Tuesday, 10 June 2025

Maha-satipatthana Sutta - Il grande sermone sui fondamenti della presenza mentale

Maha-satipatthana Sutta - Il grande sermone sui fondamenti della presenza mentale

Così ho sentito. Una volta il Benedetto soggiornava nel paese dei Kuru, in una città dei Kuru chiamata Kammasadhamma. Là il Benedetto si è rivolto ai monaci dicendo: “Monaci”. I monaci hanno risposto:”Signore”. Il Benedetto allora disse: ‘ I quattro fondamenti della presenza mentale sono il sentiero diretto per la purificazione degli esseri, per vincere la sofferenza e la pena, per liberarsi dal dolore e dall’angoscia, per realizzare il giusto metodo e raggiungere la liberazione. 

Quali quattro? 

Ecco: un monaco rimane concentrato presso il corpo sul corpo – instancabile, attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo; 

rimane concentrato presso le sensazioni sulle sensazioni – instancabile, attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo; 

rimane concentrato presso la mente sulla mente – instancabile , attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo; 

rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali – instancabile, attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo.

La contemplazione del corpo

“E come fa un monaco a rimanere concentrato presso il corpo sul corpo? 

“Un monaco – si reca in una foresta, ai piedi di un albero in un luogo isolato, siede incrociando le gambe, mantenendo il corpo eretto e applicando la piena attenzione. 

Consapevole inspira, consapevole espira. Quando inspira lungamente è consapevole di inspirare lungamente; quando espira lungamente è consapevole di espirare lungamente; quando inspira brevemente, è consapevole di inspirare brevemente; quando espira brevemente è consapevole di espirare brevemente. Egli si esercita ad inspirare sperimentando l’intero corpo e ad espirare sperimentando l’intero corpo. Egli si esercita ad inspirare calmando l’attività corporea dell’inspirazione e ad espirare calmando l’attività corporea dell’espirazione.

Così come un abile vasaio o il suo apprendista facendo girare lungamente (la ruota) sa che la sta facendo girare lungamente, oppure facendo girare brevemente (la ruota) sa che la sta facendo girare brevemente. Così il monaco quando inspira lungamente è consapevole di inspirare lungamente, quando espira lungamente è consapevole di espirare lungamente, quando inspira brevemente è consapevole di inspirare brevemente e quando espira brevemente è consapevole di espirare brevemente. Egli si esercita ad inspirare calmando l’attività corporea dell’inspirazione e ad espirare calmando l’attività corporea dell’espirazione. 

In questo modo rimane concentrato presso il corpo interno sul corpo, o presso il corpo esterno sul corpo o interiormente e esteriormente presso il corpo. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere del corpo, o sul fenomeno del cessare del corpo o sui fenomeni del nascere e cessare del corpo. La sua consapevolezza che “esiste un corpo” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena presenza mentale. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. 

Così un monaco rimane concentrato presso il corpo sul corpo. “Inoltre: il monaco, quando cammina, è consapevole che sta camminando, quando è in piedi è consapevole che sta in piedi, quando è seduto è consapevole che sta seduto, quando è sdraiato è consapevole che sta sdraiato. In qualsiasi posizione sia il proprio corpo egli ne è consapevole. 

“Inoltre: il monaco è pienamente consapevole di ciò che sta facendo, quando viene e quando va; quando guarda e quando non guarda; quando si china e quando si distende; quando indossa l’abito e quando porta la scodella dell’elemosina; quando mangia e quando beve; quando mastica e quando gusta; quando defeca e quando urina; quando cammina o quando sta seduto; quando s’addormenta e quando si risveglia, quando parla e quando rimane in silenzio, egli è sempre pienamente consapevole. 

 “Come se vi fosse un sacco, con due aperture una sopra e una sotto, pieno di vari tipi di grani – frumento, riso, fagioli verdi, fagioli nani, semi di sesamo, riso decorticato – e un uomo di buona vista, aprendolo, controllasse: “Questo è frumento. Questo è riso. Questi sono fagioli verdi. Questi sono fagioli nani. Questi sono semi di sesamo. Questo è riso decorticato”, così o monaci, un monaco contempla il proprio stesso corpo: dalle piante dei piedi verso l’alto e dalla cima della testa verso il basso, coperto dalla pelle e pieno di vari generi di cose impure: ‘in questo corpo ci sono capelli, peli, unghie, denti, pelle, carne, tendini, ossa, midollo osseo, reni, cuore, fegato, pleura, milza, polmoni, stomaco, intestini, esofago, feci, bile, flegma, pus, sangue, sudore, grasso, lacrime, siero, saliva, muco, liquido articolare, urina”. 

“Come se un abile macellaio o il suo apprendista, dopo aver macellato una mucca, la dividesse a pezzi, così il monaco contempla il proprio stesso corpo in termini di elementi: ‘in questo corpo c’è l’elemento terra, l’elemento acqua, l’elemento fuoco e l’elemento aria.” 

“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta – un giorno, due giorni, tre giorni – gonfio, livido, putrefatto, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile” 

“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, divorato da corvi, avvoltoi, falchi, cani, iene e da altre specie di animali, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, ridotto ad uno scheletro dove carne e sangue sono dissolti, tenuto assieme solo dai tendini, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, uno scheletro senza più carne, con sangue sparso sulle ossa tenute assieme dai tendini, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora , come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, uno scheletro senza più sangue né carne con le ossa tenute assieme dai tendini, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, ridotto ad un mucchio d’ossa non più tenute assieme dai tendini, sparse in tutte le direzioni: qui un osso della mano, là un osso del piede, della gamba, della coscia, dell’anca , una costola, una mandibola, denti e frammenti del cranio, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, di cui rimangono solo le ossa, bianche come le conchiglie, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, le cui ossa, dopo un anno, sono state ammucchiate, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse vedere un cadavere gettato in una fossa aperta, ridotto ad ossa putrefatte e polverizzate, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
In questo modo rimane concentrato presso il corpo interno sul corpo, o presso il corpo esterno sul corpo o interiormente e esteriormente presso il corpo sul corpo. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere del corpo, o sul fenomeno del cessare del corpo o sui fenomeni del nascere e cessare del corpo. La sua consapevolezza che “esiste un corpo” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena presenza mentale. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso il corpo sul corpo.

La contemplazione delle sensazioni

E come fa un monaco a rimanere concentrato presso le sensazioni sulle sensazioni?
“Un monaco, quando prova una sensazione dolorosa, è consapevole di provare una sensazione dolorosa. Quando prova una sensazione piacevole, è consapevole di provare una sensazione piacevole. 

Quando prova una sensazione indifferente, è consapevole di provare una sensazione indifferente. 

Quando prova una sensazione dolorosa materiale, è consapevole di provare una sensazione dolorosa materiale. 

Quando prova una sensazione dolorosa non materiale, è consapevole di provare una sensazione dolorosa non materiale. 

Quando prova una sensazione piacevole materiale, è consapevole di provare una sensazione piacevole materiale. 

 Quando prova una sensazione piacevole non materiale, è consapevole di provare una sensazione piacevole non materiale. 

Quando prova una sensazione indifferente materiale, è consapevole di provare una sensazione indifferente materiale. 

Quando prova una sensazione indifferente non materiale, è consapevole di provare una sensazione indifferente non materiale. In questo modo rimane concentrato presso le sensazioni interne sulle sensazioni, o presso le sensazioni esterne sulle sensazioni o interiormente e esteriormente presso le sensazioni sulle sensazioni. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere delle sensazioni, o sul fenomeno del cessare delle sensazioni o sui fenomeni del nascere e cessare delle sensazioni. La sua consapevolezza che “esistono le sensazioni” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso le sensazioni sulle sensazioni.

La consapevolezza della mente

E come fa un monaco a rimanere concentrato presso la mente sulla mente?
“Un monaco, quando nella mente vi è passione, è consapevole che nella mente c’è passione. Quando nella mente non vi è passione, è consapevole che nella mente non c’è passione. Quando nella mente vi è avversione, è consapevole che nella mente c’è avversione. Quando nella mente non vi è avversione, è consapevole che nella mente non c’è avversione. Quando nella mente vi è delusione, è consapevole che nella mente c’è delusione. Quando nella mente non vi è delusione, è consapevole che nella mente non c’è delusione.
‘Quando la mente è limitata, è consapevole che la mente è limitata. Quando la mente è agitata, è consapevole che la mente è agitata. Quando la mente è esaltata, è consapevole che la mente è esaltata. Quando la mente non è esaltata, è consapevole che la mente non è esaltata. Quando la mente è trascesa, è consapevole che la mente è trascesa. Quando la mente non è trascesa, è consapevole che la mente non è trascesa. Quando la mente è concentrata, è consapevole che la mente è concentrata. Quando la mente non è concentrata, è consapevole che la mente non è concentrata. Quando la mente è liberata, è consapevole che la mente è liberata. Quando la mente non è liberata, è consapevole che la mente non è liberata.
In questo modo rimane concentrato presso la mente interna sulla mente, o presso la mente esterna sulla mente o interiormente e esteriormente presso la mente sulla mente. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere della mente, o sul fenomeno del cessare della mente o sui fenomeni del nascere e cessare della mente. La sua consapevolezza che “esiste la mente” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato sulla mente in essa e su essa.

La contemplazione degli oggetti mentali

E come fa un monaco a rimanere concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali?
” Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque ostacoli. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque ostacoli? Quando in lui vi è desiderio sensuale, un monaco è consapevole che ‘vi è desiderio sensuale in me. O, quando in lui non vi è desiderio sensuale, è consapevole che ‘non c’è desiderio sensuale in me. Egli è consapevole come nasca il desiderio sensuale non ancora nato. E’ consapevole come il desiderio sensuale nato in lui venga abbandonato. Ed è consapevole come il desiderio sensuale – una volta abbandonato – non compaia più.
Così quando in lui sono presenti: malizia o pigrizia e torpore o ansia ed agitazione o dubbio o altri oggetti mentali; egli n’è consapevole.
In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque ostacoli.


“Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque aggregati dell’attaccamento (khandha). E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque aggregati dell’attaccamento (khandha)?
Un monaco è consapevole che ‘questa è la forma (rupa), questa è la sua origine, questa è la sua cessazione.’
‘queste sono le sensazioni (vedana), questa è la loro origine, questa è la loro cessazione.’
‘questa è la percezione (sanna), questa è la sua origine, questa è la sua cessazione.’ ;
‘questi sono gli elementi condizionati (sankhara – pensiero discorsivo, volizione), questa è la loro origine, questa è la loro cessazione.’ ;
‘questa è la coscienza (vinnana), questa è la sua origine, questa è la sua cessazione.’; In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque aggregati dell’attaccamento (khandha). 

“Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sei sensi della percezione, interni ed esterni. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sei sensi della percezione, interni ed esterni.
Un monaco conosce l’occhio, conosce le forme, conosce quei legami generati dal contatto tra occhio e forme. Egli è consapevole come nascano questi legami non ancora nati. E’ consapevole come questi legami nati in lui vengano abbandonati. Ed è consapevole come tali legami – una volta abbandonati – non compaiano più.
Così, conoscendo l’orecchio ed il suono; il naso e l’odore; la lingua ed il sapore; il corpo e le sensazioni fisiche come nascano questi legami generati dal contatto. E’ consapevole come questi legami nati in lui vengano abbandonati. Ed è consapevole come tali legami – una volta abbandonati –non compaiano più. In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sei sensi della percezione, interni ed esterni.

