corpo attraverso il potere dell'immaginazione e della visualizzazione.

Un'altra e importantissima ed elevata pratica di meditazione è il Tong Len, cioè del dare e del ricevere, essenza della pratica del Lo Jong, addestramento mentale che consiste principalmente nell'allenamento alla pratica dell'amore, della compassione e dell'altruismo. La pratica consiste nel visualizzare con l'inspirazione l'assunzione di tutto il dolore e la sofferenza degli altri esseri sotto forma di fumo nero e, al contrario, con l'espirazione l'attitudine mentale che visualizza l'offerta nella forma di fumo bianco di tutte le proprie qualità positive e spirituali a tutti gli altri esseri, i quali, così beneficati e purificati, possono raggiungere lo stato di pace e felicità.

Tecnicamente questo esercizio può anche essere fatto alternativamente con ciascuna narice o con entrambe insieme. Il punto focale è la purezza dell'intenzione che attiva ed espande la propria mente altruistica di amore e compassione attraverso il potere del pensiero che, con l'ausilio del respiro nella visualizzazione immaginativa, trasforma e realizza le qualità della Motivazione e Intenzione.


La Meditazione sul Singolo Punto 

Nella pratica della meditazione, è di estrema importanza considerare la qualità della mente soggettiva, che è pienamente tridimensionale. Il successivo elemento cruciale è la scelta dell'oggetto focale. L'interazione tra la visione oggettiva e quella soggettiva produce uno spettro di qualità mentali, suddivise in negative, positive e neutre.

La scelta dell'oggetto è quindi di grande importanza; può essere paragonata alla scelta del cibo per un individuo fisicamente in forma. Anche la mente soggettiva è una mente perfettamente meditativa a tre dimensioni; tuttavia se l'oggetto della concentrazione è negativo, lo sarà altrettanto il risultato, è come se si nutrisse una persona, pur sana, con cibo velenoso. Di conseguenza, lo sviluppo della mente meditativa soggettiva dipende dalla qualità dell'oggetto di concentrazione scelto. Ogni oggetto di concentrazione ha un effetto diverso sul flusso mentale.

L'allenamento alla concentrazione sul singolo punto può essere ottenuto utilizzando un oggetto comune di concentrazione, generalmente è lo stesso respiro, così presente e vitale sempre, con una modalità che non coinvolge necessariamente la pratica dei nove o ventuno respiri, ma piuttosto osserva il ritmo naturale di inspirazione ed espirazione che si verifica nella nostra vita quotidiana e questo approccio può essere utilizzato sia durante la sessione di meditazione sia nel periodo successivo alla meditazione stessa.

La meditazione è relativamente semplice, dopo aver completato la fase iniziale dei 21 esercizi di respirazione, il praticante si abbandona naturalmente al proprio ritmo di respirazione, osservando ogni espirazione e inspirazione come oggetto di concentrazione per la mente in meditazione, evitando qualsiasi tentativo di alterazione del ritmo del respiro stesso. Il respiro deve rimanere naturale, indisturbato nella cadenza del proprio processo, sia breve, lunga, affannosa o regolare. L'obiettivo è concentrarsi sul ritmo del respiro stesso così com'è poiché l'esito finale della concentrazione su un singolo punto è quello di acquisire una concentrazione senza sforzo e gioiosa.

Si raccomanda inoltre che il praticante scelga i propri processi mentali come oggetto di concentrazione.

La mente, qui utilizzata come oggetto di concentrazione, è uno stato di coscienza libero da qualsiasi pensiero o contenuto mentale specifico e caratterizzato da un senso di chiarezza e consapevolezza. Nel caso della selezione di un pensiero specifico, si tratta di scegliere un pensiero tra la miriade di pensieri e idee che affollano la mente, tra cui l'amore, la compassione e la pazienza, ma anche la  rabbia, l'attaccamento e altro ancora.

