Tuesday, 23 February 2021

64° Anniversario del 10 marzo 1959 - 10 marzo 2023

Viviamo in un mondo sempre più incerto. Negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare conflitti, una pandemia, disastri ambientali, sfide economiche e un'infinità di altri problemi sociali. Tutti noi abbiamo la responsabilità personale di coltivare la bontà e la virtù in noi stessi e nella società.

Il mio articolo è solo un breve resoconto del Tibet e dei tibetani per dare alcune informazioni essenziali sulla causa tibetana. Ci sono molte persone che sono interessate alla causa tibetana ma non conoscono i veri problemi. Dobbiamo anche riconoscere che il problema del Tibet è uno dei tanti problemi che stiamo affrontando oggi sul nostro pianeta.


64° Anniversario del 10 marzo 1959 - 10 marzo 2023   

10 marzo, anniversario della rivolta tibetana a
Lhasa del 1959 contro l'invasione cinese e i tibetani della comunità in
esilio commemorano ogni anno questo evento affinché nessuno possa
dimenticare la tragedia della dominazione cinese nella loro terra.

Per descrivere alcuni fatti sul Tibet e su ciò che i tibetani devono subire
l’articolo seguente è stato pubblicato nel 2008, ma da allora la questione
tibetana continua a rimanere immutata e purtroppo molto spesso la
causa tibetana è stata strumentalizzata producendo più danni che
benefici!
Solo per limitarsi ad alcuni esempi e importante fermarsi riflettere
sulla condizione dei tibetani suddividendo due aspetti diversi:
1) Il benessere dei tibetani all'interno del Tibet deve essere affrontato e
compreso come parte integrante dell'evoluzione che stanno affrontando
da loro stessi con le loro potenzialità e capacità e io ho forte fiducia nel
loro coraggio, determinazione e intelligenza, infatti hanno già fatto
grandi progressi in tutti gli aspetti in questi difficilissimi 64 anni.

2) Un secondo aspetto grave e preoccupante riguarda invece il
benessere di circa centomila tibetani apolidi che vivono nella precaria
condizione di rifugiati politici in India e in Nepal. Malgrado siano ormai
trascorsi 64 anni nulla è cambiato e tre o quattro generazioni di famiglie
continuano a vivere senza reali diritti civili in questa condizione di apolidi
nei paesi ospitanti. Un'attesa molto lunga di una risposta a queste
questioni irrisolte crea ulteriori tensioni nella società tibetana. 
 
Coloro che hanno il potere di assumere le decisioni in merito hanno dunque la
grande responsabilità di trovare una soluzione chiara e rapida per questi
tibetani senza patria, senza identità nazionale, apolidi destinati a vagare
in un limbo e dipendenti sempre dalla volontà altrui che può essere oggi
benevola, ma che domani potrebbe anche tramutarsi in ostilità.

I tibetani apolidi in India e Nepal saranno destinati a vivere per sempre
in questa condizione poco umana?
 
 
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VOCI DI PACE/VOICES OF PEACE

1 giugno 2008

I Cinquant'anni del Tibet sotto la Cina, 1959 – 2008

di Geshe Gedun Tharchin

I tibetani, per antica tradizione, non penserebbero mai di essere cinesi, né potrebbero mai immaginare che il Tibet sia parte della Cina