I sette fattori del Risveglio

“Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sette fattori del risveglio. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sette fattori del risveglio? Quando in lui è presente il fattore del risveglio della presenza mentale è consapevole che in lui vi è la presenza mentale come fattore del risveglio Oppure quando in lui non è presente il fattore del risveglio della presenza mentale è consapevole che in lui non c’è la presenza mentale come fattore del risveglio. Egli è consapevole come vi sia il nascere della presenza mentale – non ancora sorta –come fattore del risveglio. E è consapevole del completamento dello sviluppo della presenza mentale come fattore del risveglio, una volta che questa è sorta.

(La stessa formula è ripetuta per i rimanenti fattori del Risveglio: analisi della dottrina, persistenza, beatitudine, serenità, concentrazione ed equanimità.)

In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali, in riferimento ai sette fattori del risveglio.

Le Quattro Nobili Verità

” Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento alle quattro nobili verità. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento alle quattro nobili verità? Egli conosce – attraverso l’esperienza presente – “Questo è il dolore…… Questa è l’origine del dolore…… Questa è la cessazione del dolore……Questo è il sentiero che porta alla cessazione del dolore……
(I) “E cos’è, o monaci, la nobile verità del dolore? La nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la morte è dolore, la sofferenza, le lamentazioni, il dolore fisico, l’angoscia e la disperazione sono dolore. Essere costretti al contatto con ciò che non si ama è dolore, essere separati da ciò che si ama è dolore. Non ottenere ciò che si desidera è dolore. In breve i cinque aggregati dell’attaccamento (khandha) sono dolore.
‘E cos’è la nascita? Ogni nascita, il nascere, il discendere, il venire al mondo, l’uscire, l’apparire degli aggregati e acquisire la sfera dei sensi – di vari esseri in questo o quel gruppo di esseri – questo è chiamato nascita.
‘E cos’è la vecchiaia? Ogni invecchiamento, la decadenza, la fragilità, la canizie, la rugosità, il declino della forza vitale, l’indebolimento delle facoltà di vari esseri in questo o quel gruppo di esseri, questo è chiamato vecchiaia.
‘E cos’è la morte? Ogni decesso, la distruzione, la scomparsa, il morire, la morte, l’esaurimento del proprio tempo, la distruzione degli aggregati, l’uscita dal corpo, l’interruzione delle facoltà vitali di vari esseri in questo o quel gruppo di esseri, questo è chiamato morte.
‘E cos’è la sofferenza? Ciò che dispiace, l’afflizione, la tristezza, il dispiacere, il dolore interiore di chi soffre per la cattiva sorte, l’essere colpito da eventi dolorosi, questa è chiamata sofferenza.
“E cos’è la lamentazione? Ogni pianto, l’addolorarsi, il grido, le lacrime, il piangere, il lamento di chiunque soffra per la cattiva sorte, colpito da eventi dolorosi, questa è chiamata lamentazione.
“E cos’è il dolore fisico? Ogni dolore che colpisce il corpo, disagio, dolore e stress causati dal contatto fisico, questo è chiamato dolore fisico.
“E cos’è l’angoscia? Ogni dolore psichico, disagio mentale, dolore e stress che nascono dal contatto con la mente, questa è chiamata angoscia.
“E cos’è la disperazione? Ogni depressione, la disperazione di chiunque soffra per la cattiva sorte, colpito da eventi dolorosi, questa è chiamata disperazione.
“E perché è doloroso essere costretti al contatto con ciò che non si ama? Quando uno è soggetto a visioni, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili indesiderabili, sgradevoli, ripugnanti. Oppure quando ha contatti, connessioni, relazioni, interazioni con quelli che gli augurano malattie, che desiderano il suo male, il suo disagio, la sua schiavitù. Questo è chiamato dolore causato dal contatto con ciò che non si ama.
“E perché è doloroso essere separati da ciò che si ama? Quando uno è privato delle visioni, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili desiderabili, gradevoli, attraenti. Oppure quando non ha contatti, connessioni, relazioni, interazioni con quelli che desiderano il suo bene, il suo benessere, il suo agio, la sua libertà dalla schiavitù. Separato da madre, padre, fratelli, sorelle, amici, compagni o parenti. Questo è chiamato dolore causato dalla separazione da ciò che si ama.
“E perché è doloroso non ottenere ciò che si desidera? Per le creature soggette alla nascita nasce il desiderio ” se si potesse non essere più soggetti alla nascita, se si potesse non nascere più”. Ma questo con il desiderio non può essere raggiunto. Questo è il dolore che consiste nel non ottenere ciò che si desidera. Per le creature soggette alla vecchiaia ……. Alla malattia…. alla morte ….. alla sofferenza …..alla lamentazione …… al dolore fisico ……all’angoscia ….. alla disperazione nasce il desiderio “se si potesse non essere più soggetti alla disperazione, se si potesse non disperarci più”. Ma questo con il desiderio non può essere raggiunto. Questo è il dolore che consiste nel non ottenere ciò che si desidera. “E quali sono i cinque aggregati dell’attaccamento (khandha) che, in breve, sono dolore? La forma (rupa), le sensazioni (vedana), la percezione (sanna), gli elementi condizionati (sankhara – pensiero discorsivo, volizione), la coscienza (vinnana). Questi sono chiamati i cinque aggregati dell’attaccamento che – in breve – sono dolore. “Questa è chiamata la nobile verità del dolore.


(II) “E cos’è, o monaci, la nobile verità dell’origine del dolore? 

Il desiderio di ulteriori nascite, accompagnato dalla passione e dal piacere, goduto qui e là – come il desiderio di piaceri sensuali, il desiderio di essere, il desiderio di non essere.
“E dove nasce questo desiderio quando nasce? E dove si stabilisce quando si stabilisce? In tutto quello che è gradevole e attraente in termini mondani: è qui che il desiderio nasce quando nasce ed è qui che si stabilisce quando si stabilisce.
“E cos’è gradevole e attraente in termini mondani? L’occhio conduce a ciò che è gradevole e attraente in termini mondani: qui è dove nasce questo desiderio quando nasce. Qui si stabilisce quando si stabilisce. L’orecchio ……Il naso …..La lingua …..Il corpo …..La mente ……La forma ……. Il suono …..Il profumo …… Il sapore ……Il contatto fisico …. Le idee …..

La coscienza visiva ….. La coscienza uditiva …..La coscienza olfattiva …..La coscienza gustativa ……La coscienza fisica …..La coscienza mentale …..

Il contatto visivo ….. Il contatto uditivo …..Il contatto olfattivo …… Il contatto gustativo ….. Il contatto fisico ……Il contatto mentale ….. La sensazione nata dal contatto visivo ….. La sensazione nata dal contatto uditivo ……La sensazione nata dal contatto olfattivo …. La sensazione nata dal contatto gustativo …….La sensazione nata dal contatto fisico …. La sensazione nata dal contatto mentale

La percezione della forma …….. La percezione del suono ……La percezione del profumo …….La percezione del sapore …….La percezione del contatto fisico …. La percezione delle idee ……

La valutazione della forma …… La valutazione del suono ….. La valutazione del profumo ……. La valutazione del sapore ……La valutazione del contatto fisico …..La valutazione delle idee …..

Il desiderio della forma ….. Il desiderio del suono ……… Il desiderio del profumo …. Il desiderio del sapore …… Il desiderio del contatto fisico …..Il desiderio delle idee …..

Il pensiero sostenuto rivolto alla forma …… Il pensiero sostenuto rivolto al suono …. Il pensiero sostenuto rivolto al profumo …… Il pensiero sostenuto rivolto al sapore ….

Il pensiero sostenuto rivolto al contatto fisico …. Il pensiero sostenuto rivolto al idee…. ….La ricerca della forma …..La ricerca del suono …….La ricerca del profumo …..La ricerca del sapore …… La ricerca del contatto fisico …..La ricerca delle idee

Questa è chiamata la nobile verità dell’origine del dolore.


(III) “E cos’è, o monaci la nobile verità della cessazione del dolore? 

La scomparsa e la cessazione senza residui, la rinuncia, l’abbandono, la liberazione, il lasciar andare questo desiderio.
“E dove, quando viene abbandonato, questo desiderio è abbandonato? E quando – essendo cessato – esso cessa? In tutto ciò che è gradevole e attraente in termini mondani: qui è dove questo desiderio è abbandonato, quando viene abbandonato. Qui cessa, quando cessa.
“E cos’è gradevole e attraente in termini mondani? L’occhio conduce a ciò che è gradevole e attraente in termini mondani: qui è dove questo desiderio è abbandonato, quando viene abbandonato. Qui cessa, quando cessa.

L’orecchio ……Il naso ……La lingua …. Il corpo ….. La mente ….

La forma …….Il suono ….. Il profumo …. Il sapore …… Il contatto fisico ….Le idee ..

La coscienza visiva ….. La coscienza ……La coscienza olfattiva …..La coscienza gustativa ……. La coscienza ……La coscienza ……

Il contatto visivo…… Il contatto uditivo……. Il contatto olfattivo…….Il contatto gustativo…..

Il contatto fisico……. Il contatto mentale…….

La sensazione nata dal contatto visivo ….. La sensazione nata dal contatto uditivo ……La sensazione nata dal contatto olfattivo …. La sensazione nata dal contatto gustativo …….La sensazione nata dal contatto fisico …. La sensazione nata dal contatto mentale

La percezione della forma …….. La percezione del suono ……La percezione del profumo …….La percezione del sapore …….La percezione del contatto fisico …. La percezione delle idee ……

La valutazione della forma …… La valutazione del suono ….. La valutazione del profumo ……. La valutazione del sapore ……La valutazione del contatto fisico …..La valutazione delle idee …..

Il desiderio della forma ….. Il desiderio del suono ……… Il desiderio del profumo …. Il desiderio del sapore …… Il desiderio del contatto fisico …..Il desiderio delle idee …..

Il pensiero sostenuto rivolto alla forma …… Il pensiero sostenuto rivolto al suono …. Il pensiero sostenuto rivolto al profumo …… Il pensiero sostenuto rivolto al sapore ….

Il pensiero sostenuto rivolto al contatto fisico …. Il pensiero sostenuto rivolto al idee…. …

La ricerca della forma …..La ricerca del suono …….La ricerca del profumo …..La ricerca del sapore …… La ricerca del contatto fisico …..La ricerca delle idee

Questa è chiamata la nobile verità della cessazione del dolore.


(IV) “E cos’è o monaci la nobile verità del sentiero che porta alla cessazione del dolore? 

Il nobile ottuplice sentiero: retto pensiero, retta intenzione, retta parola, retta azione, retti mezzi di sostentamento, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione.


“E cos’è il retto pensiero? La conoscenza delle quattro nobili verità: conoscenza del dolore, dell’origine del dolore, della cessazione del dolore, del sentiero che porta alla cessazione del dolore: questo è chiamato retto pensiero.


“E cos’è la retta intenzione? Aspirare alla rinuncia, a liberarsi dalla malevolenza, a non nuocere: questa è chiamata retta intenzione.


“E cos’è la retta parola? Astenersi dal mentire, da parole che dividono, da parole che feriscono e da chiacchiere: questa è chiamata retta parola.


“E cos’è la retta azione? Astenersi dall’uccidere, dal rubare, da una condotta sessuale illecita, dall’uso di intossicanti.

“E cosa sono i retti mezzi di sostentamento? Quando un discepolo del Nobile, avendo abbandonato la propria vita disonesta, si mantiene grazie a retti mezzi di sostentamento: questi sono chiamati retti mezzi di sostentamento.


“E cos’è il retto sforzo? Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di evitare il sorgere di elementi nocivi e non utili, che non sono ancora sorti.
Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di abbandonare gli elementi nocivi e non utili, che sono sorti.
Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di far sorgere elementi utili, che non sono ancora sorti.
Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di mantenere, non confondere, aumentare, completare, sviluppare e culminare gli elementi utili che sono sorti: questo è chiamato retto sforzo.


