Friday, 31 October 2025

Connessione tra Microcosmo e Macrocosmo

Connessione tra Microcosmo e Macrocosmo

Quella che segue è una mia breve riflessione in risposta a una domanda che mi è stata posta. L'argomento è complesso.

Secondo il Mantrayana, il corpo umano corrisponde all'universo dell'Abhidharmakosa o del Kalachakra Tantra a livello microcosmico. Pertanto, i movimenti del microcosmo e del macrocosmo devono sempre essere interconnessi e perfettamente accordati.

Un principio fondamentale del tantrismo mostra come l'individuo umano sia un riflesso in miniatura dell'intero universo. Ciò significa che tutte le forze, le strutture e le energie del cosmo sono presenti nel corpo umano.

Tutto nell'universo è interconnesso e le stesse forze divine sono all'opera nel cosmo come nell'esistenza individuale. Di conseguenza, il corpo non è solo un contenitore, ma un campo sacro che contiene il Divino. I rituali, le pratiche e persino gli stati fisici ed emotivi sono considerati uguali a quelli sperimentati nell'universo, solo su scala minore. Le pratiche includono anche la visualizzazione di se stessi e dell'ambiente circostante come un mandala divino e la visione di tutte le cose come sacre e pure manifestazioni del Divino.

Il Tantra-yana sfida e annulla il concetto della separazione convenzionale tra soggetto e oggetto, sacro e profano, mente e corpo. L'obiettivo è quello di sperimentare la natura unificata e beata della realtà. Il corpo diventa il luogo principale di questa integrazione, dove tutte le sensazioni, piacevoli o dolorose che siano, vengono intese come espressioni dell'unione divina. Le pratiche rituali spesso comportano la trasgressione delle norme sociali e religiose in modo da abbattere le percezioni limitanti e riconoscere che tutta la realtà è una manifestazione divina.

Secondo la filosofia tantrica, il corpo e l'universo sono fondamentalmente interconnessi; il corpo umano è un microcosmo del cosmo. Entrambi sono animati dal potere divino femminile della Vacuità in unione con la pura coscienza della Compassione.

Questa filosofia postula che il corpo non è separato dal Divino, ma piuttosto uno spazio sacro e uno strumento per raggiungere l'illuminazione spirituale. Attraverso il rituale e la meditazione le dualità si integrano reciprocamente al fine di raggiungere la beatitudine. Il mondo non è una fonte di sofferenza, ma un parco armonioso dell'essenza divina. Sono la propria confusione mentale e le personali idee sbagliate sul mondo a causare la sofferenza, non il mondo stesso.

Una volta che la propria compassione realizza il vuoto, la coscienza può percepire tutte le apparenze come vacue, e questa realtà appare nella beatitudine. La beatitudine appare in forme divine di saggezza. La presenza di tale intuizione arricchisce la visione del mondo e la propria vita con una realtà spirituale di purezza. 

Questa visione viene spesso coltivata nella pratica attraverso tecniche di visualizzazione. Ad esempio, gli individui possono visualizzare se stessi e il proprio ambiente come puri e sacri, come un mandala o il palazzo di una rappresentazione buddhista.

Una tecnica comune consiste nel visualizzare se stessi come un Buddha o un Essere illuminato così da abbattere gli usuali concetti di sé proiettandosi in una fase di “creazione” della meditazione tantrica.

Queste pratiche implicano la sincronizzazione con il respiro per condividere e ricevere qualità come luce, calore e beatitudine ad ogni espirazione e inspirazione. Questo esercizio meditativo favorisce realmente il processo meditativo di trasformazione del corpo e della mente.

La meditazione è un approccio non dualistico che abbraccia l'intero spettro della vita, comprese le esperienze negative, poiché tutto è parte dell'espressione divina. L'obiettivo è trasformare il sé ordinario in un Essere di luce e beatitudine, in modo che le qualità positive appaiano reali e solide all'interno della propria esperienza.

A causa della complessità di queste pratiche e della possibilità di formulare una errata interpretazione, è spesso necessario un insegnante qualificato che guidi le persone attraverso di esse e le aiuti a distinguere i metodi autentici, da quelli falsi e illusori.

Non ho formule rigidamente sicure per indicare quali siamo tutte le modalità e i percorsi per poter giungere alla percezione profonda del concetto di collegamento tra microcosmo e macrocosmo, tuttavia, al fine di migliorare la capacità di concentrazione, è fondamentale la pratica meditativa nella corretta respirazione mattutina.