Nell'anno 2008 la Cina ospita i giochi olimpici, con la promessa di una maggior tutela dei diritti umani all'interno del paese. Il Tibet è divenuto il problema principale a livello internazionale, in quanto tale nazione è stata occupata integralmente dalla Cina dal 1959. A causa del massiccio e rapido flusso di immigrazione cinese nell'area tibetana, i tibetani stessi sono divenuti una minoranza etnica nello stesso Tibet e si prospetta ora il rischio della perdita della loro cultura e della loro identità nazionale. L'unica possibilità di salvezza per il Tibet è che le olimpiadi del 2008 possano condizionare il governo cinese, spingendolo a garantire maggiore rispetto per la cultura e il popolo tibetani.
Quindi, l’intero mondo sta osservando le autorità cinesi riguardo alla promessa fatta dal governo cinese in cambio della possibilità di ospitare a Pechino i giochi olimpici del 2008. Ma mentre il momento in cui questi si svolgeranno si avvicina, la repressione in Tibet si sta ancora inasprendo, e pertanto molte persone in tutto il mondo hanno cercato di intervenire nella situazione ancora irrisolta tra il Tibet e la Cina. In fine, i tibetani sia all'interno che all'esterno del patria hanno perso la pazienza, manifestando la loro esasperazione il 14 marzo 2008.
La verità è che il Tibet e la Cina sono stati paesi confinanti per secoli. Durante il VII e l'VIII secolo le dinastie tibetane inflissero alla Cina una dura sconfitta. La principessa Wen Chen sposò il sovrano tibetano Song Tsen Gam Po e per sua volontà venne realizzato a Lhasa il tempio Ra Mo Che. Vi è a Lhasa un altro tempio edificato per volontà di una principessa nepalese che sposò anch’ella il medesimo re. In quel periodo sia il dinasta della Cina che quello del Nepal erano orgogliosi che le loro principesse avessero sposato il re del Tibet, anche perché ciò assicurava sicurezza per i loro stati.
Successivamente un'altra principessa cinese sposò un re del Tibet. In queste epoche le relazioni fra i due paesi si basano sul reciproco rispetto e sulla valutazione delle rispettive potenze militari. Come testimonianza del loro comune accordo, vennero eretti tre pilastri lapidei in tre luoghi differenti: presso la capitale del Tibet, presso la capitale della Cina e lungo il confine tra i due stati. Essi recavano iscritti epigrafi concernenti i sentimenti di reciproca solidarietà tra i due paesi. Un verso molto famoso dei pilastri recita: “rGYA rGYA YUL NA sKYID, BOD BOD YUL NA sKYID”, che significa “I Cinesi sono felici in Cina e i Tibetani sono felici in Tibet”. Sulla base di questo evento storico i tibetani hanno sempre sostenuto di non essere cinesi e possedere la propria identità nazionale, differente da quella cinese.
La prima invasione del Tibet fu compiuta da Genghis Khan nel 1209 e in un secondo momento il Khan mongolo assunse il comando dell’Impero Cinese e i mongoli ereditarono il lignaggio della dinastia cinese. Più tardi, quando i cinesi liberarono dai mongoli il loro impero, acquisendone il controllo, la Cina iniziò a rivendicare tutti i territori che erano stati sotto il dominio mongolo, affermando che fossero suoi! Questa è l'unica ragione per cui la Cina sostiene tuttora che il Tibet le appartenga.
I tibetani, per antica tradizione, non penserebbero mai di essere cinesi, né potrebbero mai immaginare che il Tibet sia parte della Cina: questo è ciò che prova istintivamente il popolo tibetano. Quindi penso che la lotta per la liberazione del Tibet sia una tendenza naturale della gente tibetana.
La storia ha provato che i tibetani non possono essere felici sotto le autorità cinesi, né i cinesi possono essere felici sotto un governo tibetano. Il conflitto si è protratto nei secoli ed è parte della vicenda storica di entrambe le nazioni. Questa battaglia deve andare fino in fondo, portando ad una vittoria assoluta o ad una sconfitta assoluta: in altre parole, questa battaglia durerà finché vi saranno tibetani. È una questione che sarà portata avanti di generazione in generazione, in quanto parte della storia umana.
Il dialogo può essere la soluzione? Esiste un grande ostacolo tradizionale perché la Cina e il Tibet abbiano un dialogo costruttivo. C'è un detto tibetano che afferma: “la Cina fallisce nei suoi intenti per eccesso di sospetto e il Tibet a causa della troppa aspettativa”. L'attuale dialogo sino-tibetano è iniziato con l'incontro tra Mao Zedong e il Dalai Lama a Pechino nel 1954 ed è proseguito fino al 2007 senza raggiungere gli obiettivi di nessuna delle due parti. Quindi è evidente che il detto era vero. Sembra quindi inutile cercare di risolvere il conflitto sino-tibetano attraverso il dialogo.
Forse una possibilità potrebbe essere che lo sviluppo economico-politico possa provocare un cambiamento radicale nello status sociale delle persone tibetane nel futuro, tuttavia non può modificare la storia passata del Tibet.
Resta un'altra questione importante, concernente le famiglie di rifugiati tibetani che hanno vissuto in India o in Nepal negli ultimi 50 anni sotto l'Amministrazione Centrale Tibetana di Dharamsala: quale sarà il loro futuro? Devono continuare ad aspettare che il Tibet divenga libero rinunciando ai diritti derivanti dal possesso della cittadinanza locale o dovrebbero integrarsi con i cittadini locali?