“E cos’è la retta consapevolezza? Quando un monaco rimanendo concentrato sul corpo in esso e su esso – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sulle sensazioni in esse e su esse – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sulla mente in essa e su essa – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sugli oggetti mentali in essi e su essi – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo.


“E cos’è la retta concentrazione? Vi è il caso in cui un monaco – tranquillo, al riparo dalle passioni sensuali e dagli elementi mentali nocivi – entra e rimane nel primo jhana, costituito da beatitudine e piacere, sorti dal distacco, accompagnati dal pensiero sostenuto e dalla valutazione (critica). Rendendo stabile il pensiero sostenuto e la valutazione (critica) egli entra e rimane nel secondo jhana, costituito da beatitudine e piacere, sorti dalla composizione e unificazione della mente, libera dal pensiero sostenuto e dalla valutazione (critica). Con il cessare della beatitudine egli rimane equanime, consapevole e attento, fisicamente sensibile al piacere. Egli entra e rimane nel terzo jhana, del quale i Nobili dicono: “Equanime e consapevole egli ha una piacevole dimora”. Abbandonando il piacere e il dolore – con il primo dissolversi di gioia e preoccupazione – egli entra e rimane nel quarto jhana, costituito dalla pura equanimità e consapevolezza, priva di piacere e dolore. Questa è chiamata retta concentrazione. Questa è chiamata nobile verità del sentiero della pratica che porta alla cessazione del dolore.


In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali , o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali, in riferimento alle quattro nobili verità.

Conclusioni

“Ora, chiunque sviluppi in questo modo, questi quattro fondamenti della presenza mentale, per sette anni, otterrà uno di questi due frutti: la più alta conoscenza qui e ora, o – se vi fosse un residuo di dipendenza e attaccamento – il non ritorno (la cessazione delle future nascite).
…..per sei anni, …..per cinque anni, …… per quattro anni, …. per tre anni…… per due anni, …., per un anno, … per sette mesi, ….. per sei mesi……..per cinque mesi, …….per quattro mesi, …… ….. per tre mesi, ……..per due mesi, ……. per un mese, ……per mezzo mese, …..… per una settimana,….

Questo è il sentiero diretto per la purificazione degli esseri, per superare la sofferenza e il lamento, per liberarsi dal dolore e dall’angoscia, per praticare il giusto metodo e realizzare la liberazione – in altre parole i quattro fondamenti della presenza mentale.
Così fu detto e fu detto a proposito di questo”.
Questo è ciò che disse il Benedetto. Gratificati, i monaci si deliziarono nella parola del Benedetto.

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Thursday, 29 May 2025

Il mese sacro di Saga Dawa 2025 (28 maggio - 25 giugno)

Il mese sacro di Saga Dawa 2025 (28 maggio - 25 giugno)

Saga Dawa è il mese più importante e sacro del calendario buddista tibetano. È il quarto mese lunare e nel 2025 inizia il 28 maggio e termina il 25 giugno.

Il giorno più propizio di questo mese è la luna piena, il 15° giorno lunare, noto come Saga Dawa Düchen. Questo giorno segna tre degli eventi più significativi della vita di Buddha Shakyamuni: la nascita, l'illuminazione e il parinirvana. 

Saga Dawa è spesso chiamato “il mese dei meriti”. Si ritiene che tutte le azioni positive (e negative) compiute in questo periodo siano moltiplicate per molte volte. Per questo motivo, i buddisti tibetani fanno sforzi speciali per impegnarsi in attività virtuose e nella pratica spirituale. Il 15° giorno, Saga Dawa Düchen, è considerato particolarmente potente: si ritiene che gli effetti delle azioni compiute in questo giorno siano amplificati di milioni di volte.

È il momento di vivere con più consapevolezza, più gentilezza e più devozione, non solo per il nostro bene, ma anche per il bene di tutti.

Il mese di Saga Dawa è un periodo speciale per i buddisti anche per onorare la vita e gli insegnamenti di Buddha Sakyamuni. Durante questo periodo, è considerato di buon auspicio impegnarsi nella sadhana, o pratica spirituale, di Buddha Sakyamuni. Questa pratica consiste nel riflettere sulla sua vita e nel ricevere le benedizioni della sua compassione e saggezza.

Om Muni Muni Mahamuni Sakyamuniye Soha




Monday, 12 May 2025

Felice Vesak 2025!



Felice Vesak 2025!
Giornata della luna piena, lunedì, 12 maggio.

Il Vesak è un momento per ricordare la vita del Buddha e intensificare la pratica del Dharma con il cuore della Bodhicitta.
 
OM 
MUNI 
MUNI 
MAHA MUNI 
SAKYA MUNIYE 
SOHA
 



Sunday, 4 May 2025

La ghirlanda di gioielli dei Bodhisattva




བྱང་ཆུབ་སེམས་དཔའི་ནོར་བུའི་ཕྲེང་བ།།
La ghirlanda di gioielli dei Bodhisattva



ཐུགས་རྗེ་ཆེན་པོ་ལ་ཕྱག་འཚལ་ལོ ། །བླ་མ་རྣམས་ལ་ཕྱག་འཚལ་ལོ། །དད་པའི་ལྷ་ལ་ཕྱག་འཚལ་ལོ ། །
Omaggio alla grande Compassione!
Omaggio ai Maestri!
Omaggio alle Divinità che ispirano fede e devozione!


༡༽ ཐེ་ཚོམས་ཐམས་ཅད་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །སྒྲུབ་ལ་ནན་ཏན་གཅེས་སུ་བྱ། །གཉིད་རྨུགས་ལེ་ལོ་རབ་སྤང་ཞིང༌། །རྟག་ཏུ་བརྩོན་འགྲུས་འབད་པར་བྱ། །
Basta con i dubbi e le indecisioni,
e abbracciate la vostra pratica con tutto il cuore.
Scrollatevi di dosso letargia, ottusità e pigrizia,
e impegnatevi sempre con entusiasmo.


༢༽དྲན་དང་ཤེས་བཞིན་བག་ཡོད་པས། །དབང་པོའི་སྒོ་རྣམས་ཀུན་ཏུ་སྲུང༌། །ཉིན་མཚན་དུས་གསུམ་ཡང་དང་ཡང༌། །སེམས་ཀྱི་རྒྱུད་ལ་བརྟག་པར་བྱ། །
Memori, vigili e attenti,
sorvegliate le porte dei vostri sensi in ogni momento.
Tre volte al giorno, tre volte di notte,
Esaminate sempre i vostri pensieri.


༣༽བདག་གི་ཉེས་པ་བསྒྲག་བྱ་ཞིང༌། །གཞན་གྱི་འཁྲུལ་པ་བཙལ་མི་བྱ། །བདག་གི་ཡོན་ཏན་སྦ་བྱ་ཞིང༌། །གཞན་གྱི་ཡོན་ཏན་བསྒྲག་པར་བྱ། །
Rendete evidenti le vostre mancanze,
ma non cercate i difetti negli altri.
Tacete sulle vostre qualità migliori,
ma fate conoscere i pregi degli altri.


༤༽རྙེད་དང་བཀུར་སྟི་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །ཁེ་གྲགས་རྟག་ཏུ་སྦང་བར་བྱ། །འདོད་པ་ཆུང་ཞིང་ཆོག་ཤེས་དང༌། །བྱས་ལ་དྲིན་དུ་གཟོ་བར་བྱ། །
Lasciate perdere la brama di guadagno e di onore,
e rinunciate al desiderio di guadagno e di fama.
Con pochi desideri, accontentatevi di ciò che avete,
e ripagate con gratitudine ogni gentilezza che ricevete.


༥༽བྱམས་དང་སྙིང་རྗེ་བསྒོམ་བྱ་ཞིང༌། །བྱང་ཆུབ་སེམས་ནི་བརྟན་པར་བྱ། །མི་དགེ་བཅུ་ནི་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །རྟག་ཏུ་དད་པ་བརྟན་པར་བྱ། །
Coltivare amore e compassione,
e rendere stabile la bodhicitta.
Evitare le dieci azioni malsane,
e rendere forti la fede e la fiducia.


༦༽ཁྲོ་དང་ང་རྒྱལ་གཞོམ་བྱ་ཞིང༌། །དམན་པའི་སེམས་དང་ལྡན་པར་བྱ། །ལོག་པའི་འཚོ་བ་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །ཆོས་ཀྱི་འཚོ་བས་འཚོ་བར་བྱ། །
Superate la rabbia e l'arroganza,
e lasciate che l'umiltà domini la vostra mente.
Rinunciate a qualsiasi tipo di mezzo sbagliato per vivere,
e perseguire una vita in accordo con il Dharma.


༧༽ཟང་ཟིང་ཐམས་ཅད་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །འཕགས་པའི་ནོར་གྱིས་བརྒྱན་པར་བྱ། །འདུ་འཛི་ཐམས་ཅད་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །དགོན་པ་ལ་ནི་གནས་པར་བྱ།
Abbandona le cose materiali insignificanti
e adornatevi con le ricchezze dell'Ārya.
Lasciatevi alle spalle tutti gli impegni e le distrazioni
e dimorate invece nell'isolamento e nella solitudine.


༨༽འཆལ་པའི་ཚིག་རྣམས་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །རྟག་ཏུ་ངག་ནི་བསྡོམ་པར་བྱ། །བླ་མ་མཁན་པོ་མཐོང་བའི་ཚེ། །གུས་པས་རིམ་གྲོ་བསྐྱེད་པར་བྱ། །
Astenetevi dalle chiacchiere senza senso,
e verificate sempre ciò che viene detto.
Ogni volta che vedete il vostro maestro o precettore,
Offritevi di servire con devozione e rispetto.


༩༽གང་ཟག་ཆོས་ཀྱི་མིག་ཅན་དང༌། །ལས་དང་པོ་ཡི་སེམས་ཅན་ལ། །སྟོན་པའི་འདུ་ཤེས་བསྐྱེད་པར་བྱ། །
Coloro che possiedono una visione illuminata
e coloro che intraprendono il cammino per la prima volta -
Considerateli entrambi come vostri maestri spirituali.


༡༠༽སེམས་ཅན་ཐམས་ཅད་མཐོང་བའི་ཚེ། །ཕ་མ་བུ་ཚའི་འདུ་ཤེས་བསྐྱེད། །སྡིག་པའི་གྲོགས་པོ་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །དགེ་བའི་བཤེས་གཉེན་བསྙེན་པར་བྱ། །
Ogni volta che incontrate degli esseri senzienti,
Considerateli come i vostri genitori o i vostri figli.
Non fate amicizia con chi agisce in modo nocivo;
affidatevi invece ai veri amici spirituali.


༡༡སྡང་དང་མི་བདེའི་ས་སྤང་ཞིང༌། །གང་དུ་བདེ་བར་འགྲོ་བར་བྱ། །གང་ལ་ཆགས་པ་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །ཆགས་པ་མེད་པར་གནས་པར་བྱ། །
Dimenticate i sentimenti negativi e il disagio. 
Siate felici, ovunque andiate.
Cercate di non attaccarvi a nulla 
e non lasciate che le vostre voglie vi controllino. 

 
༡༢༽ཆགས་པས་བདེ་འགྲོའང་མི་ཐོབ་ཅིང༌། །ཐར་པའི་སྲོག་ཀྱང་གཅོད་པར་བྱེད། །གང་དུ་བདེ་བའི་ཆོས་མཐོང་བ། །དེར་ནི་རྟག་ཏུ་འབད་པར་བྱ། །
L'attaccamento non solo vi impedisce di avere nascite felici,
ma uccide la vita stessa della liberazione.
Se trovate una via per la pace e la felicità,
sforzatevi costantemente di metterla in pratica.