Sia l'Abhidharmakosa che il Kalachakra Tantra descrivono l'universo, ma in modi diversi. Entrambi si basano sulla cosmologia indiana di quel periodo. Alcuni giorni, come il plenilunio e l'inizio e la fine del mese, sono considerati più efficaci per la pratica spirituale e la meditazione a causa della connessione tra microcosmo e macrocosmo. Anche le eclissi lunari o solari possono influenzare questo aspetto. Ciò significa che l'evoluzione del cosmo può essere influenzata in modi diversi nell'arco di 24 ore.

La maggior parte delle pratiche tantriche, comprese le sadhana che coinvolgono divinità e mandala, si basano sulla cosmologia dell'Abhidharmakosa del Maestro Vasubandhu. Il Kalachakra Tantra è considerato un sistema insolito. È distinto dal più ampio sistema Mantrayana. Può anche essere innovativo all'interno della pratica Mantrayana. Il Kalachakra Tantra è considerato un insegnamento tantrico più recente rispetto a tutti gli altri insegnamenti tantrici documentati storicamente.

Nella tradizione tibetana del buddhismo Mantrayana, il Manjushri Namasangiti è considerato il fondamento di tutti gli insegnamenti tantrici.

Il sistema astrologico tibetano si basa attualmente sulla descrizione del mondo del Kalachakra Tantra. Questo sistema produce un calendario annuale delle ricorrenze buddhiste tibetane e include un doppio mese ogni tre anni. Alcuni mesi hanno giorni doppi, mentre altri hanno giorni mancanti.

Questo legame tra microcosmo e macrocosmo significa che ogni pensiero positivo può influire positivamente sulla salute del nostro pianeta?


Geshe Ghedun Tarcin

ROMA

Note: La prima versione di queste riflessioni è stata pubblicata l'11 gennaio 2024 e le modifiche sono state apportate il 30 ottobre 2025.





Friday, 26 September 2025

Il nostro pianeta e la terza guerra mondiale

Il nostro pianeta e la terza guerra mondiale

La pace mondiale è minacciata dalle guerre in varie parti del mondo. Le guerre hanno sempre fatto parte della storia umana, comprese le due guerre mondiali. Le prime bombe atomiche della storia furono sganciate durante la seconda guerra mondiale. Oggi dobbiamo fermare le guerre in Ucraina e a Gaza per salvare il mondo!

Qualsiasi esperienza dolorosamente inutile, dalle guerre tra paesi alle dispute familiari, deriva direttamente dalla rabbia e dall'odio umani. Queste emozioni scaturiscono dall'attaccamento, che a sua volta deriva dall'ignoranza. Ignorare la pace e la felicità degli altri e mostrare loro mancanza di rispetto è la radice del conflitto.

Costruire la pace interiore è la chiave per raggiungere la pace nel mondo, la pace tra le nazioni e la pace all'interno delle famiglie e delle comunità. Una candela può accenderne un altro milione ed eliminare l'oscurità. Allo stesso modo, una sola mente pacifica può ispirare milioni di cuori ad abbracciare la pace.

Una comunicazione sincera può eliminare l'ignoranza e l'incomprensione. Una comunicazione autentica può favorire una profonda comprensione degli altri, consentendoci di condividere con loro le stesse sensazioni, gli stessi desideri e la stessa umanità.

Pertanto, i leader mondiali devono creare una piattaforma per tale comunicazione. Forse potrebbero persino trascorrere un po' di tempo insieme, godendo rilassati di conversazioni piacevoli, che li avvicinerebbero e li incoraggerebbero a discutere questioni globali consapevoli dell'enorme responsabilità condivisa.

Se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale, il potenziale distruttivo delle due bombe atomiche sganciate durante la seconda guerra mondiale sarebbe centuplicato e con la capacità di annientare in pochissimi istanti completamente la nostra casa comune - questo bellissimo pianeta e tutti gli esseri che lo popolano.

In questo momento così importante, i leader mondiali dovrebbero adottare una nuova mentalità, invece del consueto atteggiamento chiuso ed egoistico, e assumersi la responsabilità globale di salvare il mondo intero, con un senso di unità dell'umanità e una visione di pace mondiale come unico mezzo per salvare il nostro pianeta.