Monday, 8 February 2021

Karma e Covid-19


    Karma e Covid-19 
Un'intervista online sul rapporto tra Karma e Covid-19
18 maggio 2020

Domanda: Il termine KARMA è una parola popolare, usata in tutto il mondo. Puoi per favore spiegare il significato di karma da un punto di vista buddhista?

Risposta: È un argomento molto complesso! In pratica Karma significa semplicemente Azione, principalmente azione mentale, la nostra intenzione e motivazione. "Il karma buono e cattivo sono funzioni alla tua intenzione; quando la tua intenzione è buona, tutto diventa buono; quando la tua intenzione è cattiva, tutto diventa cattivo; quindi tutto dipende dalla tua intenzione". Questi sono i consigli pratici di Je Tsongkhapa. 

D: Cosa fa maturare il karma?

R: L'ignoranza incontrollata, l'attaccamento e la rabbia fanno sì che il nostro karma negativo porti frutti cattivi e la pratica costante di Sila, Samadhi, Prajna fa sì che il nostro karma positivo porti buoni frutti. 

D: Cos'è il karma collettivo?

R: Il Karma collettivo è un'intenzione positiva, negativa o neutra che si basa su un interesse comune, come lavorare, aiutare durante i conflitti, pregare o meditare nel Sangha, fare volontariato in un ospedale e così via, tutto ciò che si fa con un'intenzione comune di una comunità.

D: Potremmo dunque dire che il coronavirus potrebbe essere il risultato del nostro karma precedente? e il fatto che alcuni paesi abbiano sofferto più di altri potrebbe dipendere dal loro karma collettivo?

R: Il covid-19 è un frutto karmico, fa parte del samsara o vita, ma non possiamo verificare esattamente quale karma lo abbia generato e quanti e quali karma siano coinvolti nella sua causa. Certamente tanti karma, negativi, positivi e neutri, collettivi e individuali, passati e presenti, i nostri comportamenti nell’insieme hanno predisposto questa pandemia. Naturalmente è triste dover constatare come questa pandemia sia causa di grande sofferenza per molti esseri umani, che però nel contempo, se sappiamo coglierle, ci ha anche offerto una maggiore consapevolezza e nuove conoscenze per il futuro stesso dell’umanità. La sofferenza non deve essere sempre necessariamente giudicata come negativa e risultato di un karma negativo. A volte il karma positivo può portare sofferenza temporanea nell'interesse della bontà e del bene a lungo termine nel futuro e, altrettanto, a volte il karma negativo può illuderci di una momentanea felicità effimera. Quindi è impossibile conoscere, definire e quantificare il mistero del peso del karma! In un certo senso noi umani siamo il principale attore del karma. Quindi, ognuno di noi dovrebbe indagare profondamente la propria intenzione e motivazione per ogni singola azione ed essere consapevoli e testimoni di se stessi in ogni istante. Questa è la pratica principale del Dharma o Meditazione.



Thursday, 4 February 2021

Una conversazione sul Smart Dharma

Una conversazione Online

 
Domanda: Farai un insegnamento online? Dovrebbe provarci. 
 