༡༣༽ཐོག་མར་བརྩམ་པ་གང་ཡིན་པ། །དང་པོར་དེ་ཉིད་བསྒྲུབ་བྱ་སྟེ། །དེ་ལྟ་ན་ནི་ཀུན་ལེགས་བྱས། །གཞན་དུ་གཉིས་ཀ་འགྲུབ་མི་འགྱུར། །
Qualunque sia il compito che vi prefiggete di svolgere,
Realizzate per prima cosa proprio quella mansione .
In questo modo, tutto andrà bene;
altrimenti, nulla avrà successo.


༡༤༽རྟག་ཏུ་སྡིག་ལ་དགའ་བྲལ་བས། །གང་དུ་མཐོ་བའི་སེམས་བྱུང་ཚེ། །དེ་ཚེ་ང་རྒྱལ་བཅག་བྱ་ཞིང༌། །བླ་མའི་གདམས་ངག་དྲན་པར་བྱ། །
Non provate mai piacere in atti che danneggiano.
E quando si insinuano pensieri di superiorità,
sgonfiate la vostra presunzione,
e ricordate i consigli personali del vostro maestro.


༡༥༽ཞུམ་པའི་སེམས་ནི་བྱུང་བའི་ཚེ། །སེམས་ཀྱི་གཟེངས་ནི་བསྟོད་པར་བྱ། །གཉིས་ཀ་སྟོང་པ་ཉིད་དུ་བསྒོམ། །
O ogni volta che vi sentite scoraggiati o inadeguati,
risollevate il vostro spirito e incoraggiatevi.
E meditate sempre sulla vacuità.


༡༦༽གང་དུ་ཆགས་སྡང་ཡུལ་བྱུང་ཚེ། །སྒྱུ་མ་སྤྲུལ་པ་བཞིན་དུ་བལྟ། །མི་སྙན་ཚིག་རྣམས་ཐོས་པའི་ཚེ། །བྲག་ཆ་བཞིན་དུ་བལྟ་བར་བྱ། །ལུས་ལ་གནོད་པ་བྱུང་བའི་ཚེ། །སྔོན་གྱི་ལས་སུ་བལྟ་བར་བྱ། །
Se dovessero apparire gli oggetti dell'attaccamento o dell'avversione,
Considerateli solo come illusioni o proiezioni.
Se sentite parole spiacevoli,
consideratele solo un'eco.
Se doveste subire danni fisici,
vedeteli come il risultato delle vostre azioni passate.


༡༧༽བས་མཐའི་དགོན་པར་རབ་གནས་ཤིང༌། །རི་དྭགས་ཤི་བའི་རོ་བཞིན་དུ། །བདག་གིས་བདག་ཉིད་སྦ་བྱ་ཞིང༌། །ཆགས་པ་མེད་བར་གནས་པར་བྱ། །
Rimanete interamente nella solitudine, lontano dalla folla,
e, come la carcassa di un animale selvatico,
rimanete nascosti nella natura, soli e
liberi da ogni impiccio e attaccamento.


༡༨༽རྟག་ཏུ་ཡི་དམ་བརྟན་བྱ་ཞིང༌། །ལེ་ལོ་སྙོམས་ལས་སེམས་བྱུང་ཚེ། །དེ་ཚེ་བདག་ལ་རྔན་བགྲང་ཞིང༌། །བརྟུལ་ཞུགས་སྙིང་པོ་དྲན་པར་བྱ། །
Mantenete sempre i vostri impegni e le vostre promesse,
e se la pigrizia o la procrastinazione vi colpiscono,
prendete immediatamente nota dei vostri errori, uno per uno,
e ricordate a voi stessi il cuore della vostra disciplina.


༡༩༽གལ་ཏེ་གཞན་དག་མཐོང་བའི་ཚེ། །ཞིང་ལ་གསོང་པོར་སྨྲ་བ་དང༌། །ཁྲོ་གཉེར་ངོ་ཟུམ་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །རྟག་ཏུ་འཛུམ་གྱིས་གནས་པར་བྱ། །
Ogni volta che incontrate un'altra persona,
Parlate con calma, sincerità e verità.
Fate attenzione a non aggrottare le sopracciglia o a non squadrarla,
e indossate sempre un sorriso allegro.


༢༠༽རྒྱུན་དུ་གཞན་དག་མཐོང་བའི་ཚེ། །སེར་སྣ་མེད་ཅིང་སྦྱིན་ལ་དགའ། །ཕྲག་དོག་ཐམས་ཅད་སྤང་བར་བྱ། །
E quando siete con coloro che vedete ogni giorno,
non siate avari, ma felici di dare,
e bandite ogni sentimento di invidia.


༢༡༽གཞན་གྱི་སེམས་ནི་བསྲུང་བའི་ཚེ། །རྩོད་པ་ཐམས་ཅད་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །རྟག་ཏུ་བཟོད་དང་ལྡན་པར་བྱ། །
Per proteggere la tranquillità altrui,
non litigate con nessuno,
siate pazienti e sempre tolleranti.


༢༢༽ངོ་དགའ་མེད་ཅིང་གསར་འགྲོགས་མེད། །རྟག་ཏུ་ཚུགས་ནི་ཐུབ་པར་བྱ།།གཞན་ལ་བརྙས་པ་སྤང་བྱ་ཞིང༌། །གུས་པའི་ཚུལ་གྱིས་གནས་པར་བྱ། །གཞན་ལ་གདམས་ངག་བྱེད་པའི་ཚེ། །སྙིང་རྗེ་ཕན་སེམས་ལྡན་པར་བྱ། །
Non adulate e nemmeno siate un amico volubile,
ma rimanete sempre fermo e affidabile.
Non denigrate o sminuite mai gli altri,
ma trattate tutti con rispetto.
Quando date consigli o istruzioni,
fatelo con compassione e con il desiderio genuino di aiutare.


༢༣༽ཆོས་ལ་བསྐུར་པ་མི་འདེབས་ཤིང༌། །གང་མོས་དེ་ལ་འདུན་པ་དང༌། །ཆོས་སྤྱོད་རྣམས་བཅུའི་སྒོ་ནས་ནི། །ཉིན་མཚན་ཕྱེད་པར་འབད་པར་བྱ། །
Non criticate mai gli insegnamenti.
Concentratevi su ciò che vi ispira di più,
e, attraverso le dieci forme di pratica del Dharma,
esercitatevi nelle sessioni, giorno e notte.


༢༤༽དུས་གསུམ་དགེ་བ་ཅི་བསགས་པ། །བླ་མེད་བྱང་ཆུབ་ཆེན་པོར་བསྔོ། །བསོད་ནམས་སེམས་ཅན་རྣམས་ལ་བདར། །རྟག་ཏུ་ཡན་ལག་བདུན་པ་ཡི། །སྨོན་ལམ་ཆེན་པོ་གདབ་པར་བྱ། །
Qualunque virtù abbiate accumulato nel passato, nel presente e nel futuro,
dedicatele tutte al grande, insuperabile risveglio,
condividete i vostri meriti tra tutti gli esseri senzienti,
e con la pratica dei sette rami,
fate continuamente profonde preghiere di aspirazione.


༢༥༽དེ་ལྟར་བྱས་ན་བསོད་ནམས་དང༌། །ཡེ་ཤེས་ཚོགས་གཉིས་རྫོགས་པར་འགྱུར། །སྒྲིབ་པ་གཉིས་ཀྱང་ཟད་འགྱུར་ཏེ། །མི་ལུས་ཐོབ་པ་དོན་ཡོད་པས། །བླ་མེད་བྱང་ཆུབ་ཐོབ་པར་འགྱུར། །
Praticando in questo modo, completerete
l'accumulo di meriti e saggezza,
ed eliminerete le due forme di oscurità.
Renderete significativa questa vita umana,
e, col tempo, otterrete un risveglio insuperabile.


༢༦༽དད་པའི་ནོར་དང་ཚུལ་ཁྲིམས་ནོར། །གཏོང་བའི་ནོར་དང་ཐོས་པའི་ནོར། །ཁྲེལ་ཡོད་ངོ་ཚ་ཤེས་པའི་ནོར། །ཤེས་རབ་ཉིད་ཀྱི་ནོར་བདུན་ཏེ། །
La ricchezza della fede, della disciplina,
della generosità e dell'apprendimento,
della decenza, dell'autocontrollo,
e della saggezza: queste sono le sette ricchezze.


༢༧༽ནོར་གྱི་དམ་པ་འདི་དག་ནི། །མི་ཟད་པ་ཡི་ནོར་བདུན་ཏེ། །མི་མ་ཡིན་ལ་བརྗོད་མི་བྱ། །
Queste forme più sacre di ricchezza
sono i sette tesori che non si esauriscono mai.
Non parlate di questo a chi non è umano.


༢༨༽མང་པོའི་ནང་དུ་ངག་ལ་བརྟག །གཅིག་པུར་འདུག་ན་སེམས་ལ་བརྟག །
Tra gli altri, tenete sotto controllo i vostri discorsi;
quando siete soli, tenete sotto controllo la vostra mente.




རྒྱ་གར་གྱི་མཁས་པ་ཆེན་པོ་དཔལ་མར་མེ་མཛད་ཡེ་ཤེས་ཀྱིས་མཛད་པ་བྱང་ཆུབ་སེམས་དཔའི་ནོར་བུའི་ཕྲེང་བ་རྫོགས་སོ།། །།
Si conclude così la Ghirlanda di gioielli del Bodhisattva, composta dal grande paṇḍita indiano Dīpaṃkara Śrījñāna.
 
Traduzione e cura di Geshe Gedun Tharchin
ROMA: 4 maggio 2025


Friday, 2 May 2025

Il gioiello del cuore dei coraggiosi aspiranti alla Liberazione


མཉམ་མེད་ཇོ་བོ་ཆེན་པོས་ལྷ་བླ་མ་བྱང་ཆུབ་འོད་ལ་ཞལ་གདམས་སུ་སྩལ་བ་
ཐར་འདོད་དཔའ་བོའི་སྙིང་ནོར་ཞེས་བྱ་བ་བཞུགས་སོ།།
IL CONSIGLIO DI ATISHA A JANGCHHUB OD E AGLI ALTRI
Il gioiello del cuore dei coraggiosi aspiranti alla Liberazione



༄༅།།ན་མོ་གུ་རུ་བེ།
ཇོ་བོ་རྗེ་ཉིད་དང་བོ་མངའ་རིས་སུ་བྱོན་པའི་དུས་ན་མངའ་རིས་སུ་ལོ་གཉིས་བཞུགས་ནས། ལྷ་བྱང་ཆུབ་འོད་ཀྱིས་དབུ་མཛད་པ་རྣམས་ལ་གདམས་པ་མང་བོ་གནང་ནས་རྒྱ་གར་དུ་གཤེགས་པར་དགོངས་ནས་ལམ་དུ་བཞུད་ཁར། ལྷ་བྱང་ཆུབ་འོད་ཀྱིས་ད་དུང་ཞལ་གདམས་ཤིག་ཞུ་བྱས་པས། ཇོ་བོའི་ཞལ་ནས་སྔར་གྱི་དེས་ཆོག་ལགས་གསུངས་པ་ལ། ལྷས་ནན་སྐྱེད་པས་གདམས་པ་འདི་གནང་བའོ།།
NAMO GURU WEH
Quando il venerabile Atisha giunse in Tibet, si recò dapprima a regione Ngari, dove rimase per due anni dando molti insegnamenti ai discepoli di Jangchub Ö​ e altri. Dopo due anni decise di tornare in India e Jangchub Ö gli chiese di dare un ultimo insegnamento prima di partire. Atisha rispose che aveva già dato loro tutti i consigli di cui avevano bisogno, ma Jangchub Ö insistette nella sua richiesta e così Atisha accettò e diede il seguente consiglio:

ཨེ་མའོ།།
མཁྱེན་པ་མཐོ་ཞིང་ཐུགས་དགོངས་ཤིན་ཏུ་གསལ་བའི་གྲོགས་དག་ལ།།
རང་འཁོས་མེད་པའི་བློ་དམན་བདག་གིས་མཆིད་གྲོས་གསོལ་བ་མི་རིགས་ཀྱང་།།
སྙིང་ནས་གཅེས་པའི་གྲོགས་པོ་དམ་པ་ཁྱེད་ཀྱིས་བདག་ལ་བསྐུལ་བས་ན།།
བྱིས་པ་བློ་ཆུང་བདག་གིས་གྲོགས་ཀྱི་ཐུགས་ལ་མཆིད་གྲོས་འདི་འདེབས་སོ།།
Eh Ma Ho!
Amici, poiché voi avete già una grande conoscenza e una chiara comprensione,
mentre io non ho alcuna importanza e ho poca saggezza, non è adatto a voi chiedere consiglio a me.
Tuttavia, poiché voi, cari amici, che ho a cuore, me lo avete chiesto,
vi darò questo consiglio essenziale dalla mia mente inferiore e infantile.

