Tuesday, 31 July 2012

LA MOTIVAZIONE E L'ATTEGGIAMENTO


Serie di lezione tenuta al Istituto Lamrim, Roma


LA MOTIVAZIONE E L'ATTEGGIAMENTO 
E' LA CAUSA FONDAMENTALE DI QUALSIASI COSA



Geshe Gedun Tharchin

Lettura di: I tre aspetti principali del sentiero e Gli otto versi della trasformazione della mente.

La lettura e il riflettere sul contenuto di questi testi ci aiuta a mantenere sempre un atteggiamento dharmico, e ci aiuta ad equilibrare il nostro atteggiamento, perché tutte le azioni in cui siamo coinvolti durante la nostra vita quotidiana sono guidate dal nostro atteggiamento, perché se abbiamo un atteggiamento rivolto solamente ad un solo aspetto allora tutta la nostra vita sarà rivolta verso questo solo aspetto, quindi l'atteggiamento è ciòche fa la differenza nelle nostre esperienze quotidiane, e quindi la sofferenza, la gioia, la felicità, tutto questo non sono nient'altro che le nostre esperienze, e le esperienze sono il prodotto del nostro atteggiamento, e a volte delle esperienze superficiali, come ad esempio mangiare un gelato e poi sentirsi rinfrescati, queste azioni non sono guidate da un atteggiamento profondo ma solamente da condizioni immediate, perché queste esperienze sono condotte da delle condizioni molto superficiali ed immediate, allora anche queste esperienze dureranno per poco tempo, e qualsiasi esperienza, negativa o positiva, di sofferenza o di gioia che non sia prodotta da delle condizioni superficiali e immediate, ma sia guidata da un profondo atteggiamento durerà per molto tempo, e quindi qualsiasi esperienza positiva o negativa, giusta o sbagliata, di gioia o di sofferenza è guidata da un atteggiamento profondo, quindi è molto difficile analizzare dal punto di vista della loro vera realtà, ma queste cosesono determinate dal loro atteggiamento, sono difficili da determinare in maniera oggettiva, ma sono determinate dalla motivazione, dall'intenzione di queste cose, quindi la motivazionee l'atteggiamento è la causa fondamentale di qualsiasi cosa.Quindi la nostra pratica, le nostre letture servono solamente adacuire l'atteggiamento che abbiamo in tutte le cose in cui siamo coinvolti nella vita, quindi la radice di ogni fenomeno, positivo o negativo, giusto o sbagliato risiede appunto nell'atteggiamento. E'difficile analizzare se, ad esempio, questo tavolo è positivo onegativo, quindi è difficile giudicare qualcosa dal suo materiale, perché per esempio se noi prendiamo questo tavolo e colpiamo conquesto tavolo la testa di una persona e quella muore, allora poi pensiamo che è il tavolo che è negativo, mentre invece se utilizziamo questo tavolo per poggiarci sopra dei libri, allora pensiamo che ha una qualità molto positiva, che è un tavolo dharmico, religioso, ma questo è un livello di giudizio, di analisi molto superficiale. Quindi la sua qualità non è né positiva né negativa, quindi il fatto che questo tavolo sia positivo o negativo dipende dall'atteggiamento della persona che ha fatto questo tavolo, quindi l'atteggiamento di colui che ha fabbricato il tavolo, poi condurrà l'esistenza di questo tavolo.

Domanda: Anche il mio che lo uso, anche il mioatteggiamento, come uso il tavolo.