Risposta: Non ancora. Penso che l'insegnamento del dharma online sia l'ultima scelta. Forse in futuro, chi lo sa? Finora ho rifiutato. Sembra molto noioso.

D: Davvero? Ora usiamo tutti l'insegnamento online ed è molto sicuro, nessun contatto.
 
R: So che è una specie di lavoro Smart, ma l'insegnamento del dharma Smart sembra troppo Smart!

D: Ma tu sei intelligente e dovresti provare qualcosa di nuovo..... molto alla moda ora.
 
R: Penso che qualche volta il silenzio sia il miglior insegnamento, specialmente in questi momenti di emergenza. 

D: Hai assolutamente ragione.
 
R: Lo faccio tramite Facebook e messenger post. Aspetterò il momento giusto, quando tutto diventerà normale, altrimenti diventerà un insegnamento del Dharma di emergenza!

D: Emergenza insegnamento del Dharma... mi piace questo termine.
 
R: Il Dharma non è mai un'emergenza e nemmeno un soccorritore di emergenza. Dharma è la vita stessa. 

D: Sì, ma questo tempo di Covid-19 la nostra vita è in emergenza.
 
R: L'abbiamo fatta diventare un'emergenza solo ora. La vita è in emergenza fin dall'inizio, (dal punto di vista dharmico la vita è molto fragile come la sua natura, realtà impermanente) forse non ce ne siamo resi conto. Il Dharma è il soccorritore della vita per tutto il tempo. 
 

Monday, 28 December 2020

2021- BUON ANNO - HAPPY NEW YEAR - བཀྲིས་སྨོན་འདུན་ཞུ།

2021 
BUON ANNO
 
Nel 2020, l'inaspettata diffusione del covid-19 nel mondo ha creato un'atmosfera quasi come se vivessimo sotto un attacco di armi chimiche, causando la perdita di così tante vite umane e un'enorme perdita di crescita nell'economia globale.

La presenza dell'infinita capacità della mente umana in questo Universo senza limiti permette di superare qualsiasi problema con la fiducia nella propria intelligenza e la forza di volontà verso la realizzazione delle aspirazioni dell'umanità di giustizia, pace, condivisione e vera realizzazione.

Credo che questa pandemia svanirà presto e che questo nuovo anno ci porterà un mondo sano con pace e prosperità.
Grazie a questi meriti, avendo ottenuto lo stato dell’onniscienza,
E così sottomettendo il ostacolo causa delle afflizioni,
Possa io liberare gli esseri dall’oceano dell’esistenza,
Agitati dalle onde della vecchiaia, della malattia e della morte.



2021
HAPPY NEW YEAR 
 
In 2020, the unexpected spread of covid-19 around the world created an atmosphere almost as if we were living under a chemical weapons attack, causing the loss of so many lives and a huge loss of growth in the global economy. 
 
The presence of the infinite capacity of the human mind in this limitless Universe allows one to overcome any problem with trust in one's own intelligence and will strength towards the realisation of humanity's aspirations of justice, peace, sharing and true fulfilment.
 
 
I believe that this pandemic will soon fade away and this New Year will bring us a healthy world with peace and prosperity.  
By these merits, having obtained the state of omniscience,  
And thus subduing the obstacle cause of afflictions,  
May I liberate beings from the ocean of existence,  
agitated by the waves of old age, sickness and death. 
 
 
ཕྱི་ལོ་ ༢༠༢༡ གསར་ཚེས་ལ་བཀྲིས་སྨོན་འདུན་ཞུ།

ཕྱི་ལོ་ ༢༠༢༠ ལོར་གློ་བུར་ནད་ཡམས་ཁྱབ་འཕེལ་གྱིས་རྐྱེན་པས་འཛམ་གླིང་ཁྱོན་ཡོངས་ལ་ཛས་མཚོན་གྱི་འཇིགས་བསྐུལ་འོག་གནས་པ་འདྲ་བའི་ཁོར་ཡུག་གི་ཚོར་བ་དང་། མིའི་ཚེ་སྲོག་མང་པོ་བཤོར་བ་དང་འཛམ་གླིང་གི་དཔལ་འབྱོར་འཕེལ་རྒྱས་ལ་གྱོང་གུན་ཆེན་པོ་བཟོས། 