Poiché il senso e la volontà di supremazia, di colonizzazione ed esclusione è la causa principale dei conflitti umani, è essenziale creare uno spazio in cui la diversità, il multiculturalismo e la plurireligiosità possano coesistere, offrendo una visione per il futuro della famiglia e comunità sociale globale.

La pace mondiale deve essere costruita prima di tutto dall'interiorità delle persone: la pace interiore ne è la fonte. Si tratta di uno stato d'animo personale piuttosto che collettivo. Ogni essere umano è responsabile di coltivare la pace interiore per il bene della pace mondiale, della pace globale e della sopravvivenza del nostro pianeta e dei suoi abitanti.

Nel XXI secolo, la corsa agli armamenti super sofisticati e, nello specifico, nucleari porta inesorabilmente alla necessità del loro utilizzo nella guerra che potrà concludersi solo con la battaglia finale, l'estinzione globale.

Una guerra del genere sarebbe senza vincitori, ma solo sconfitti, e se anche ci fosse qualche sopravvissuto si troverebbe in un deserto arido e contaminato ormai invivibile. Dunque la guerra con queste armi distruttive senza ritorno deve essere evitata a tutti i costi.

Pertanto, la pace mondiale e la pace in qualsiasi nazione, stato o paese devono iniziare dalla pace interiore, con la promozione di una cultura e di una società pacifiche e con grande consapevolezza di giustizia.

Dobbiamo imparare dal passato ed evitare i conflitti umani causati dalle chiusure mentali di fronte alle differenze di religione e di etnia che spesso nascondono il reale obiettivo che è la supremazia, dominio prepotente e depauperamento di paesi esterni e ricchi di materie prime preziose.

Dovremmo invece sviluppare la capacità di visione umana reale, nel rispetto di ogni forma di vita, sapendo che possiamo solo arricchire la nostra umanità nel riconoscimento del multiculturalismo e della plurireligiosità, abbracciando tutte le forme di fede e di etica.

Comprendere i pericoli che minacciano il nostro pianeta dovrebbe stimolare interventi correttivi e infondere coraggio piuttosto che paura. Ciò è in linea con l'idea che la paura sia una risposta errata a una minaccia, mentre la conoscenza realistica e la compassione coltivano il coraggio e l'azione costruttiva. Il vero coraggio deriva da una comprensione informata, che consente di affrontare le sfide con perseveranza e saggezza. 

Al contrario, la paura, spesso causata da disinformazione o mancanza di comprensione, può paralizzare l'azione e portare a un pensiero errato e non corrispondente alla condizione reale.

La paura è un'emozione falsa che può essere una risposta a minacce sia reali che immaginarie. Può essere opprimente e portare a idee irrealistiche, sentimenti di disagio e incapacità di agire in modo costruttivo. Il coraggio invece deriva dalla conoscenza e dalla comprensione realistiche, che consentono di superare le emozioni negative come la paura e di agire con perseveranza, pazienza, tolleranza e saggezza. La falsa conoscenza può creare paura.

La conoscenza realistica, invece, è una comprensione chiara e accurata di una situazione. Promuove il coraggio e sviluppa le competenze necessarie per affrontare efficacemente le sfide. Di fronte alla consapevolezza che il nostro pianeta è in pericolo, è importante andare oltre la paura. Una comprensione realistica e compassionevole del pianeta e del suo futuro può ispirare coraggio, pensieri positivi e idee concrete per agire. Trasformare l'energia della paura in coraggio e in azioni efficaci ci permette di affrontare in modo più efficace le sfide che il nostro pianeta deve affrontare. 

La prospettiva di una terza guerra mondiale è un argomento molto dibattuto e speculativo. Tuttavia, esistono diversi scenari e rischi potenziali che potrebbero portare a un conflitto globale. Ad esempio, le tensioni geopolitiche e le rivalità tra le grandi potenze come Stati Uniti, Cina e Russia potrebbero aumentare il rischio di un conflitto globale. 

Anche le tensioni in regioni come il Medio Oriente, l'Asia e l'Africa così martoriata e sfruttata e anche nell'Europa stessa, potrebbero degenerare in un conflitto più ampio.
 
Gli attacchi alle infrastrutture critiche, come gli attacchi informatici, potrebbero causare instabilità globale. Le crisi economiche e climatiche potrebbero aumentare le tensioni tra le nazioni e portare a misure protezionistiche ma insensate. 