Geshe-Là: Ad esempio c'è una persona a Campo dei Fiori - Roma che è stata uccisa, è stata colpita da una statua di Buddha,[...] è molto interessante, il fatto che questa persona sia statauccisa con una statua di Buddha fatta di legno, nella società tibetana avrebbero pensato che questa persona è molto fortunata,perché è morta essendo colpita da una statua di Buddha, perchégeneralmente per benedire una persona le si posa sopra il capo una statua di Buddha, quindi morire colpiti da una statua di Buddha è una grande benedizione. E quindi è stato uno strano karma per questa persona che aveva comprato questo Buddha per decorare la sua stanza, e poi alla fine è morto per via di questo Buddha. Quindi è un karma molto strano perché magari quella persona aveva comprato il Buddhaperché fosse qualcosa di positivo, quindi se riflettiamo su come il karma funziona questo è molto interessante. In Tibet c'era un'unica grande costruzione che era la residenza del Dalai Lama, ad esempio, c'era una persona che veniva da molto lontano ed era venuta a Lhasa, appunto, per fare un pellegrinaggio, quindi era entrato in questa residenza del Dalai Lama ed era salito molto inalto, e poi aveva affacciato il volto dalle grate di una finestra, e poi era rimasto lì, intrappolato, cioè non poteva più tirare fuori la testa, però pensò che il modo in cui stava morendo fosse molto positivo perché stava morendo in questo palazzo Potala, però nonera così carino il fatto che morisse intrappolato, bloccato in quelmodo, e quindi questo viene utilizzato un po' come un gioco nella società tibetana, anche se il racconto è vero, anche se forse la persona non è morta, però è molto interessante quello che ha detto, perché appunto aveva questo atteggiamento molto interessante, quindi probabilmente se i tibetani sapessero di questa notizia penserebbero che quest'uomo che è morto colpito dalla statua di Buddha è molto fortunato, e come commentiamo questa cosa? Ad esempio, se uno muore essendo colpito da un crocifisso è fortunato o non è fortunato?

Intervento: A me la morte mi fa tristezza, è lamorte che mi colpisce, non il modo o lo strumento con cui è colpito,la morte o un omicidio mi colpisce al di là dello strumento con cuisi uccide una persona. [...].

Geshe-Là: Quindi se analizziamo ad un livello profondo questo evento, si può vedere come questa persona non avesse comprato il Buddha per, cioè l'aveva comprata per avere qualche, una decorazione piacevole nella casa, non aveva mai pensato che poi sarebbe stato l'oggetto con cui sarebbe morto.

Intervento: [...] Geshe mi chiedevo, a proposito del l'interdipendenza, tu hai detto allora il tavolo dipende dalla persona che lo ha costruito, se l'intenzione era buona o cattiva, il tavolo è arrivato a te, e tu ci metti sopra il libro perstudiare, quindi la tua motivazione è buona, ma il tavolo se la persona che l'ha costruito, l'ha fatto con una brutta intenzione, il tavolo conserva questa impressione negativa, o no? Cioè l'oggettoinanimato può conservare una motivazione sbagliata di chi lo ha costruito, e poi, passando di persona in persona, se la porta dietro,o no?

Geshe-Là: Il tavolo non assimila questo tipo dienergie, però c'è ancora la presenza dell'intenzione della persona che l'ha fatto.

Intervento: allora l'intenzione è di chi uccide, non tanto di chi ha comprato o di chi usa il crocifisso, è dell'assassino che sceglie un crocifisso o un Buddha per uccidere. Forse in questo caso tre persone, chi ha costruito il Buddha, chi hacomprato il Buddha e lo tiene in casa, e la persona che è andato incasa e lo ha preso come oggetto per ferire. Anch'io ho fatto una riflessione su questa persona che aveva ucciso con il Buddha, ma non tanto per chi è morto, per chi ha ucciso, non è un caso che abbia scelto quell'oggetto per uccidere. [...] Io penso cioè ha sceltodi uccidere, la cosa come mezzo non mi sembra così importante, forse sbaglio, cioè l'omicida la scelta che ha fatto è di uccidere, poiche fosse la statua del Buddha secondo me, potrebbe avere un significato relativo, non so, o invece anche questo ha un...

Geshe-Là: Per Geshe-là è una cosa molto interessante perché non aveva mai sentito prima una persona che era morta dopo essere stata colpita con una statua di Buddha, perché le persone vengono uccise con dei sassi, con le pallottole delle pistole, ma ancora nonaveva mai sentito appunto che una persona fosse morta uccisa con una statua di Buddha, quindi questo evento è molto interessante,soprattutto è molto interessante il fatto che non si conosce bene quale azione karmica abbia portato a questo evento.

Intervento: Ovviamente c'era una relazione forse passata fra queste due persone che il Buddha in qualche maniera [...],è possibile?

Geshe-Là: Non so

Intervento : Però, scusami Geshe, mi sembra però, rispetto a quello che dicevi tu, di quanto è importante l'intenzione, che quello che è accaduto dimostri come un oggetto,come la statua del Buddha, che viene fatta con un'intenzione positiva, possa diventare, cambiando l'intenzione, uno strumento dimorte, invece, cioè come cambiando l'intenzione, l'oggetto, che può essere stato creato con un obiettivo positivo, se cambia l'intenzione può diventare un strumento invece completamente negativo.