Dopo il completamento delle sessioni formali di meditazione, si raccomanda al praticante di mantenere la consapevolezza della concentrazione per tutto il periodo successivo alla meditazione e di incorporare questa consapevolezza in tutti i movimenti e le attività per almeno 24 ore. Questa integrazione dovrebbe estendersi ad ogni azione: mangiare, dormire, camminare, lavorare e a tutte le altre attività quotidiane. Tale presenza mentale fa si che la meditazione sia efficace per mantenere una buona salute e promuovere la gioia profonda e costante anche nei quattro principali movimenti della vita quotidiana: viaggiare, camminare, dormire e sedersi, e che conferisca una serie di benefici in termini di crescita spirituale, pace interiore e armonia. È essenziale mantenere la consapevolezza del respiro durante questi eventi per garantire uno stato di pace completa e di libertà da distrazioni, interferenze e ostacoli.


La Meditazione Analitica delle Quattro Consapevolezze 

La fase successiva della meditazione è detta meditazione analitica e consiste nel coltivare un livello maggiore di consapevolezza e di attenzione verso tutti i fenomeni, grazie al prezioso uso del proprio intuito speciale. Il programma prevede due sessioni distinte: una sessione di meditazione formale e una sessione di post-meditazione. La tecnica di meditazione analitica classica inizia con un esame della natura del sé e della propria persona in ogni sua componente e, in seconda fase, l'attenzione si sposta sull'esame dei fenomeni rimanenti. Il processo dovrebbe trovare completamento tramite un esame completo delle caratteristiche innate in ogni componente e all'entità nel suo complesso.

Le principali caratteristiche esistenziali dei fenomeni in analisi sono quattro: impermanenza, sofferenza, vuoto e assenza di sé. 

Lo studio di queste caratteristiche implica la domanda fondamentale se il corpo, i sensi, la mente e gli altri fattori mentali siano rispettivamente davvero permanenti, felici e intrinsecamente esistenti in modo indipendente? E quale sarebbe la definizione del concetto essenziale di un sé indipendente?

Si propone quindi di utilizzare la meditazione analitica delle Quattro Consapevolezze per comprendere profondamente queste realtà e la natura del sé, dell'io e della persona. Nella pratica delle quattro consapevolezze, l'oggetto della meditazione viene osservato attraverso quattro categorie classiche: corpo, sensazione, mente e fenomeni generali.

Si consiglia di iniziare con una semplice pratica di concentrazione sul corpo con una analisi approfondita delle sue caratteristiche tramite una indagine dettagliata dei vari componenti e peculiarità, iniziando ad esempio dall'esaminare se il corpo è puro o meno.

Lo stesso processo viene poi applicato alle sensazioni, che vengono osservate in ogni dettaglio, analizzando ad esempio se sono piacevoli o dolorose e in qualsiasi altra loro caratteristica particolare. 

Lo stesso processo viene poi applicato alla mente, per stabilire se è permanente o meno e se ci sono altri fattori mentali da prendere in considerazione e valutati per poter determinare se fanno parte del Sé, dell'individuo o di nessuno dei due.

Il passo successivo consiste nel concentrarsi sugli attributi comuni dei cinque aggregati e le quattro pratiche di cui sopra devono essere eseguite in modo sequenziale, come indicato di seguito.

  1. L'obiettivo è concentrarsi e osservare il corpo fisico per identificare le sue qualità intrinseche, che comprendono l'impermanenza, la sofferenza, il vuoto e il non sé.

  2. Concentrarsi e osservare le sensazioni per identificare le loro qualità intrinseche, come l'impermanenza, la sofferenza, il vuoto e il non sé. 

  3. Concentrarsi e osservare la mente e i pensieri per accertare le loro vere qualità, che comprendono l'impermanenza, la sofferenza, il vuoto e il non sé. 

  4. I fenomeni rimanenti devono essere concentrati e osservati per accertare le loro vere qualità, che comprendono l'impermanenza, la sofferenza, il vuoto e il non sé.

In primo luogo, è essenziale coltivare uno stato mentale meditativo e concentrarsi sui quattro oggetti sopra menzionati, osservandoli direttamente nei loro stati fenomenici. 