La diplomazia e la comunicazione internazionale possono contribuire a prevenire i conflitti. La cooperazione tra le nazioni su questioni globali come il cambiamento climatico e la sicurezza può aiutare a ridurre le tensioni. Anche investire nella pace e nella stabilità può contribuire a prevenire i conflitti.

In sintesi, è impossibile prevedere se o quando scoppierà la terza e definitiva guerra mondiale. Tuttavia, è fondamentale impegnarsi per la prevenzione dei conflitti e la promozione della giustizia sociale, fondamentale condizione per costruire pace e reale cooperazione internazionale.

Per raggiungere la pace sulla Terra, dobbiamo lavorare insieme su scala globale per porre fine alla violenza, promuovere la giustizia e incoraggiare la fratellanza attraverso il dialogo, il rispetto della diversità e un impegno condiviso per la pace. 

Appelli simili sono stati lanciati da leader religiosi, come Papa Francesco, che nel 2020 ha ospitato a Roma un incontro interreligioso per la pace e che sempre si è battuto per l'equità e la giustizia sociale. E' anche importante rinnovare il ricordo della storia con iniziative come la Giornata internazionale della pace delle Nazioni Unite, che mira a promuovere una cultura della pace in tutto il mondo.

I temi chiave includono la fine dei conflitti armati, la tutela della dignità umana, la lotta alle disuguaglianze, la possibilità di vita degna per tutti e la salvaguardia dell'ambiente.
Elementi costituenti in un appello alla pace:
1. Un appello alla pace dovrebbe sostenere la risoluzione dei conflitti attraverso un dialogo inclusivo e costruttivo piuttosto che con la violenza.
2. La pace è inseparabile dalla giustizia, che richiede il rispetto della dignità di ogni essere umano e la garanzia di pari opportunità per tutti.
3. Gli appelli alla pace spesso coinvolgono i leader religiosi che si riuniscono per pregare e impegnarsi a favore di un mondo più equo e pacifico.
4. Gli appelli sottolineano la necessità di porre fine alla guerra e alla violenza,
esortando a sostituire gli strumenti di guerra con strumenti di pace e di giustizia.
5. Molti appelli riconoscono il legame inscindibile tra la salute del pianeta e la pace, e sottolineano la necessità inderogabile di salvaguardare il pianeta e di tutelare l'ambiente.

I rischi di una guerra mondiale moderna includono l'escalation dei conflitti regionali attuali, il potenziale uso di armi nucleari, o chimiche o altro ancora con una maggiore instabilità globale e conseguenze economiche umane e sociali catastrofiche.

I rischi principali riguardano la competizione tra le grandi potenze Stati Uniti, Cina e Russia, che potrebbe coinvolgere i loro alleati, nonché il potenziale di un'escalation nucleare.

Altri pericoli includono danni economici diffusi, il collasso delle catene di approvvigionamento, l'aumento della povertà e della fame e il crollo della diplomazia e delle istituzioni internazionali e, nel caso della deflagrazione della terza guerra mondiale, l'estinzione della vita su di questo stesso unico e splendido paradiso terrestre.

Queste sono solo le mie riflessioni e preoccupazioni riguardo al rischio di un
conflitto globale e alle prospettive di pace nel mondo.

Gedun Tharchin ROMA IT
Pubblicato originariamente il 27 settembre 2025 e aggiornato il 10 novembre 2025

Sunday, 3 August 2025

Guida semplice alla meditazione Samatha


Guida semplice alla meditazione Samatha


A. Prerequisiti

1) Vivere in un ambiente adeguato e favorevole alla meditazione.

2) Avere pochi desideri mondani.

3) Essere soddisfatti della semplicità.

4) Rinunciare completamente alle attività non necessarie.

5) Seguire una disciplina etica pura e uno stile di vita moderato.

6) Liberarsi completamente dai pensieri negativi.


B. Preparazione

1) Pulire la stanza e disporre gli oggetti che simboleggiano la perfezione del corpo, della parola e della mente.

2) Acquisire decorazioni salutari e disporle in modo armonioso.


C. Posizione di meditazione

1) Sedersi in posizione del loto completo o mezzo loto su un cuscino comodo.

2) Il corpo deve essere dritto e non piegato in avanti o all'indietro, rivolgere l'attenzione verso l'interno.