Geshe-Là: [...] Quindi la persona che ha comprato il Buddha e che poi è morta colpita dal Buddha è la stessa, quindiforse morire in questo modo non è tanto negativo, non ènecessariamente negativo. Quindi un oggetto non è di per sé népositivo né negativo, ma è l'intenzione di colui che ha prodotto quell'oggetto che influenza poi l'esistenza dell'oggetto,quindi è anche difficile giudicare se questa statua del Buddha fosse positiva o negativa, perché magari quando è stata fatta eraqualcosa di positivo, quando poi è stata utilizzata per uccidere qualcuno è divenuta qualcosa di negativo, e quindi il fatto che lacosa sia positiva e negativa è determinato dall'atteggiamento, dall'intenzione e non dall'oggetto stesso. Quindi se l'intenzioneè pura, allora anche tutte le azioni che vengono condotte da questa intenzione sono pure anche loro, e quindi queste azioni pure produrranno ugualmente dei risultati positivi, puri, buoni. Le azioniche sono condotte da questa intenzione positiva porteranno anche loro dei risultati positivi. Quindi questo è il modo in cui funziona il livello dinamico dell'attività umana.

Intervento: Quindi l'oggetto conserva un'improntadell'intenzione?

Geshe-Là: No, [...] L'intenzione influenza l'oggetto che è stato prodotto con quell'intenzione.

Intervento: Mi chiedevo questo Buddha che è servito per uccidere adesso, non serve a niente, è puro, è pulito?

Geshe-là: [...] L'oggetto è neutro quindi, il Buddha di per sé è neutro, poi se viene usato in maniera negativa diventa negativo, altrimenti se viene usato in maniera positiva èpositivo, però di per sé è neutro.

Intervento: c'è una frase molto bella, non mi ricordo come si chiama, un commento di Aryadeva che diceva che la pura acqua per gli esseri infernali è vero sangue, per gli dei è puro nettare, per cui dipende dalla percezione e dalla motivazione che ha chi beve, anche se l'acqua è acqua, può essere bevuta come qualcosa di diverso, questo mi sembra una bella descrizione.

Sai perché mi viene da chiedere questa cosa? Perchéio, lo sai, mi piacciono i mercatini dell'usato, tante volte compro degli oggetti usati, e tante volte non li prendo, [...] perché houna sensazione strana, magari un oggetto di per sé, però non loposso prendere, sento che c'è qualcosa che non va, poi non me lochiedo che cosa, però con le cose usate spesso mi succede di avere un rifiuto, o di avere...

Geshe-Là: Quindi dipende da te stessa, perché latua intenzione può cambiare anche questi oggetti, comunque se si hanno dei dubbi è meglio non prendere quegli oggetti, perché comunque dei dubbi creano sempre degli ostacoli nella creazione dell'intenzione pura.

Intervento: Allora io ti devo far vedere una cosa Geshe, quando vieni a casa mia, io ho preso, perché dovevo prenderlo, non lo volevo prendere, sono tornata indietro, in una missione di preti che lavorano in Africa, ho preso una testa di legno africana, abbastanza brutta, molto vecchia, però brutta, con deichiodi così, vendevano per la missione, per i soldi, quindi volevocomprare qualcosa, lasciare un po' di soldi, pochissimi, l'ho vista mi ha colpito la mente, però, non la volevo assolutamente, anche perché non voglio figure umane, o animali di legno, [...] sono dovuta tornare indietro perché dovevo prendere questa testa, sentivo che non potevo lasciarla lì, l'ho presa, come l'ho portata acasa mi faceva un po' paura, allora gli ho messo due tre collanine, l'ho appoggiata nella libreria, ogni tanto la spolvero, però, mi fa un'impressione strana, ormai l'ho presa, allora mi chiedevol'oggetto conserva qualcosa, oppure stimola la mia immaginazione, quindi io non lo so..

Geshe-Là: Il dubbio è un grande ostacolo nelcreare un'intenzione pura.

Intervento: Ma stavo pensando, cioè, seun'intenzione pura, positiva, come dicevi te, dovrebbe sempre dare risultati positivi, invece, [...] io adesso parlo qualcosa forse dimolto concreto, banale, ma spesso nella vita quotidiana questo nonsuccede, allora mi chiedo, forse la nostra intenzione non è cosìpura, e bisogna lavorare più sull'intenzione, o comunque, ci sono degli ostacoli che non dipendono da noi anche.