མཐའ་མེད་འཇིག་རྟེན་གྱི་ཁམས་སུ་གྲུབ་པའི་འགྲོ་བ་མི་ཡི་སེམས་ཀྱི་ནུས་པ་ནི་བླ་ན་མེད་པ་ཡིན། དེས་ན་རང་རང་གི་རྣམ་དཔྱོད་ལ་ཡིད་ཆེས་དང་། དྲང་བདེན་དང་ཞི་བདེ། འདྲ་མཉམ་དང་འགྲོ་མི་ཡི་དོན་དམ་གྱི་དམིགས་ཡུལ་བསྐྲུན་པའི་སེམས་ཤུགས་ཀྱི་འདུན་པ་དང་ལྡན་པ་ཞིག་གིས་འགྲོ་བ་མི་ཡི་རིགས་ཀྱི་དཀའ་ངལ་གང་ཡང་སེལ་ཐུབ།

མི་རིང་བར་ནད་ཡམས་འདིའི་མཐའ་རྫོགས་ཏེ་འཛམ་གླིང་འདི་སྔར་རྒྱུན་ལྟར་ཡོང་རྒྱུ་དང་ཞི་བདེ་དང་ཡར་རྒྱས་ངང་གནས་པའི་ཡིད་ཆེས་དང་རེ་བ་ཡོད།   

བསོད་ནམས་འདི་ཡིས་ཐམས་ཅད་གཟིགས་པ་ཡི། །

གོ་འཕང་ཐོབ་ནས་སྐྱོན་གྱི་དགྲ་བཏུལ་ཏེ། །

རྒ་དང་ན་དང་འཆི་བའི་རླབས་འཁྲུག་པའི། །

སྲིད་པའི་མཚོ་ལས་འགྲོ་བ་སྒྲོལ་བར་ཤོག །




 

Sunday, 20 December 2020

BUON NATALE E FELICE NUOVO ANNO- 2021

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO
2021
 
Nel 2020, l'inaspettata diffusione del covid-19 nel mondo ha creato un'atmosfera quasi come se vivessimo sotto un attacco di armi chimiche, causando la perdita di così tante vite umane e un'enorme perdita di crescita nell'economia globale.

La presenza dell'infinita capacità della mente umana in questo Universo senza limiti permette di superare qualsiasi problema con la fiducia nella propria intelligenza e la forza di volontà verso la realizzazione delle aspirazioni dell'umanità di giustizia, pace, condivisione e vera realizzazione.

Credo che questa pandemia svanirà presto e che questo nuovo anno ci porterà un mondo sano con pace e prosperità.

 

MERRY CHRISTMAS AND HAPPY NEW YEAR 
2021 
 
In 2020, the unexpected spread of covid-19 around the world created an atmosphere almost as if we were living under a chemical weapons attack, causing the loss of so many lives and a huge loss of growth in the global economy. 
 
The presence of the infinite capacity of the human mind in this limitless Universe allows one to overcome any problem with trust in one's own intelligence and will strength towards the realisation of humanity's aspirations of justice, peace, sharing and true fulfilment.
 
I believe that this pandemic will soon fade away and this New Year will bring us a healthy world with peace and prosperity.

Geshe G. Tharchin


Wednesday, 9 December 2020

Giornata Je Tsongkhapa

 Commemorare Giornata di Je Tsongkhapa

da  
Geshe G. Tharchin


La giornata di Je Tsongkhapa è la celebrazione della sua parinirvana, il Grande Gaden Ngachhod. Je Tsongkhapa è mancato e ha ottenuto lo stato di piena illuminazione nel Bardo. Questa occasione di buon auspicio cade il 10 dicembre.