3) Le spalle devono riposare nella loro posizione naturale.

4) La testa deve essere allineata con l'ombelico, senza inclinarsi all'indietro, in avanti o di lato.

5) Gli occhi non devono essere né spalancati né troppo chiusi, e devono guardare dolcemente la punta del naso.

6) I denti e le labbra devono riposare nel loro stato naturale e la lingua deve toccare il palato superiore.

7) La mano sinistra deve essere posizionata sul palmo della mano destra e i pollici devono toccarsi all'altezza dell'ombelico.


D. Esercizio di respirazione di purificazione in nove fasi

Inspirare 3 volte dalla narice destra, poi espirare dalla sinistra,

inspirare 3 volte dalla narice sinistra ed espirare dalla destra.

Infine, inspirare ed espirare 3 volte da entrambe le narici.


E. Esercizi di respirazione per la consapevolezza

1) Bilanciare la durata dell'inspirazione e dell'espirazione. 

2) Contare mentalmente le inspirazioni ed espirazioni, dalla narice sinistra a quella destra per 7 volte e viceversa per altre 7 volte. Ripetere ancora 7 volte dalla sinistra alla destra.

3) L'inspirazione e l'espirazione non devono essere rumorose, forzate o irregolari; lasciate che fluiscano senza sforzo e delicatamente.


F. Stabilire un'intenzione corretta

1) a) Rifugiarsi nel Tri-Ratna

    b) Generare Boddhicitta

2) a) Compassione incommensurabile

    b) Amore incommensurabile

    c) Gioia incommensurabile

    d) Equanimità incommensurabile


G. Pratica di purificazione dei sette rami

1) Preparare umilmente l'altare e rendere omaggio e rispetto ai Tre Gioielli e a tutti gli esseri senzienti.

2) Fare offerte generose.

3) Sviluppare delicatamente il rimorso per le azioni negative commesse.

4) Ammirare con rispetto le azioni positive degli altri e di se stessi.

5) Chiedere onestamente ai campi di merito di mostrare il sentiero del Dharma.

6) Pregare con tutto il cuore i campi di merito affinché siano onnipresenti e offrano protezione.

7) Dedicare con compassione i meriti a beneficio di tutti gli esseri senzienti.


H. Offerta del mandala

Offrire il proprio corpo, la propria parola e la propria mente, i propri beni e le proprie virtù dei tre tempi (passato, presente e futuro) e l'universo ai campi di merito e dedicarli a beneficio di tutti gli esseri senzienti.


I. Benedizioni di invocazione

Invocare i Buddha, i Bodhisattva e i campi di merito affinché benedicano il proprio flusso mentale, trasformando tutti i desideri mondani in intenzioni dharmiche. (Qui si recitano anche mantra e preghiere)


J. Pratiche di sviluppo mentale

Lam Rim / Lo Jong


K. Concentrazione singolo punto

Impostare l'oggetto della concentrazione

Fissare la mente sull'oggetto

Legare la mente all'oggetto con la consapevolezza

Proteggere la mente con l'introspezione


L. Samatha effettiva, tecnica di meditazione della calma dimorante

   Cinque ostacoli e otto rimedi:

1) Pigrizia                                                   1) Convinzione

                                                                  2) Aspirazione

                                                                  3) Perseveranza

                                                                  4) Flessibilità


2) Dimenticanza                                           5) Consapevolezza

3) Ottusità mentale                                      6) Vigilanza

4) Eccitazione mentale                                  7) Coscienziosità

5) Applicazione non necessaria di antidoti       8) Applicazione corretta 




Nove fasi della meditazione,       Sei forze,         Quattro attenzioni richieste: 

1) Posizionamento mentale       1, udito                               1, rigorosamente evoluto 

2) Posizionamento continuo      2, riflessione                        1, rigorosamente  

3) Posizionamento corretto       3, consapevolezza                2, interruzione 

4) Posizionamento ravvicinato   3, consapevolezza                2, interruzione

5) Addomesticamento              4, vigilanza.                         2, interruzione

6) Pacificazione.                      4, vigilanza.                         2, interruzione

7) Pacificazione completa         5, entusiasmo.                     2, interruzione

8) Attenzione concentrata        5, entusiasmo.                     3, nessuna interruzione

9) Posizionamento equilibrato   6, conoscenza approfondita   4, spontaneamente


M. Dedizione

Qualunque merito sia stato accumulato durante la meditazione possa diventare causa e condizione per la felicità di tutti gli esseri senzienti e per la loro illuminazione.