གྲོགས་དག་བྱང་ཆུབ་མ་ཐོབ་བར་དུ་བླ་མ་དགོས་པས་བཤེས་གཉེན་དམ་པ་བསྟེན།།
གནས་ལུགས་མ་རྟོགས་པར་དུ་ཐོས་པ་དགོས་པས་བླ་མའི་གདམས་ངག་ཉོན།།
ཆོས་ནི་ཤེས་པ་ཙམ་གྱིས་སངས་མི་རྒྱ་ཙས་ཤེས་པས་མི་ཆོག་ཉམས་སུ་ལོངས།།
སེམས་ལ་གནོད་པའི་ཡུལ་དང་ཐག་བསྲིངས་རྟག་ཏུ་དགེ་བ་འཕེལ་སར་སྡོད།།
Amici, finché non raggiungete l'illuminazione il Maestro spirituale è indispensabile, quindi affidatevi alla santa Guida spirituale.
Finché non realizzerete la verità ultima, l'ascolto è indispensabile, quindi ascoltate le istruzioni della Guida spirituale.
Poiché non si può diventare un Buddha solo comprendendo il Dharma, praticate seriamente con consapevolezza e comprensione.
Evitate i luoghi che disturbano la vostra mente e rimanete sempre dove le vostre virtù possono crescere.

བརྟན་པ་མ་ཐོབ་བར་དུ་འདུ་འཛིས་གནོད་པས་དབེན་པའི་ནགས་ཁྲོད་བསྟེན།།
ཉོན་མོངས་སྐྱེ་བའི་གྲོགས་པོ་སྤོངས་ལ་དགེ་འཕེལ་གྲོགས་བསྟེན་དེ་སེམས་ཟུངས།།
ནམ་ཡང་བྱ་བའི་ལས་ལ་ཟིན་པ་མེད་པས་ཞོག་ལ་ལྷན་གྱིས་སྡོད།།
ཉིན་མཚན་རྟག་ཏུ་དགེ་བ་བསྔོ་ཞིང་རྟག་ཏུ་རང་སེམས་བྱ་ར་གྱིས།།
Fino a quando non si raggiungono realizzazioni stabili, i divertimenti mondani sono dannosi, quindi rimanete in un luogo dove non ci sono distrazioni di questo tipo.
Evitate gli amici che fomentano in voi le illusioni e affidatevi invece a quelli che aumentano la vostra virtù. Questo dovrebbe essere preso a cuore.
Poiché non c'è mai un momento in cui le attività mondane finiscono, limitate le vostre attività.
Dedicatevi alle virtù durante il giorno e la notte curate sempre con attenzione la vostra mente.

མན་ངག་ཡོད་པས་བསྒོམ་པ་མིན་ན་ཅི་བྱེད་བླ་མའི་གསུང་བཞིན་སྒྲུབས།།
གུས་པ་ཆེན་པོས་བསྒྲུབས་ན་རིང་བོར་མི་ཐོགས་འབྲས་བུ་འཕྲལ་དུ་འབྱུང་།།
སྙིང་ནས་ཆོས་བཞིན་བྱས་ན་ལྟོ་རྒྱབ་གཉིས་ཀ་ཞོར་ལ་འབྱུང་ཚུལ་འདུག།
གྲོགས་དག་འདོད་པ་རྣམས་ལ་ཚྭ་ཆུ་འཐུངས་བཞིན་ངོམས་པ་མེད་པས་ཆོག་ཤེས་མཛོད།།
Il fatto che abbiate ricevuto un'istruzione non significa che stiate meditando, praticate sempre in accordo con ciò che dice la vostra Guida spirituale.
Se praticate con grande devozione, i risultati arriveranno immediatamente, senza dover aspettare a lungo.
Se praticate con il cuore in accordo con il Dharma, il cibo e tutte le risorse saranno naturalmente a portata di mano.
Amici, le cose che desiderate sono vane e non danno più soddisfazione, come bere acqua salata, quindi praticate la contentezza.

དྲེགས་རློམ་ང་རྒྱལ་ཁེངས་པའི་སེམས་ཀུན་སྨོད་ལ་ཞི་ཞིང་དུལ་བར་གྱིས།།
བསོད་ནམས་ཟེར་བའི་འདུ་འཛི་དེ་ཡང་ཆོས་ཀྱི་བར་ཆད་ཡིན་པས་སྤོངས།།
རྙེད་དང་བཀུར་སྟི་བདུད་ཀྱི་ཞགས་པ་ཡིན་པས་སྲང་ཁའི་རྡོ་བཞིན་སོལ།།
བསྟོད་དང་གྲགས་པའི་ཚིག་རྣམས་སླུ་བྲིད་ཡིན་པས་མཆིལ་སྣབས་བཞིན་དུ་དོར།།
Evitate tutte le menti altezzose, presuntuose, orgogliose e arroganti e rimanete pacifici e rispettosi.
Evitate le attività che si presentano apparentemente come meritorie, ma che in realtà sono ostacoli al Dharma.
Il profitto e il rispetto sono i cappi del demoni, quindi scansateli come sassi sul sentiero.
Le parole di lode e di fama servono solo ad abbindolarvi, quindi soffiatele via come se vi soffiaste il naso.

ད་ལྟའི་བདེ་སྐྱིད་གཉེན་གསུམ་འཛོམ་ཡང་ཡིད་ཙམ་ཡིན་པས་རྒྱབ་ཏུ་སྐྱུར།།
འདི་བས་ཕྱི་མ་རིང་བས་ཕྱི་མའི་རྒྱགས་ཕྱེར་ནོར་རྣམས་གཏེར་དུ་སྦོས།།
ཐམས་ཅད་བོར་ནས་འགྲོ་བས་ཅིས་ཀྱང་བྱར་མེད་གང་ལའང་ཞེན་མེད་གྱིས།།
དམན་པ་རྣམས་ལ་སྙིང་རྗེ་བསྐྱེད་ལ་ཁྱད་དུ་གསོད་དང་བརྙས་པ་སྤོངས།།
Poiché la felicità, i piaceri e gli amici che accogliete in questa vita durano solo un momento, lasciateveli tutti alle spalle.
Poiché le vite future durano molto a lungo, raccogliete ricchezze interiori per provvedere al futuro.
Dovrete partire lasciandovi tutto alle spalle, quindi non siate attaccati a nulla.
Generate compassione per gli esseri umili e soprattutto evitate di disprezzarli o umiliarli.

དགྲ་ཟིན་སྡེ་རིས་ཀུན་ལ་ཞེན་ཅིང་ཆགས་པའི་ཕྱོགས་རིས་མེད་པར་མཛོད།།
ཡོན་ཏན་ཅན་ལ་ཕྲག་དོག་མི་བྱ་གུས་པར་གྱིས་ལ་ཡོན་ཏན་བླང་།།
གཞན་སྐྱོན་མི་རྟགས་རང་སྐྱོན་བརྟགས་ལ་རང་སྐྱོན་ཁྲག་ངན་བཞིན་དུ་ཕྱུངས།།
རང་དགེ་མི་བསམས་གཞན་དགེ་བསམས་ལ་ཀུན་ལ་བྲན་བཞིན་གུས་པར་མཛོད།།
Non abbiate odio per i nemici e non abbiate attaccamento per gli amici.
Non siate gelosi delle buone qualità altrui, ma umilmente e consapevolmente adottatele voi stessi.
Non cercate i difetti negli altri, ma cercate i difetti in voi stessi e spurgateli come sangue cattivo.
Non contemplate le vostre buone qualità, ma contemplate le buone qualità degli altri e rispettate tutti con l'ammirazione di un fedele servitore.

འགྲོ་བ་ཀུན་ལ་ཕ་མའི་འདུ་ཤེས་བསྐྱེད་ལ་བུ་བཞིན་བྱམས་པར་གྱིས།།
རྟག་ཏུ་འཛུམ་པའི་བཞིན་དང་བྱམས་པའི་ཡིད་ཀྱིས་ཁྲོ་མེད་གསོང་པོར་སྨོས།།
འབྲེལ་མེད་སྨྲ་བ་མང་ན་འཁྲུལ་བ་འབྱུང་བས་ཚོད་བཟུང་རན་པར་སྨོས།།
དོན་མེད་བྱ་བ་མང་ན་དགེ་སྦྱོར་འཆག་པས་ཆོས་མིན་བྱ་བ་ཞོག །
Considerate tutti gli esseri viventi come vostro padre o vostra madre e amateli come se foste i loro figli.
Mantenete sempre un volto sorridente e una mente amorevole e parlate sinceramente senza malizia.
Se parlate troppo, superficialmente e a vanvera commetterete degli errori, quindi parlate con moderazione e solo quando è necessario.
Se vi impegnate in molte attività prive di significato, le vostre azioni virtuose degenereranno, quindi smettete di impegnarvi in attività che non siano spirituali.

སྙིང་བོ་མེད་པའི་ལས་ལ་རྩོལ་བ་མ་ཆེ་ངལ་བ་དོན་མེད་ཡིན།།
གང་ཡང་འདོད་ཁར་མི་མཆི་ཕ་རོལ་ལས་ལ་གྲུབ་པས་ལྷོད་ཀྱིས་གློད་ན་བདེ།།
ཀྭ་ཡེ་དམ་པས་ཁྲེལ་ན་ཤི་དང་འདྲ་བས་གཡོ་མེད་དྲང་པོར་སྲོང་།།
ཚེ་འདིའི་བདེ་སྡུག་སྔ་མའི་ལས་ལས་བྱུང་བས་གཞན་ལ་གྱོད་མི་གདའ།
È del tutto inutile impegnarsi in attività non essenziali e prive di sostanza.
Se le cose che desiderate non si realizzano è a causa del karma creato molto tempo fa, quindi mantenete una mente felice e rilassata.
E siate attenti: offendere un Essere sacro è peggio che morire, quindi siate sempre onesti e diretti.
Poiché tutta la felicità e la sofferenza di questa vita derivano dalle azioni precedenti, non incolpatene gli altri.