Geshe-Là: Quindi l'intenzione pura è qualcosa dimolto difficile da sviluppare, non è facile, a volte incontriamodelle difficoltà, degli ostacoli nelle azioni che facciamo proprioperché non riusciamo a sviluppare questa intenzione pura, perché anche se vogliamo sviluppare un'intenzione pura poi incontriamo dei dubbi, o comunque qualcosa che ostacola lo sviluppo di questa intenzione pura. Quindi purificare la mente significa proprio purificare l'intenzione.

Intervento: Ed è un lavoro molto accurato, quello di riconoscere se la nostra intenzione è un'intenzione positiva, perché noi possiamo pensare che è un istinto positivo, un'intenzione positiva poi magari invece è un'intenzione tuttadi un ego molto forte, che vuole dei risultati immediati e positivi.L'intenzione non è un istinto, un impulso. [...] Oggi ci sonodelle azioni che partono da intenzioni nobilissime, poi diventano invece qualcosa di brutto, di negativo ma perché [...] per poi diventare positive.

Geshe-Là: È molto difficile giudicare ciò che è positivo e ciò che è negativo. [...] Quindi il fatto che noi crediamo che qualcosa sia positivo o negativo, non significa che veramente quel qualcosa sia positivo o negativo, cioè dipende molto dai nostri concetti.

Intervento: Stavo pensando alla differenza, che è sostanziale, fra un'intenzione pura e, spesso le nostre intenzionisono condizionate, condizionate da noi, e anche dalle persone, è proprio lì il lavoro.

Geshe-Là: Domande?

Intervento: Vorrei che tu approfondissi questa cosa del dubbio, Geshe che è molto interessante, perché nella pratica divita, [...] noi abbiamo tanto i dubbi, noi occidentali almeno tantissimo ed è sicuramente quello che ci impedisce di seguire in maniera molto focalizzata, perché ci disperdiamo nei dubbi, allorasiccome ce li abbiamo, perché non si può negare, nel caso di dubbio cosa si fa? E' meglio non agire, aspettare, oppure prendere una decisione, scegliere? Che cosa? Scegliere con il cuore e non con latesta. [...] Perché noi siamo invasi dai dubbi noi occidentali, siamo in un momento di passaggio della società, noi della nostra età, dai quaranta ai cinquanta, veramente è un passaggio grande.

Geshe-Là: Il dubbio è qualcosa di causato dalla paura, segno di debolezza che dovrebbe essere abbandonato. Quindi deve essere abbandonato è inutile stare ad aspettare. Aspettare èun dubbio.

Intervento: E certo, certo, lo so, però quando deviscegliere, come fai? Si decide, così, ok, provo così?

Geshe-Là: Con intenzione pura.
E questo è il modo in cui ci incontriamo e condividiamo questa sincerità, questa purezza del cuore, e questo è quello che chiamiamo incontro di Dharma, e quindi incontro di Dharma significa appunto parlare di Dharma, cioè di cose positive, utili, equesto nel modo in cui si può recare beneficio ed aiutare gli altri.Quindi è molto diverso dagli incontri di business, quindi quando sifanno incontri di business, di lavoro bisogna stare a controllare il profitto e cose simili, mentre qui, agli incontri di Dharma, dobbiamo stare liberi, semplici, puri. E questo è un modo per produrre uncomune karma positivo. Quindi noi non stiamo aspettando dei risultatima stiamo semplicemente accumulando un karma positivo. E crearesempre più karma positivo, aiuterà ad avere sempre più gioia, felicità, comunque cose positive, e cambia la qualità stessa dellavita, non produce del denaro, però la qualità della vita cambia, equesto è qualcosa che non può essere comprato con i soldi, perchéè un valore spirituale. Gli esseri umani hanno proprio in maniera innata la capacità di produrre questi tipi di valori, e questo valore è quello che qui chiamiamo Dharma, quindi qui stiamo qui aparlare, a riflettere, a meditare proprio per produrre questo valore,e questo valore è molto speciale, non c'è bisogno di tenerlo, dimetterlo dentro una borsa perché nessuno lo può rubare, è qualcosa di molto interessante.

Adesso leggeremo la preghiera del Lam Rim e poifiniamo.