        DONAZIONE        

Wednesday, 25 June 2025

Geshe G. THARCHIN News



Geshe G. THARCHIN News 2026
******

Gli ultimi post sul mio blog.









***

Buon Losar e Tashi Delek!

Il Lo-sar 2026, l'Anno del Cavallo di Fuoco, 
cade il 18 febbraio!

I tibetani celebreranno il Losar dal 18 al 21 febbraio 2026. Secondo il calendario lunare tibetano, 
inizia l'Anno del Cavallo di Fuoco, simbolo di coraggio, energia e trasformazione. 

Il Cavallo di Fuoco ha una forte presenza e ci incoraggia ad andare avanti con coraggio, 
superare gli ostacoli ed esplorare nuovi percorsi con passione. 

Il Losar è una celebrazione di gratitudine per l'anno passato e di speranza per il futuro, offrendo un momento di riflessione sul passare del tempo.

Il Losar è un momento di rinnovamento consapevole. In Tibet, le case vengono pulite, gli altari adornati con offerte rituali e vengono appese nuove bandiere di preghiera per invitare benedizioni da tutte le direzioni. 

Le famiglie si riuniscono per condividere cibi festivi come il guthuk e il khapse, 
offrire preghiere e augurarsi reciprocamente felicità.

Tradizionalmente, i tibetani segnano i cambiamenti di età in base ai cambiamenti dei segni zodiacali, il che significa che coloro che sono nati nel precedente anno del Cavallo raggiungeranno l'età di tredici anni durante il nuovo anno.


****

Sabato 14 Febbraio

A febbraio ho dovuto recarmi al pronto soccorso a causa di un improvviso problema di salute. Sono stato dimesso quello stesso pomeriggio, ma ho dovuto sottopormi a ulteriori cure ed esami.

Per questo motivo ho dovuto rimandare i viaggi di insegnamento che avevo programmato a Milano, Merano, Bassano e in altre località.

Fortunatamente, tutto vada bene e le mie condizioni sono stabili.


****

Sono interessato a fornire un'educazione spirituale moderna che conservi tuttavia i suoi valori classici. Il Dharma, inteso come spiritualità universale, produce uno stato di armonia con tutte le cose del mondo materiale. La mia ricerca riguarda in ultima analisi un percorso spirituale universale del Dharma che sia adatto a tutti gli esseri umani e benefico per tutti gli esseri senzienti. Vorrei che fosse basato sulla saggezza e sul metodo tradizionale delle scritture Lam Rim, pur rimanendo in armonia con i vantaggi e i comfort moderni, comprese le tecnologie sofisticate, e integrandosi con altre culture, altre tradizioni spirituali e i sistemi educativi esistenti. Vorrei vedere un'apertura spirituale che vada oltre tutte le barriere tra religioni e gruppi spirituali, e dove chiunque cerchi un arricchimento spirituale possa trovare una base comune per l'armonia universale.  


°°°
Vi auguro un prospero anno nuovo 2026 🐎
༢༠༢༦ ལོ་གསར་པའི་ནང་ཀུན་དུ་དགེ་བའི་བཀྲིས་སྨོན་འདུན་ཞུ།
I wish you a prosperous New Year 2026 🐎



NEWS 2025
*****
བཀྲིས་བདེ་ལེགས།
Auguri di buone feste

BUON NATALE 
E 
FELICE ANNO 2026


Geshe Gedun Tharchin
དགེ་བཤེས་དགེ་འདུན་མཐར་ཕྱིན་ནས།
23 dic. 2025


***
News
18 Novembre
***
Ho pubblicato due nuove bozze sul mio blog
 per condividerle con i miei amici.





***
NEWS
11 Novembre 2025

ལྷ་བབས་དུས་ཆེན།
LHABAB DUCHEN 2025

In tibetano, Lhabab Duchen significa “Festa della Discesa dal Cielo”.

All'età di 41 anni, il Buddha ascese al cielo Trayastrimsa per impartire insegnamenti agli dei di quel regno dei desideri. Anche sua madre dimorava in quel cielo e lui ripagò la sua gentilezza liberandola dal Samasara. I suoi discepoli sulla terra cominciarono a preoccuparsi per il suo ritorno e lo esortarono a tornare. Dopo un lungo dibattito sotto la luna piena, egli acconsentì e, una settimana dopo, discese sulla terra su una tripla scala preparata da Viswakarma, il dio degli artigiani e delle macchine.