Je Tsongkhapa (1357-1419) è il fondatore del lignaggio Gedenpa, la tradizione Gelug e grande riformatore della dottrina buddista nella Terra della Neve. Je Tsongkhapa ha chiarificato gli insegnamenti del Buddha Sakyamuni e ha composto una serie di trattati, tra cui diverse opere di Lamrim che delineano il sentiero completo verso l'illuminazione.  

In Tibet la celebrazione dell'offerta di luce di Gaden Ngachhod è considerata simile a quella di Diwali in India e del Natale in Occidente.
In questa occasione speciale si può praticare la meditazione sui tre aspetti principali del sentiero,
https://geshetharchin.blogspot.com/2012/08/i-tre-aspetti-principali-del-sentiero.html composta da Je Tsongkhapa per commemorare la sua vita e i suoi insegnamenti per il bene di tutti gli esseri senzienti.

Nelle comunità tibetane l'evento si celebra con il canto del seguente mantra di Je Tsongkhapa.

དམིགས་མེད་བརྩེ་བའི་གཏེར་ཆེན་སྤྱན་རས་གཟིགས།།
MIG MEY TZE WAY TER CHEN CHENREZIG

དྲི་མེད་མཁྱེན་པའི་དབང་པོ་འཇམ་པའི་དབྱངས།།
DRI MEY KHYEN PI WANG PO JAMPAL YANG


བདུད་དཔུང་མ་ལུས་འཇོམས་མཛད་གསང་བའི་བདག།
DU PUNG MA LU JOM DZEY SANG WEY DAG


གངས་ཅན་མཁས་པའི་གཙུག་རྒྱན་ཙོང་ཁ་པ།།
GANG CHENG KE PEY TSUG GYEN TSONGKHAPA

བློ་བཟང་གྲགས་པའི་ཞབས་ལ་གསོལ་བ་འདེབས།།

LO SANG TRAG PEY SHAB LA SOL WA DEB

OM AH GURU VAJRA DHARA SUMATI KIRTI SIDDHI HUNG 



Friday, 27 November 2020

Un approccio buddista per affrontare il difficile periodo della pandemia COVID-19.

Un approccio buddista per affrontare il difficile periodo della pandemia COVID-19.

Siamo tutti sulla stessa barca, siamo tutti vittime dell'attuale pandemia, vivi o morti, malati o sani, apparteniamo tutti a una sola famiglia nella comunità globale, a meno che questa pandemia non venga sconfitta. In questo momento ci sentiamo tutti molto vicini. Dobbiamo intensificare la solidarietà tra di noi attraverso la preghiera, la meditazione, l'aiuto materiale e il sostegno psicologico e spirituale, per sentirci sostenuti dal calore dell'attenzione e dall'amore dell'unità della comunità globale. 

 A dire la verità, io personalmente non sento di avere una capacità superiore agli altri, e sostenere la psiche degli altri di fronte a questa gigantesca pandemia. Mi dispiace. In certi momenti, in Tibet c’è un detto, "quando il cielo attacca la terra", non funziona più niente! né miracoli, né magia, né oracoli, né guru, come sappiamo. L'unica soluzione sarebbe la propria saggezza, il vero Dharma.

Comunque desidero condividere qualche pensiero riguardo l’Impermanenza perché così mi è stato chiesto da alcuni amici di Dharma:

L'impermanenza potrebbe essere divisa in tre livelli: livello grossolano, livello sottile e livello molto sottile. Il primo è che la morte, la caducità e la fugacità di qualsiasi forma materiale può essere percepita da cinque o sie sensi.

L'impermanenza della morte è purtroppo incredibile. Ognuno ha la sua missione sulla terra e una volta completata la propria missione andrà, tornerà all'Universo.   Quando si sparisce, si lasciano sempre grandi insegnamenti di vita agli amici, alle persone care e a quelle vicine. Tutte le cose nascono dall'atto di compassione, vivono con l'atto di compassione e si concludono con l'atto di compassione. Naturalmente, sarà di aiuto ogni virtù e preghiera dedicata alla sua pace e al suo nirvana.