བདེ་བ་ཐམས་ཅད་བླ་མའི་བྱིན་རླབས་ལགས་པས་དྲིན་དུ་བཟོ་བར་མཛོད།།
རང་རྒྱུད་མ་ཐུལ་བར་དུ་གཞན་རྒྱུད་མི་ཐུལ་བས་ན་ཐོག་མར་རང་རྒྱུད་ཐུལ།།
མངོན་ཤེས་མེད་པར་གཞན་དག་སྨིན་པར་མི་ནུས་པས་ན་སྒྲུབ་ལ་བརྩོན་པར་མཛོད།།
བསགས་པའི་ནོར་རྣམས་བཞག་ནས་འགྲོ་བར་ངེས་པས་ནོར་ཕྱིར་སྡིག་མ་གསོག །
Tutta la felicità deriva dalle benedizioni della vostra Guida spirituale, quindi ripagate sempre la sua gentilezza.
Poiché non potete domare la mente degli altri finché non avete domato la vostra, quinti domate la vostra mente prima.
Senza realizzare la chiaroveggenza, non si può soddisfare gli altri spiritualmente e quindi avere la diligenza di coltivare la realizzazione.
Poiché dovrete sicuramente andarvene senza le ricchezze che avete accumulato, non accumulate negatività per brama della ricchezza.

ལོངས་སྤྱོད་གཡར་བོ་འདི་ལ་སྙིང་བོ་མེད་པས་སྦྱིན་པ་ཡོན་གྱིས་བརྒྱན་པ་ཐོང་།།
ཚེ་འདིར་མཛེས་ཤིང་ཕྱི་མར་བདེ་བས་རྟག་ཏུ་ཚུལ་ཁྲིམས་རྣམ་དག་སྲུངས།།
སྙིགས་མའི་དུས་ན་ཞེ་སྡང་བདོ་བས་ཁྲོ་མེད་བཟོད་པའི་གོ་ཆ་གྱོན།།
ལེ་ལོའི་དབང་གིས་ད་དུང་ལུས་པས་སྒྲུབ་པའི་བརྩོན་འགྲུས་མེ་ལྟར་སྦོར།།
La ricchezza è come un debito, che non ha essenza, quindi praticate l'ornamento della generosità verso gli altri.
Mantenete sempre una disciplina morale pura, perché porta alla bellezza in questa vita e alla felicità nell'aldilà.
Poiché l'odio è diffuso in questo Kali Yuga, indossate l'armatura della pazienza e liberatevi della rabbia.
Siete ancora nel samsara a causa della forza della pigrizia, quindi accendete il fuoco della diligenza per la pratica.

ཡེངས་མ་ལམ་དུ་མི་ཚེ་ཟད་པས་ད་ནི་བསམ་གཏན་བྱ་བར་རན།།
ལོག་ལྟའི་དབང་གིས་གནས་ལུགས་དོན་མི་རྟོགས་པས་ཡང་དག་དོན་ལ་གཞིགས།།
གྲོགས་དག་འཁོར་བའི་འདམ་རྫབ་འདི་ན་སྐྱིད་མེད་ཐར་བའི་སྐམ་སར་གཤེགས།།
བླ་མའི་གདམས་ངག་ཚུལ་བཞིན་བསྒོམས་ལ་འཁོར་བའི་སྡུག་བསྔལ་ཆུ་བོ་སྐེམས།།
Poiché questa vita umana viene sprecata indulgendo nelle distrazioni, è tempo di praticare la concentrazione.
Essendo sotto l'influenza di visioni errate, non riuscite a realizzare la natura ultima delle cose, quindi indagate sul significato ultimo.
Amici, non c'è felicità in questa palude del samsara, quindi spostatevi sul solido terreno della liberazione.
Meditate secondo i consigli della vostra Guida spirituale e prosciugate il fiume della sofferenza samsarica.

རང་གི་སེམས་ལ་ཆོངས་དང་ཁ་ཚིག་མིན་གྱི་གྲོས་ལ་གསན་པར་རིགས།།
དེ་ལྟར་མཛད་ན་བདག་ཀྱང་དགའ་ལ་རང་གཞན་ཀུན་ཀྱང་སྐྱིད་པར་མཆིས།།
རྨོངས་པ་བདག་གི་གདམས་ངག་འདི་ལ་ཁྱེད་ཀྱིས་ཅིས་ཀྱང་གསན་པར་ཞུ།།
Dovete considerare bene questo consiglio, perché non sono solo parole che escono dalla bocca, ma consigli sinceri dal cuore.
Se praticherete in questo modo, mi farete piacere e darete felicità a voi stessi e agli altri.
Io, che sono ignorante, vi chiedo di prendere a cuore questo consiglio.

 
ཞེས་ཇོ་བོ་རྗེ་ལྷ་གཅིག་གིས་ལྷ་བཙུན་བྱང་ཆུབ་འོད་ལ་གདམས་པའོ།།
བཀྲ་ཤིས།།
 
Questo è il consiglio che l'Essere sacro Venerabile Atisha diede al Lhatsun Jang Chub Ö.
MAN GA LAM

Traduzione e cura di Geshe Gedun Tharchin
ROMA: Venerdi, 2 maggio 2025


        DONAZIONE         

Wednesday, 16 April 2025

Il testo delle pratiche preliminari JOR CHÖ

 
 Le seguenti sei pratiche preparatorie dovrebbero essere eseguite all'inizio di ogni sessione di meditazione.
1. Pulire l'area e disporre le rappresentazioni del corpo, della parola e della mente illuminati.
   2. Sistemare le belle offerte acquistate onestamente.
   3. Assumere la posizione meditativa dei sette punti di Vairocana su un comodo cuscino, prendere rifugio e coltivare la bodhicitta.
  4. Stabilizzare un campo di meriti attraverso la visualizzazione.
  5. Praticare la pratica dei sette rami, compresa l'offerta di un mandala come essenza dell'accumulo dei meriti e della purificazione del flusso mentale.
  6. Fare una richiesta di ispirazione. 


Il testo delle pratiche preliminari JOR CHÖ
VISUALIZZAZIONE DELL’OGGETTO DEL RIFUGIO
Nello spazio di fronte a me, all’altezza degli occhi, c’è un trono ampio e maestoso fatto di gemme preziose di ogni tipo e sorretto da grandi leoni, due ad ogni angolo, che guardano in alto e in basso. Sopra il trono vi è un seggio mandala composto da u fiore di loto multicolore completamente sbocciato dal disco di luna e di sole.
Su di esso è seduto il mio Guru radice, virtuoso e gentile, nell’aspetto di Buddha Sākyamuni. Il suo corpo, della natura della luce, è del colore dell’oro purissimo e splendente. E’ coronato dall’ usnīsa, ha un volto e due braccia. La mano destra è allungata a toccare la terra, la sinistra è appoggiata in grembo nella posizione della meditazione e tiene una ciotola da mendicante colma di nettare.
E’ adorno di tutti i centododici segni fisici di un Buddha, indossa le vesti color zafferano da monaco ed è seduto con le gambe incrociate nella postura del vajra (o del loto), in un’aura di luce emanata dal suo corpo.
Attorno a lui sono seduti tutti i miei Guru diretti, quelli del lignaggio, gli Ydam, i Buddha , i Bodhisattva, i Daka, le Dakini e i Protettori del Dharma, con i volumi dei loro insegnamenti, splendenti di luce chiara, posti davanti a loro su magnifici troni.
Tutti i membri di questa potente assemblea sorridono e sono compiaciuti che io stia facendo questa pratica.
Ricordando la loro gentilezza e le loro qualità, sorge in me fiducia e ammirazione profonda. 
Io e tutti gli esseri senzienti, mie madri, da rinascite senza inizio fino ad ora, abbiamo sperimentato ogni sorta di sofferenza del samsara in generale e, in particolare, dei tre stati inferiori. Tuttavia non ci è facile comprendere la profondità e l’estensione delle sofferenze.
Ma ora ho ottenuto una condizione umana ottimale, pienamente dotata degli otto tipi di libertà e delle dieci circostanze favorevoli al Dharma, che è veramente difficile da trovare e, una volta ottenuta può essere vantaggiosamente utilizzata perché mi permette di ottenere una buona rinascita, il nirvana o persino lo stato di Buddha.
Per questa volta ho avuto la fortuna di trovare il Dharma, il cui incontro è rarissimo. Se non mi impegno ora che ho questa occasione così favorevole per ottenere la completa illuminazione, la forma suprema di liberazione da tutte le sofferenze, dovrò sperimentare ancora tutta la serie di sofferenze del samsara in generale e, in particolare, quelle dei tre reami inferiori.
Solo il mio Guru e i tre Gioielli del rifugio visualizzati di fronte a me hanno il potere di proteggermi da tutte queste sofferenze.
Dovendo ottenere il risveglio per riuscire a  beneficiare in modo completo tutti gli esseri senzienti, mie madri, prendo rifugio nel Maestro e nei tre rari e supremi.

FORMULA DEL RIFUGIO
Prendo rifugio nel Guru. Prendo rifugio nel Buddha. Prendo rifugio nel Dharma. Prendo rifugio nel Sangha. (ripetere 3 volte)

PREGHIERA PER SVILUPPARE IL BODHICITTA
Fino all’illuminazione prendo rifugio nei Buddha, nel Dharma e nel Sangha. Per i meriti virtuosi accumulati praticando la generosità e le altre perfezioni, possa io raggiungere lo stato di Buddha, per essere in grado di beneficiare tutti gli esseri senzienti. (ripetere 3 volte)

QUATTRO MEDITAZIONI ILLIMITATE
Come sarebbe meraviglioso se tutti gli esseri viventi fossero equanimi, senza attaccamento né ostilità, non vicini a qualcuno e distanti da altri. Possano dimorare nell’equanimità. Io farò in modo che vi dimorino. Vi prego Guru-divinità, concedetemi la vostra energia ispiratrice affinché io sia in grado di fare ciò.
Come sarebbe meraviglioso se tutti gli esseri senzienti avessero la felicità e le sue cause. Possano essi averla. Io farò in modo che la posseggano. Vi prego Guru-divinità, concedetemi la vostra energia ispiratrice affinché io sia in grado di fare ciò.
Come sarebbe meraviglioso se tutti gli esseri senzienti fossero liberati dalla sofferenza e dalle sue cause. Possano esserne liberati. Io farò in modo che ne siano liberati. Vi prego Guru-divinità, concedetemi la vostra energia ispiratrice affinché io sia in grado di fare ciò.
Come sarebbe meraviglioso se tutti gli esseri senzienti non fossero privi della gioia delle rinascite elevate o della liberazione completa. Possano non esserne mai privi. Io farò in modo che essi non ne siano separati. Vi prego Guru-divinità, concedetemi la vostra energia ispiratrice affinché io sia in grado di fare ciò. (ripetere tre volte)

PREGHIERA PER SVILUPPARE INTENSAMENTE IL BODHICITTA
Per il bene di tutti gli esseri senzienti, che sono stati mia madre, farò qualsiasi cosa per ottenere al più presto, rapidamente, lo stato prezioso della buddhità pura e completa.
Quindi, ora, mediterò sugli stadi del sentiero verso l’illuminazione, la porta del sentiero profondo dello yoga e del Guru-ydam. (meditare sull’assorbimento dell’oggetto di rifugio).

PURIFICAZIONE DEL LUOGO
Possa la superficie della terra, in ogni direzione, essere pura, senza asperità e imperfezioni, soffice e liscia come il palmo della mano di un bambino, naturalmente levigata come il lapislazzuli.

OFFERTE
Possano le offerte materiali degli umani  e dei deva, quelle effettivamente preparate, quelle immaginate e le nuvole delle ineguagliabili offerte di Samantabhadra, pervadere la totalità dello spazio.
(ripetere per tre volte il mantra):
“Om namo bhagavate, vajra sara pramardane tathagataya, arhate samyak sam buddhaya, tadyatha, om vajre vajre, maha vajre, maha tejra vajre, maha vidya vajre, maha bodhicitta vajre, maha bodhi mandopa samkramana vajre, sarva karma avarana visciodhana vajre soha.”

PAROLE DI VERITA’
Per il potere della verità dei tre gioielli del rifugio, per la grande energia ispiratrice di tutti i Buddha e i Bodhisattva, per l’imponente raccolta completa di merito e di saggezza, per il potere della vacuità inconcepibile e pura possano tutte queste offerte rivelare la loro vera natura.