Grazie

Verità e Amore




LA VERITÀ' E L'AMORE


Geshe Gedun Tharchin



Gli esseri umani possono differire nelle dimensioni, nei colori e nelle qualità, nei beni materiali, nei talenti e nelle disposizioni, tuttavia l’anima nascosta dietro la crosta terrena è una ed è identica per tutti gli uomini e le donne. È come un grande albero che possiede innumerevoli foglie e rami attraverso ognuno dei quali pulsa la medesima vita. Nonostante, quindi, l’universo sia pieno di infinita varietà, vi è una fondamentale unità che abbraccia ogni cosa, sottostante la diversità esterna. Dal momento che sia gli esseri umani sia gli esseri non umani appartengono ad una comune discendenza, penso che sia bene realizzare la fraternità o identità non solo tra gli esseri detti umani, ma con tutte le forme della vita. Tutta la vita è essenzialmente una e nessun essere può essere sfruttato dall’uomo per i suoi interessi.

Tutti crediamo nella Verità e quella che esiste veramente è fonte unica, spirituale, primordiale dello stesso universo. Non si tratta di un’unità che distrugge la diversità, ma di un’unità che pervade la diversità. È l’immutabile sostrato di tutti i cambiamenti. È una realtà che permea tutto, in cui ogni cosa vive, un potere misterioso dietro la molteplicità e le mutazioni nell’universo. Questo potere è la base di tutte le cose esistenti.

C’è una legge che governa e dimora in ogni cosa dell’universo. Questa legge particolare governa le diverse sfere dell’universo, che sono i differenti modi d’azione di quest’unica Legge. Questa Legge è la Verità o Dio stesso. La legge di Dio e Dio non sono cose differenti e il Dio senza forma assume forma per il suo devoto. L’uomo tenta di comprendere Dio, che trascende la parola e la ragione, dandogli nomi e forme. Vi sono tanti nomi di Dio quanti sono coloro che parlano di Dio. “Se fosse possibile per la lingua umana dare la definizione più completa di Dio, arriverei alla conclusione che per me Dio è Verità”, dice Gandhi. Lui identificava la Realtà con Dio e Dio con la Verità. Verità è il nome più adatto a Dio per lui.

Vi è un livello di conoscenza superiore dove conoscere è diventare e l’esistenza e la verità sono la stessa cosa. La Verità coincide con la Realtà e si riferisce al principio primo d’essere in tutte le cose. Niente è o esiste nella realtà eccetto la Verità. Questo è forse il motivo per cui Verità è per Gandhi il nome più importante di Dio. La Verità è sempre Soggetto e mai oggetto, cioè qualcosa di opposto e di diverso da ciò che conosce. Quindi la Verità deve essere realizzata più che conosciuta. Nel suo senso più profondo la Verità è uno stato d’essere.

La Verità assoluta non ha bisogno di prove. Essa trascende il tempo e la storia ed è al di là della percezione e della descrizione. Come il sole risplende della sua propria luce, così la Verità Assoluta risplende della sua propria luce ed è la prova di se stessa. È presupposta da tutte le realtà relative, temporali e percepibili. È alla luce della Verità ultima che verità minori possono essere comprese.

La parola Dio è stata compresa in modi diversi da persone con diversi retroterra e numerosi crimini sono stati commessi nel nome di Dio. Quindi i cosiddetti non credenti ed atei sono convinti che l’idea tradizionale di Dio è qualcosa di cui dubitare. Ma anche coloro che negano l’esistenza di Dio non negano la necessità e il potere della verità. Per rispettare questo fatto possiamo dire che la Verità è Dio, che abbraccia tutti, compresi gli atei che cercano e seguono la verità, non importa in che forma la percepiscono.

La Verità assoluta è al di là della parola e della ragione. La purezza del cuore è essenziale per la percezione della Verità. Solo un uomo che è “più umile della polvere” può vedere la Verità. Quindi la purezza di vita è essenziale per l’intuizione della Verità. La chiarezza dell’intuizione si basa sulla purezza del cuore. L’etica e la metafisica sono intimamente collegate. L’una implica e sostiene l’altra. La vita e la forma del pensiero sono una sola cosa. Questa è l’essenza della filosofia di vita e uno deve dimostrarla attraverso la propria vita.