Il secondo, il livello sottile, è rappresentato da quel processo di velocità dei cambiamenti che si sono manifestati su atomi e cellule e che può essere osservato attraverso la moderna tecnologia altamente sofisticata.

Il terzo, il livello molto sottile è quella natura impermanente della realtà della vostra coscienza, l'unione con la vostra mente, che può essere realizzata all'interno di una meditazione di Samadhi.

Una volta che abbiamo sviluppato lo stato meditativo della pratica si inizia il cammino: "Osservare la morte come sentiero per realizzare il Dharma Kaya (corpo della Saggezza) e osservare lo stato del Bardo come sentiero per realizzare il Sambhoka Kaya (corpo della beatitudine infinita) giorno e notte", solo allora è possibile per un praticante di Dharma sentire o capire il vero significato della vita. Poi la natura della morte, non più estranea o paurosa, diventa parte del valore quotidiano della vita e l'evento della morte fisica si trasforma in un momento unico di celebrazione, e a questo punto è fondamentale la presenza della mente di Bodhicitta convenzionale e definitiva, insieme alla pratica del Vajrayana Anuttara.

Anche la pratica della grande compassione "Tong Len" è molto efficace per se stessi e per gli altri in un momento critico.

Geshe G. Tharchin


DONAZIONE


Friday, 6 November 2020

Lhabab Duchen è l'anniversario di Buddha

Auguri e buona puja di Lhabab Duchen
Sabato 7 novembre
Festeggiamo il giorno in cui Buddha tornò dal regno degli dei dopo aver trasmesso il Dharma a sua madre.

Lhabab Duchen è l'anniversario del giorno in cui il Buddha discese dal regno degli Dei del Trentatreesimo dove aveva insegnato il Dharma a sua madre.  Il Buddha era stato via per tre mesi e il suo ritorno è stato un'occasione di gioia per innumerevoli discepoli.
 
Lhabab Duchen è una parola tibetana, letteralmente "la grande occasione della discesa divina". È uno dei quattro giorni festivi principali del calendario buddista in cui celebriamo la vita e gli insegnamenti del Buddha.

Preghiamo con cuore di Bodhicitta e meditiamo per i benefici di tutti gli esseri senzienti, specialmente per le vittime della pandemia covid-19 e per un migliore futuro del mondo. 
 