Il corpo può essere osservato come un'entità unificata, scomponendo ogni atomo in tutte le sue parti. Una volta raggiunta una prima comprensione complessiva del corpo umano, comprese le sue particelle costitutive e la sua forma collettiva, la mente meditativa dovrebbe rivolgere più specificamente la sua attenzione alle quattro qualità inerenti al corpo e alle sue particelle. È necessario approfondire la conoscenza delle quattro realtà dell'esistenza. Il corpo è impermanente a causa della sua natura impermanente. È soggetto a sofferenza e dolore a causa dell'influenza delle illusioni mentali e dell'intenzione del desiderio. Il corpo è anche considerato vuoto a causa della sua dipendenza da altri fenomeni. Di conseguenza, il corpo è considerato inesistente in termini di fenomeni autosufficienti e autonomi.

Lo stesso approccio deve dunque essere applicato con identica modalità analitica alla sensazione nel suo complesso e a ogni singolo momento della sensazione, sia esso positivo, negativo o neutro. La sensazione deve essere osservata sempre secondo le quattro qualità. 

E tale processo analitico deve essere altrettanto applicato alla mente nel suo complesso e a ogni singolo momento del pensiero, sia esso positivo, negativo o neutro. La mente deve essere osservata con le quattro qualità. Infine, le quattro qualità devono essere poste in relazione a tutti gli altri fenomeni, compresi gli altri fattori mentali e il sé come persona. La concentrazione e l'approfondimento dei quattro stati di consapevolezza possono facilitare una chiara comprensione e ridurre la tensione e lo stress associati al mantenimento di un concetto errato di questi fenomeni e del sé.


La Meditazione sulla Vacuità e l'Interdipendenza

E quando affrontiamo il concetto di vuoto come vacuità è necessario in primo luogo chiedersi che cosa significhi il termine vacuità. Il significato letterale di vuoto può essere compresocome un fiore che non è un vaso. Questo può essere espresso nel modo seguente: se a un fiore manca il vaso, allora il vaso non è un fiore. Allo stato assoluto, il fiore è senza il vaso e il vaso è senza il fiore. 

Il termine "vacuità" non è analogo a un bicchiere vuoto​ senza acqua. Piuttosto, il bicchiere e l'acqua sono due entità distinte, nessuna delle quali può essere ridotta all'altra. Anche se un bicchiere può essere riempito d'acqua, può ancora essere considerato vuoto in un certo senso, perché l'acqua non è una proprietà fondamentale del vetro.

Ecco perché la nostra percezione ordinaria della realtà è difettosa. Percepiamo cose che non esistono nello stato di quel fenomeno, e percepiamo cose impermanenti come permanenti, sofferenze come piaceri e cose inesistenti come intrinsecamente esistenti. Identifichiamo anche uno, o il collettivo dei nostri cinque aggregati, come il nostro sé o la nostra persona. Tuttavia, non è uno o il collettivo dei cinque aggregati a costituire il sé o la persona. Il sé o la persona non è né uno né il collettivo dei cinque aggregati; è una via di mezzo. Non è possibile identificare una realtà tangibile e concreta come la percepiamo di solito. 

Il concetto fondamentale della vacuità è la natura interdipendente della realtà.

È indispensabile comprendere i vari livelli della teoria dell'interdipendenza, che in ultima analisi faciliteranno la comprensione del concetto di vacuità. Per intraprendere lo studio della vacuità, è necessario innanzitutto comprendere la natura interdipendente della realtà. Secondo gli insegnamenti della filosofia orientale, i fenomeni interdipendenti si dividono in tre categorie distinte: La prima categoria riguarda il sorgere dipendente dei fenomeni composti, che comprende quelle entità che sono prodotte e costituite da fattori causali e condizionali. I fenomeni che dipendono da cause e condizioni sono naturalmente soggetti all'impermanenza., sono cioè  temporanei e non dureranno per sempre.

La seconda realtà interdipendente è che l'esistenza di ogni fenomeno dipende dall'esistenza di un altro fenomeno contemporaneo. Questo è esemplificato dall'esistenza di fenomeni come basso e alto, grande e piccolo, e così via. L'esistenza di questi fenomeni dipende dall'esistenza di un altro fenomeno contemporaneo. Questi possono essere definiti come fenomeni interdipendenti in relazione a un altro fenomeno comparativo. Da questa prospettiva diventa chiaro che la realtà non esiste in modo isolato. Esiste piuttosto come conseguenza di un altro fenomeno, ma non è un'entità indipendente.