La Verità e l’Amore sono inseparabili e si presuppongono reciprocamente. L’Amore è l’espressione della Verità nel mondo dei fenomeni. La Verità assoluta che è la somma totale di tutte le verità relative è la Realtà Ultima. Essa è una ed è al di là della comprensione umana. Tuttavia non è totalmente inconoscibile. Si rivela nella natura e nell’uomo come la legge dell’amore. Così la legge dell’amore è l’espressione mondana della Legge Suprema, la Verità. L’amore che abbraccia ogni cosa è l’espressione terrena della Realtà Ultima, l’“Unità di tutta la vita”. Amare è vivere la verità. Quindi l’amore possiede uno status metafisico che è uguale a quello della verità.

In breve, la realtà ontologica ultima: la Verità è Dio e rivela se stessa nel mondo fenomenico come la legge dell’Amore, della Pace, che diviene la legge della filosofia di vita. La Pace può essere vissuta solo dal coraggioso e da colui che non ha paura. La Verità si rivela nell’uomo come la “voce interiore”, che deve essere luce al suo cammino e guida alla sua vita. La voce della coscienza è infallibile solo quando è il risultato di una vita pura e disciplinata. Così, la verità metafisica non può essere separata dalla verità morale. Solo un cercatore onesto con un cuore puro può avere la visione della Verità. Per lui o lei Verità è Dio. La Verità è Amore e Coscienza. La Verità è etica e moralità; la Verità è mancanza di paura. La Verità è la Luce e la Vita. La Verità è Dio, Allah, Iswara, Buddha, ecc…Penso che un Buddista puro possa essere allo stesso tempo un Cristiano puro, un Musulmano puro, un Induista puro, ecc…

 Di conseguenza, per rendere la religione un efficace sistema nella nostra vita, vi è la necessità di modifiche tempestive nelle sue interpretazioni, che dovrebbero essere appropriate al mondo contemporaneo e alla società.






Pratica dei sette rami


Pratica dei sette rami
(sutra della regina della preghiere)


Oh leoni fra gli uomini, Buddha passati, presenti e futuri,
a quanti di voi esistono nelle dieci direzioni,
mi prostro con corpo, parola e mente.

Sulle onde della potenza di questa regina delle preghiere,
per i metodi supremi e sublimi
con corpi numerosi come gli atomi del mondo,
mi prostro ai Buddha che pervadono lo spazio.

In ogni atomo si trova un Buddha
che siede tra gli innumerevoli Boddhisattva;
con sguardo fiducioso mi rivolgo ai Vittoriosi
che riempiono l’intero Dharmadhātu.

A coloro che hanno infiniti oceani di eccellenza,
con un oceano di prodigiosa parola
canto lodi alla grandezza di tutti i Buddha:
un elogio a coloro che sono andati nella beatitudine.

Offro loro ghirlande di fiori, parasoli decorati,
musiche piacevoli e profumi eccelsi;
offro a tutti i Vittoriosi lampade al burro e sacro incenso purissimo.
Cibo eccellente, fragranze supreme

e un cumulo di sostanze mistiche alto come il monte Meru
dispongo in un ordine speciale
e offro a coloro che hanno conquistato se stessi.

Elevo tutte le offerte impareggiabili con ammirazione per coloro
che sono andati nella beatitudine con la forza della fede nei metodi sublimi,
mi prostro e faccio offerte ai Conquistatori.

Da lungo tempo, sopraffatto da attaccamento, odio e ignoranza,
con il corpo, la parola e la mente ho compiuto innumerevoli azioni negative.
Ora le confesso tutte senza omissioni.

Nelle perfezioni dei Buddha, Bodhisattva, Arhat,
sul sentiero e nella potenziale bontà di tutti gli esseri viventi,
elevo il mio cuore e gioisco.

Oh luci dell’universo,
Buddha che otteneste lo stato dell’illuminazione incontaminato,
a tutti voi rivolgo questa richiesta:
fate girare l’incomparabile “ruota del Dharma”.

Oh maestri che volete mostrare il Parinirvāna,
vi prego di restare con noi
e insegnare per tanti eoni quanti sono i granelli di polvere,
per portare gioia e virtù a tutti gli esseri.

Possa qualunque merito accumulato
tramite queste prostrazioni, offerte, purificazioni, 
rallegrandomi e chiedendo ai Buddha di rimanere e insegnare il Dharma,
essere dedicato all’illuminazione suprema e perfetta,
affinché, al più presto,
io liberi dalla sofferenza tutti gli esseri

(Traduzione a cura dell’Istituto Lamrim di Roma)