Gedun Tharchin
Geshe Lharampa

Thursday, 25 June 2020

RECITAZIONE DI MANTRA


Recitazione di Mantra

Ci sono molti modi di recitare i mantra. Uno è vocale e uno è mentale, come elencato nei modi di recitare i mantra. Ci sono modi di recitare i mantra in cui si visualizzano le lettere e si recitano mentalmente in questo modo, o si immagina che le lettere stesse emettano il suono. C'è tutta una lunga lista di modi diversi in cui si lavora con i mantra. Ma se guardiamo più a fondo, vogliamo essere in grado di allenare il nostro corpo, la parola e la mente. Non solo il corpo e la mente, o non solo la mente. Il discorso ha a che fare con la comunicazione, quindi è davvero molto importante. Se vogliamo aiutare gli altri, insegnare agli altri, ecc., dobbiamo comunicare; quindi usiamo la parola, come esseri umani.
E così, a un certo livello, lavorare ad alta voce con i mantra è almeno trasformare il discorso in qualcosa di positivo, perché ci integriamo: il corpo in una certa posizione, immaginando di essere una certa divinità; recitando un mantra; e tenendo a mente o la compassione, la chiarezza della mente, o qualsiasi sia la rappresentazione lì. Quindi è un modo di integrare le tre cose insieme: corpo, parola e mente.
Ad un livello più profondo, quindi, il mantra è coinvolto con il respiro e coinvolto con l'energia. L'energia e il respiro del corpo sono molto strettamente correlati dal punto di vista analitico buddista. E così un mantra dà un ritmo regolare al respiro e all'energia che, in termini di onde cerebrali o altro, ha un certo beneficio. Quindi, se stiamo lavorando a questo livello per stabilire un ritmo più costante all'energia, sia che lo si faccia ad alta voce che mentalmente, penso che avrebbe un effetto simile. Ma allora parlo solo a partire dalla mia impressione, ma sarebbe certamente altrettanto, credo, altrettanto calmo, per esempio, o renderebbe la mente un po' più acuta.
Ma il livello più profondo del mantra ha a che fare con la formazione delle energie del respiro. Voi modellate il respiro con il mantra, e questo modella l'energia, che vi permette un metodo per ottenere il controllo sui venti e sulle energie del corpo in modo da poterle portare nel canale centrale. Quindi quello che si vuole fare è, in un certo senso, modellare il respiro. E lo si fa con un tipo speciale di mantra, un tipo speciale di pratica - molto, molto avanzata - per portare i venti nel canale centrale, in modo da arrivare più facilmente alla mente chiara e leggera che è la più favorevole alla comprensione del vuoto, ecc.
Quindi, a un certo livello, ciò che aiuta a dare forma al respiro è almeno in una certa misura la vocalizzazione, ma, sapete, non deve essere per forza molto forte. Naturalmente ci sono molti stili di recitazione dei mantra: e c'è il forte, e c'è il morbido, e c'è il canto, e ci sono tutte queste altre cose. Ma in definitiva, al livello più profondo, ciò che serve davvero è solo una modellazione del respiro. Sothat, si può fare anche in un sussurro. In un certo senso si tratta solo di modellare il respiro. Nessun altro deve sentirlo.
Quindi la maggior parte delle volte quando si fanno i mantra, quello che si raccomanda è che la bocca si muova a forma di mantra e che ci sia un po' di vocalizzazione, ma in realtà solo tu puoi sentirla, quindi non disturba tutti intorno. Ora, naturalmente, si va nei monasteri e si sentono le persone che urlano mantra a squarciagola, ma da un punto di vista teorico testuale questo è di solito ciò che si raccomanda: solo in privato, modellare il respiro. Quindi non significa, insomma, che recitarlo mentalmente sia inutile o meno potente, è solo diverso.
Il mantra, devo dire, è un argomento molto, molto difficile da capire e da non farlo degenerare nel regno delle parole magiche. Tanto più che i tibetani pronunciano erroneamente i mantra sanscrito; i mongoli si allontanano ancora di più dal sanscrito; i cinesi e i giapponesi, quando tentano i mantra non si riesce nemmeno a riconoscere quale mantra stanno dicendo. Poi si comincia a chiedersi cosa c'è veramente in gioco qui, perché ovviamente queste persone ottengono ancora dei risultati attraverso i mantra. Non è un argomento facile. Sua Santità il Dalai Lama raccomanda che, nonostante il fatto che i tibetani abbiano un loro modo di recitare e di pronunciare - come non dicono "Om Vajrasattva", dicono "Om Benzasato", che è una deformazione del sanscrito - tuttavia, dice che se noi possiamo farlo, come occidentali, il più vicino possibile al sanscrito originale, è meglio. Ma naturalmente molti lama tibetani preferiscono che come discepoli occidentali lo pronunciamo allo stesso modo in cui lo pronunciamo noi. Quindi tutto dipende dal maestro.




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Wednesday, 3 June 2020

SAKA DAWA VESAK TIBETANO 2020


SAKA DAWA VESAK TIBETANO
Insegnamento in diretta sul webcast 
Sua Santità il Dalai Lama 
5 giugno 2020
***

Sua Santità il Dalai Lama conferirà la Cerimonia per 
dalle 9 alle 10 circa (ora solare indiana) 
(Ore Italiana dalle 5:30 alle 6:30) 
in occasione del giorno di luna piena di SAKA DAWA.

Gli interessati potranno assistere al live webcast
in tibetano, inglese, cinese e altre lingue sui siti ufficiali,
e sulle pagine Facebook dell'Ufficio di Sua Santità il Dalai Lama.

I telespettatori sono pregati di seguire le loro regole locali sulla distanza sociale.