La terza natura interdipendente della realtà è che l'esistenza delle cose dipende da un semplice nome o dalla convenzione di un nome. Ciò significa che i fenomeni esistono solo come nomi o etichette. La ricerca delle parti e delle particelle di un fenomeno singolare non produrrà una realtà tangibile, concreta e singolare. La chiave per comprendere il concetto di vuoto è imparare, comprendere e capire la natura interdipendente delle realtà nei tre livelli in questione.

La meditazione sui tre livelli dell'origine interdipendente, attraverso l'applicazione dell'osservazione analitica e ragionata, faciliterà l'acquisizione di conoscenza e chiarezza sul concetto di vuoto. Lo stadio iniziale della conoscenza è di natura completa e porterà alla sua comprensione a livello concettuale.


La Via della Realizzazione della Vacuità

Dopo aver raggiunto la concentrazione meditativa, avendo abbandonato l'ottusità, la divagazione e l'agitazione mentale per focalizzare la mente sulla vacuità, è necessario concentrarsi sulla natura di tutti i fenomeni, saper osservare la vacuità della vera esistenza consapevoli che per realizzare il compimento della saggezza bisogna concentrarsi sulla vacuità sia durante le sessioni meditative, lo yoga della vacuità come spazio, sia nel periodo post-meditativo con la concentrazione sulla vacuità come illusione. 

Per quanto riguarda la prima, durante la sessione meditativa si realizza il compimento della saggezza attraverso lo yoga come spazio, sulla Verità Ultima, unendo la grande beatitudine alla saggezza discriminante e alla perfezione che ne deriva. Per quanto riguarda il periodo post-meditativo dello yoga dell'illusione, dopo aver raggiunto l'equilibrio meditativo durante la sessione di meditazione, segue la "concentrazione illusoria" del periodo post-meditativo, in cui i fenomeni, pur essendo privi di esistenza intrinseca, appaiono ancora, ma come riflessi della vacuità; tutti i fenomeni, sia esteriori che interiori, sono come illusioni, sogni o riflessi della luna in un lago limpido, che appaiono ma non esistono realmente e realizzano la concentrazione illusoria.

Grazie a questa saggezza, ci si può rendere conto che nel mondo della sofferenza e nel mondo al di là della sofferenza non esiste la minima esistenza intrinseca, mentre causa ed effetto si presentano immancabilmente nella loro interdipendenza, consapevoli che tra queste due situazioni non c'è contraddizione, ma solo complementarità che alla fine porta a una vita senza contraddizioni o conflitti.

La meditazione continua su questa comprensione porterà allo sviluppo di una chiara visione della vacuità.

La fase successiva è quella della familiarizzazione, che può essere raggiunta attraverso la meditazione sul singolo punto della vacuità. Questo processo coinvolge sia la fase di meditazione che quella successiva. La realizzazione della familiarità si evolve infine in uno stato di coscienza meditativa naturale e senza sforzo, che porta a uno stato infinito di autentica pace e gioia profonda che permea ogni istante e aspetto della vita.

Questo processo graduale di sviluppo della chiarezza, della visione chiara e della familiarità con l'oggetto della meditazione è lo stesso per tutti i tipi di oggetti di meditazione, come l'impermanenza, la compassione, la pazienza, i mandala, i chakra, e così via.


La Motivazione

Si raccomanda dunque di non iniziare la meditazione con una motivazione inappropriata o con un intento egoistico. E' fondamentale ricordare sempre che il punto essenziale è l'intenzione, pertanto l'atteggiamento e lo spirito con cui ci si prepara, ci si impegna e si conclude ogni sessione di meditazione debbono essere positivi.

L'obiettivo comune della meditazione deve essere quello di raggiungere l'obiettivo dell'approfondimento spirituale del preziosissimo e indispensabile silenzio della mente, come descritto nell'altro articolo pubblicato: "La mente silenziosa, la mente illuminata".

Qui ho presentato un approccio semplice, ma efficace, per le persone con un alto livello di capacità cognitiva che sono interessate a esplorare la meditazione come mezzo per migliorare il loro benessere, accessibile a tutte le culture e tradizioni.

Spero che questa riflessione contribuisca a migliorare la pace interiore di tutti.


Roma. 20.12.2024


        DONAZIONE