VISUALIZZAZIONE DELL’ALBERO DELL’ASSEMBLEA DEI GURU
Nel vasto spazio della vacuità e della beatitudine non-duali, in mezzo a nuvole di offerte di Samantabhadra, sulla cima dell’albero che esaudisce i desideri, meravigliosamente adorno di frutti, foglie e fiori, vi è un prezioso trono splendente di luce dei cinque colori.
Sopra di esso c’è un enorme loto, un cuscino di sole e uno di luna, su cui siede il mio caro Guru radice, gentile nei tre modi, nella sua forma fisica, ma della natura di tutti i Buddha.
Ha l’aspetto del monaco completo, ha un volto, due braccia e un sorriso raggiante. La sua mano destra è nel mudrā di insegnare il Dharma (vicino al cuore, il palmo è rivolto all’esterno, il pollice e l’indice formano un cerchio). La sua mano sinistra, in grembo, è nella posizione dell’equilibrio meditativo e tiene una ciotola da mendicante colma di nettare. Indossa i tre abiti color zafferano da monaco, è coronato dal copricapo dorato di un pandita. Nel suo cuore siede Buddha Sākyamuni, al cui cuore c’è Vajradhara di colore blu, con un volto e due braccia, un vajra e una campana e tutti i segni dell’illuminazione. E’ abbracciato alla consorte Vajradhatu Ishvari, entrambi godono dell’estasi di vacuità e beatitudine simultanee.
Sono adorni di molti gioielli, indossano sete raffinate e incantevoli vesti celestiali, sono avvolti dalla lice d’arcobaleno a cinque colori che si irradia all’infinito. 
Il mio Guru radice nella perfetta posizione del vajra è la manifestazione di Vajradhara e Buddha.
I suoi skandha puri sono cinque dhyāna Buddha, gli elementi del suo corpo sono le quattro consorti, i sensi, i canali, i muscoli e le giunture sono gli otto Bodhisattva, i suoi pori sono ventunmila Arhat, le sue membra sono i potenti irati.
La luce che emana dal suo corpo si irradia nella forma dei protettori delle dieci direzioni. Gli dei celestiali e quelli mondani sono soltanto supporti per i suoi piedi.
Attorno a lui, sui petali di loto a undici livelli, si trovano, disposti nell’ordine tradizionale, i quattro ydam principali anuttarayoga Guhyasamāja di fronte, Yamāntaka alla sua sinistra, Heruka alla sua destra e Hevajra dietro.
Al secondo livello ci sono i rimanenti ydam dell’a anuttarayoga, al terzo gli ydam dello yogatantra, al quarto quelli del caryātantra, al quinto quelli del kriyātantra. Al loro seguito sono tutte le altre divinità dei loro mandala.
Al sesto livello ci sono i Buddha, al settimo di Bodhisattva, all’ottavo i Pratyeka, al nono gli Srāvaka, al decimo i Daka e le Dākinī e all’undicesimo i Protettori del Dharma.
I Guru del lignaggio di bodhicitta sono seduti alla sua destra: Maitreya, i Pandita dell’India, i Geshe kadampa e i Gelugpa. I Guru del lignaggio di sūnyatā sono seduti alla sua sinistra: Mañjusrī, i Pandita dell’India, i Geshe kadampa e i Gelugpa.
Sopra di lui, in ordine verticale, siedono i Guru del lignaggio delle cinque linee tantriche, dalla sua destra verso sinistra, alla testa di ciascuna fila, siedono Guhyasamāja, poi Yamāntaka, Vajradhara Atīsha e infine Heruka.
Di fronte al Guru radice ci sono tutti i maestri diretti per la cui gentilezza sono cresciuto spiritualmente. Egli è così magnificamente circondato da questo oceano di nobili esseri ora qui riuniti.
Il corpo, la parola e la mente di ciascuno dei membri dell’assemblea sono segnati da una OM bianca, una AH rossa e da una HUM blu. Queste tre sillabe convergono in una sillaba HUM blu, al cuore di ognuno di essi, da cui emanano raggi di luce che, come ganci, attirano dalle loro dimore celestiali, tutti i veri dhyāna, i Bodhisattva e i Buddha. Essi si assorbono nei corrispondenti membri dell’assemblea visualizzata di fronte a me.
Dza Hum Bam Hoh: diventano indistinguibili da essi.
PRATICA DEI RITI DI PURIFICAZIONE PER L’ASSEMBLEA DEI GURU
(Generazione della sala delle abluzioni)
Visualizzo chiaramente una splendida sala per le abluzioni, pervasa di delicate e rinfrescanti fragranze, il pavimento lucente è di cristallo chiaro, ci sono maestose colonne di gioielli brillanti sopra le quali si estende un magnifico baldacchino elegantemente decorato da perle luccicanti.
In questa sala meravigliosa c’è una schiera di assistenti celestiali per servire tutti i guru riuniti che, uno alla volta, ricevono l’offerta del bagno.

Offerta dell’abluzione
Così come gli dei e le dee hanno fatto offerte di acqua pura al Buddha dopo la nascita, anch’io offro un bagno di acqua pura ai membri di questa assemblea visualizzata.
Om sarva tathāgata abhisekata samaya shrye ah hum.
Offro l’abluzione al Buddha Vajradhara il cui corpo è l’espressione di dieci milioni di virtù eccellenti, la cui parola esaudisce i desideri degli infiniti esseri migratori, la cui mente percepisce la natura (di vacuità) di tutto ciò che esiste.
Om sarva tathāgata abhisekata samaya shrye ah hum.
Offro l’abluzione ai Guru del lignaggio che hanno trasmesso gli insegnamenti della vasta bodhicitta. Offro l’abluzione ai Guru del lignaggio che hanno trasmesso gli insegnamenti della visione profonda. Offro l’abluzione ai Guru del lignaggio delle benedizioni che hanno trasmesso l’ispirazione. Offro l’abluzione ai Guru del lignaggio.
Om sarva tathāgata abhisekata samaya shrye ah hum.
Offro l’abluzione ai Buddha, i veri maestri. Offro l’abluzione al Dharma, la vera protezione. Offro l’abluzione al Sangha, le vere guide. Offro l’abluzione alla triplice gemma, il vero rifugio.
Om sarva tathāgata abhisekata samaya shrye ah hum.
Asciugo i corpi di tutte le emanazioni con un panno di ineguagliabile fragranza e perfettamente pulito.
Om hum tram hrih ah kaya visciodhanaye soha.
Spalmo i migliori oli profumati e le essenze più fragranti trovabili nei tremila universi sui corpi dei Buddha. Gloriosi, essi irradiano luce splendente come oro brillante.
Offro morbidissimi abiti celestiali, di tessuto raffinatissimo e leggero, a coloro che hanno ottenuto l’inamovibile corpo di vajra. Offrendo con fede inamovibile, possa anch’io ottenere il corpo di vajra.
Sebbene i Buddha non necessitino ulteriori ornamenti essendo già naturalmente adornati dei segni maggiori e minori dell’illuminazione, offrendo loro i più raffinati ornamenti preziosi, possano anche tutti gli esseri migratori ottenere i corpi perfetti, adornati dai segni di buddhità.
Per l’amore e la compassione che provate per me e per tutti gli esseri senzienti, per la forza dei vostri poteri miracolosi, vi supplico di rimanere con noi finché continuerò a farvi offerte.

PRATICA DEI SETTE RAMI
Oh nobile Mañjusrī dalla giovane forma, mi prostro davanti a te.
Oh leoni fra gli uomini, Buddha passati, presenti e futuri a quanti di voi esistono nelle dieci direzioni mi prostro con il corpo, parola e mente.
Sulle onde della potenza di questa regina delle preghiere, per i metodi supremi e sublimi con i corpi numerosi come gli atomi del mondo, mi prostro ai Buddha che pervadono lo spazio.
In ogni atomo si trova un Buddha che siede tra gli innumerevoli figli di Buddha; con uno sguardo fiducioso mi rivolgo ai vittoriosi che riempiono l’intero dharmadhātu.
A coloro che hanno infiniti oceani di eccellenza, con un oceano di prodigiosa parola canto le lodi alla grandezza di tutti i Buddha: un elogio a coloro che sono andati nella beatitudine.
Offro loro ghirlande di fiori, parasoli decorati, musiche piacevoli e profumi eccelsi; offro a tutti i vittoriosi lampade al burro e sacro incenso purissimo.
Cibo eccellente, fragranze supreme e un cumulo di sostanze mistiche alto come il monte Meru dispongono in un ordine speciale e offro a coloro che hanno conquistato se stessi.
Elevo tutte le offerte impareggiabili con ammirazione per coloro che sono andati nella beatitudine con la forza della fede nei metodi sublimi, mi prostro e faccio offerte ai conquistatori.

Offerta del Mandala
Om vajra bhumi ah hum, qui c’è la possente base di oro puro; Om vajra reche ah hum, qui c’è la barriera adamantina. L’anello esterno è circondato dalla barriera di ferro
Nel centro si innalza il monte Meru, re delle montagne. Ad est c’è il continente Pūrvavideha, a sud il continente Jambudvīpa, a ovest Aparagodaniya, a nord Uttarakuru.
Attorno al continente orientale ci sono i sottocontinenti Deha e Videha, attorno a quello meridionale Camara e Aparacamara, attorno a quello occidentale Satha e Uttaramantrina , attorno a quello settentrionale Kurava e Kaurava.
A est c’è la montagna preziosa, a sud l’albero che esaudisce i desideri, ad ovest la mucca che esaudisce i desideri e a nord la messe che non richiede coltivazione.
Qui c’è la ruota preziosa, qui il prezioso gioiello, qui la regina preziosa, qui il prezioso ministro, qui il prezioso elefante, qui il prezioso e migliore dei cavalli, qui il prezioso generale e qui il grande vaso prezioso.
Qui c’è la dea della bellezza, qui la dea delle ghirlande, qui la dea della musica, qui la dea della danza, qui la dea dei fiori, qui la dea dell’incenso, qui la dea della luce, qui la dea del profumo.
Sopra c’è il sole, la luna, l’ombrello prezioso e lo stendardo della vittoria in tutte le direzioni.
Al centro ci sono tutti i possedimenti preziosi degli dei e degli umani.
Questa meravigliosa e gloriosa collezione che non manca di nulla, la offro al mio gentilissimo Guru radice, ai venerabili preziosi guru del lignaggio, a Lama Je Tzong Khapa, a Sākyamuni, a Vajradhara, insieme all’intera assemblea delle divinità.
Per la vostra grande compassione, accettate tutte queste offerte per il beneficio di tutti gli esseri.
Dopo averle accettate, con grande amore e compassione inviate a me e a tutti gli innumerevoli esseri onde di energia ispiratrice affinché seguiamo il vostro nobile esempio.
Per i meriti creati nell’offrire a voi, assemblea di Buddha visualizzati di fronte a me, questo mandala costruito su di una base risplendente di fiori, acqua profumata e incenso, adorno del monte Meru e dei quattro continenti, del sole e della luna, possano tutti gli esseri senzienti godere di questa sfera pura.
Con fede inamovibile nei miei guru, ydam e tre preziosi gioielli, offro il prezioso mandala ingioiellato, altre purissime offerte, ricchezze, tutte le virtù create da chiunque nel passato, nel presente e nel futuro con il corpo, la parola e la mente. Accettandole con la vostra infinita compassione, mandatemi onde di energia ispiratrice.
Idam guru ratna mandala kam niryata yami
Invio questo mandala ingioiellato a voi guru preziosi.

CONTINUAZIONE DEI SETTE RAMI
Da lungo tempo, sopraffatto da attaccamento, odio e ignoranza, con il corpo, la parola e la mente ho compiuto innumerevoli azioni negative. Ora le confesso tutte senza omissioni.
Nelle perfezioni dei Buddha, Bodhisattva, Arhat sul sentiero e oltre e nella potenziale bontà di tutti gli esseri viventi, elevo il mio cuore e gioisco.
Oh luci dell’universo, Buddha che otteneste lo stato dell’illuminazione incontaminato, a tutti voi rivolgo questa richiesta: fate girare l’incomparabile “ruota del Dharma”.
Oh Maestri che volete mostrare il paranirvana, vi prego di restare con noi e insegnare per tanti eoni quanti sono i granelli di polvere, per portare gioia e virtù a tutti gli esseri.
Possa qualunque merito accumulato con queste prostrazioni, offerte, purificazione, nel rigioire e chiedendo ai Buddha di rimanere e insegnare il Dharma, essere dedicato all’illuminazione suprema e perfetta, affinché, al più presto, liberi dalla sofferenza tutti gli esseri.

RICHIESTA DELL’ISPIRAZIONE AI MAESTRI DEL LIGNAGGIO
Glorioso e prezioso Guru radice, ti prego di dimorare sul seggio di loto e di luna posto sul mio capo. Prendendoti cura di me con la tua immensa gentilezza, concedimi le potenti realizzazioni del corpo, della parola e della mente.

RICHIESTE ALL’ASSEMBLEA DEI GURU
Rivolgo Richieste al Buddha, il capo del clan dei Sakya, il cui corpo è il prodotto di dieci milioni di virtù ed eccellenze, la cui parola esaudisce i desideri degli infiniti esseri senzienti, la cui mente riconosce tutti i fenomeni così come sono (vuoti).
Rivolgo Richieste ai Guru del lignaggio delle azioni estese: a Maitreya, Asanga, Vasubandhu, Vimutkisena, Paramasena, Vinitasena, Sāntaraksita Haribhadra, Kusali l’Anziano, Kusali il Giovane e Suvarnadvipi Dharmamati.
Rivolgo Richieste ai Guru del lignaggio della visione profonda: a Mañjusrī e a Nāgārjuna, che hanno distrutto gli estremi dell’esistenza e dell’inesistenza, a Candrakīrti, Vidyakokila l’Anziano e gli altri nobili figli dell’Arya che hanno perseguito le intenzione del Buddha. 
Rivolgo Richieste ai Guru Kadam: ad Atīsa, detentore delle istruzioni supreme sulla teoria e la pratica, a Dromtönpa, potente progenitore degli insegnamenti Kadam, ai quattro yogi, ai tre fratelli e ai rimanenti guru.
Rivolgo Richieste al lignaggio successivo del padre e dei suoi figli, a Je Tzong Khapa, che ha rianimato la tradizione dei precursori nel Pese delle nevi. A Ghieltsab-je, potente siddha e grande logico, a Kedrub-je, signore sia degli insegnamenti dei sutra che dei tantra.
Rivolgo Richieste ai miei gentilissimi Maestri, a Guru Vajradhara, che impersona tutti i tre rifugi, che assume l’aspetto di guide spirituali per soggiogare i discepoli e concede potenti realizzazioni, sia mondane che supreme. 
Rivolgo Richieste ai maestri illuminati che agiscono abilmente proteggendo con amore, occhi che permettono di vedere una miriade di scritture, il sentiero supremo che conduce i fortunati alla liberazione

IL FONDAMENTO DI TUTTE LE BUONE QUALITA’
Il guru è il fondamento di tutte le buone qualità ed è molto gentile e venerabile. Avendo ben compreso che seguire il guru correttamente è la radice del sentiero, vi prego di benedirmi perché possa seguirlo con profonda devozione e sforzo intrepido.
Vi prego, beneditemi perché possa realizzare che la preziosa rinascita umana, ottenuta una sola volta, è grandemente significativa e molto difficile da ottenere di nuovo, e perché io generi la mente che ne prende l’essenza giorno e notte senza sosta.
Vi prego, beneditemi perché possa realizzare che il mio corpo e la mia vita sono fragili come una bolla di sapone e velocemente si deteriorano e si avvicinano alla morte; perché io possa vedere chiaramente ed ottenere la ferma comprensione che, dopo la morte, la mente dovrà seguire il karma positivo e negativo come l’ombra segue il suo corpo; e perché io sia sempre vigile e prudente nell’evitare di accumulare karma negativi anche i più insignificanti, e per ottenere tutte le virtù.
Vi prego, beneditemi perché possa realizzare che i piaceri della felicità samsarica non danno alcuna soddisfazione e sono la porta verso tutte le sofferenze; che le perfezioni del samsara non valgono la nostra fiducia, e perché io faccia sorgere un desiderio intenso per la felicità della liberazione.
Vi prego, beneditemi perché possa compiere la pratica essenziale, mantenere l’ordinazione di pratimoksa, la radice degli Insegnamenti, con grande cura, attenzione e memoria che derivano dal pensiero puro (della rinuncia).
Vi prego, beneditemi perché sia capace di vedere che, come io sono caduto nell’oceano del samsara, tutti gli esseri senzienti, mie madri, stanno soffrendo allo stesso modo, e perché possa addestrare la mente nella sublime bodhicitta, sopportando il peso di liberare tutti quei trasmigratori.
Vi prego, beneditemi perché sia capace di vedere che, se anche ho ricevuto la bodhicitta, se non sono ben addestrato nelle tre moralità, con questa soltanto non potrò mai  raggiungere l’illuminazione, e perché possa seguire con intenso sforzo, le ordinazioni dei figli dei conquistatori (i Bodhisattva).
Vi prego, beneditemi perché possa generare presto nella mia mente il sentiero in cui si uniscono Samatha (quiescenza mentale) e Vipassanā (visione superiore), pacificando la distrazione (causata) da oggetti ingannevoli e contemplando perfettamente il significato assoluto.
Quando sono diventato ricettivo, avendo esercitato la mente nel sentiero generale, Vi prego di benedirmi perché possa entrare istantaneamente nel Vajrayana che è il più sublime tra tutti gli yana (sentiero), il sentiero eccellente degli esseri fortunati.
Vi prego, beneditemi perché possa ricevere la ferma, autentica certezza nella spiegazione che  la base per ottenere i due tipi di realizzazione (ordinarie e straordinarie), è osservare puramente i voti e le parole d’onore e proteggerli anche a costo della vita.
Quindi Vi prego, beneditemi perché sia capace di realizzare gli insegnamenti degli Esseri puri senza mai abbandonare lo yoga in quattro sessioni, con grande sforzo, avendo perfettamente compreso l’importanza dell’essenza del sentiero tantrico in due stadi.
Vi prego, beneditemi perché i miei Guru, che mostrano questo sentiero eccellente, e gli amici spirituali, che lo praticano perfettamente, abbiano lunga  vita, e perché pacifichi tutti gli ostacoli esterni e interni alla mia pratica del Dharma.
In  tutte le mie vite future possa io non essere mai separato dai perfetti maestri e gioire del magnifico Dharma e così completare tutto il sentiero e i suoi gradi; possa io ottenere velocemente lo stato di Vajradhara.
(L’albero dell’assemblea dei Guru si assorbe nella figura centrale che scende sul tuo capo e si trasforma in Guru Sākyamuni Buddha. Ora medita per qualche tempo su un soggetto del sentiero Generale.)

BREVE PREGHIERA DEI SETTE RAMI E OFFERTA DEL MANDALA
Glorioso e prezioso Guru radice che siedi sul seggio di loto e luna posto sul mio capo, prendendoti cura con la tua grande gentilezza, ti prego di concedermi le potenti realizzazioni di corpo, parola e mente.
Mi prostro al Buddha, il capo dei Sakya il cui corpo è il prodotto di dieci milioni di virtù eccellenti, la cui parola esaudisce i desideri degli infiniti esseri senzienti, la cui mente riconosce tutti i fenomeni così come sono.
Mi prostro ai tre rifugi, al prezioso Buddha, Maestro impareggiabile, al prezioso Dharma, protezione impareggiabile,al prezioso Sangha, guida impareggiabile.
Vi porgo tutte le offerte, sia quelle effettivamente preparate, sia quelle visualizzate.
Confesso le azioni non virtuose e le trasgressioni dei voti che ho accumulato da tempo senza inizio.
Rigioisco e sono pervaso da profonda ammirazione per le virtù di tutti gli Arya.
Supplico tutti i Guru di non lasciare il samsāra, per favore, rimanete con noi per moltissimo tempo.
Girate la ruota del Dharma per il beneficio di noi tutti.
Dedico i meriti miei e quelli degli altri all’ottenimento dell’illuminazione perfetta.
Questa raccolta di offerte eccellenti e questo prezioso mandala ingioiellato, completo del monte Meru e dei quattro continenti, del sole e della luna, dei sette emblemi preziosi, li offro ai miei Guru, agli Ydam e ai tre gioielli preziosi. Accettandole con la vostra illimitata compassione, mandatemi onde di energia ispiratrice.
Idam guru mandala kam niryatayami

RICHIESTA DI OTTENERE QUALSIASI COSA VIRTUOSA DESIDERATA
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa, signore dei quattro corpi dei Buddha.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità, Dharmakāya inostacolato.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità, Sambhogakāya della grande beatitudine.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità, Nirmānakāya dalle molteplici forme.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutti i Guru.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutti gli Yidam.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutti i Buddha.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutto il Dharma.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutto il Sangha.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutti i Daka e le Dākinī.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora tutti i Protettori.
Rivolgo richieste a Buddha Vajradhara, guru-divinità eccelsa che incorpora ogni Rifugio.

DEVOZIONE CONCLUSIVA VERSO IL GURU-BUDDHA 
Mi prostro a Sākyamuni, guru vittorioso, ti porgo offerte, in te prendo rifugio.
(recitare il mantra più volte):
Om muni muni maha muni ye so ha 
Per queste virtù così create, possa io al più presto diventare guru-Buddha per poter condurre ogni essere, senza eccezione alcuna, a quello stesso stato.

PREGHIERA CONCLUSIVA DEL LAM RIM
Per le due raccolte che pervadono la vastità dello spazio, accumulate con molto impegno per lungo tempo possa io diventare il potente vittorioso che guida i migratori il cui occhio mentale è ottenebrato dall’ignoranza.
Da ora in tutte le mie esistenze possa Mañjusrī prendersi cura di me con amore, possa io trovare il supremo sentiero graduale di tutti gli insegnamenti, praticarlo e compiacere tutti i vittoriosi.
Utilizzando ogni realizzazione dei punti del sentiero, dissiperò l’oscurità mentale di tutti gli esseri attraversi metodi abilissimi dettati dall’intenso potere dell’amore.
Possa io sostenere e propagare per eoni gli insegnamenti del Vittorioso, ovunque il prezioso insegnamento non sia giunto o dove sia degenerato, spinto dalla grande compassione possa io diffondere la luce su questi benefici tesori.
Possano le meravigliose opere virtuose dei vittoriosi e dei loro figli e la pratica eccellente degli stadi del sentiero all’illuminazione arricchire la mente dei ricercatori della liberazione, possano le azioni dei vittoriosi continuare a lungo.
Possa tutto essere reso favorevole alla pratica del sentiero eccellente e siano dissipati gli ostacoli, Possano tutti gli esseri umani e non umani in tutte le loro vite non essere mai separati dal sentiero puro elogiato dai vittoriosi.
Chiunque, con grande energia, si impegna operando in armonia con le pratiche preparatorie del veicolo supremo, possano gli esseri essere sempre assistiti dai potenti dharmapala e possano estendersi oceani di buona fortuna, pervadendo ogni direzione.


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