Il 22° giorno del nono mese lunare del calendario tibetano, i buddisti tibetani celebrano la discesa del Buddha dal cielo per riprendere il suo lavoro di mostrare loro la via verso la liberazione dal Samsara. Questo giorno è dedicato alle attività religiose, che per la maggior parte dei laici consistono nella recita di mantra, prostrazioni e circumambulazioni dei luoghi sacri. Si crede che i meriti accumulati in questo giorno siano moltiplicati.  

Lhabab Duchen, quest'anno cade l'11 novembre 2025.


****
NEWS
ottobre
Due nuovi pubblicazione


****
NEWS
25 settembre
Update 

Non vedo l'ora di rivedere i miei amici in varie parti d'Italia, dove insegnavo il Dharma. 
Ho ancora bisogno di un po' di tempo per stabilizzare completamente le mie condizioni di salute, 
ma presto ricomincerò a viaggiare per tenere corsi di Dharma. 
Spero in nuovi raggi del sole del Dharma, a beneficio di tutti gli esseri senzienti. 

Om Ah Hum


****
News 
 Mercoledì, 23 luglio
Update

Il ciclo di cure si è concluso a metà luglio 2025, dopo aver impiegato un anno per riprendersi completamente dal problema di salute che si era manifestato alla fine di giugno 2024. Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori esami diagnostici per verificare il completo recupero. 

Le mie attività di dharma nei vari inviti da parte di vari amici di dharma sono ancora ferme e spero di riprenderle presto con cuore gioioso.
 

****
 NEWS
Lunedì, 28 luglio
ཆོས་འཁོར་དུས་ཆེན་བཟང་།
Buon anniversario di Dharmachakra!
 
Il Primo Giro della Ruota del Dharma si riferisce al primo insegnamento pubblico del Buddha dopo la sua illuminazione, in cui spiegò le Quattro Nobili Verità. Questo evento, che ebbe luogo a Sarnath, vicino a Varanasi, è considerato il punto di partenza degli insegnamenti del Buddha e della diffusione della filosofia buddista.
Ecco una spiegazione più dettagliata:

L'ambientazione:
Il primo giro della ruota del Dharma avvenne a Sarnath, vicino a Varanasi.
Il pubblico:
Il primo pubblico del Buddha fu costituito dai suoi cinque ex compagni asceti, che lo avevano abbandonato dopo che egli aveva abbandonato le sue pratiche ascetiche. 

L'insegnamento centrale:
L'insegnamento centrale condiviso nella prima svolta è quello delle Quattro Nobili Verità:
La verità della sofferenza (Dukkha).
La verità della causa della sofferenza (Samudaya).
La verità della cessazione della sofferenza (Nirodha).
La verità del sentiero per la cessazione della sofferenza (Magga). 

Significato:
Questo insegnamento iniziale ha posto le basi per tutte le dottrine e le pratiche buddiste successive. È considerato l'evento più importante del calendario buddista. 

Il nome:
L'evento è chiamato "il giro della ruota del Dharma" perché mette in moto l'insegnamento del risveglio. La ruota simboleggia gli insegnamenti del Buddha come un veicolo che porta gli esseri verso la liberazione dalla sofferenza. 

La richiesta:
Prima di insegnare, gli dei Brahma e Indra chiesero al Buddha di girare la ruota del Dharma e di condividere la sua saggezza.
Le quattro nobili verita: https://geshetharchin.blogspot.com/2013/11/le-quattro-nobili-verita.html?




****
News
giovedi, 9 luglio 


Il 14° Dalai Lama ha festeggiato il suo 90° compleanno a Dharamsala. Prima delle celebrazioni, il suo dipartimento religioso ha organizzato la 15a Conferenza dei leader religiosi, durante la quale è stata rilasciata una dichiarazione congiunta su questioni relative alla reincarnazione del 14° Dalai Lama e su altri temi.

Durante la conferenza, il Dalai Lama ha fatto un annuncio su come riconoscere il 15° Dalai Lama, leggendo la sua dichiarazione preannunciata, che ha fatto notizia in tutto il mondo.

Durante i festeggiamenti per il suo compleanno, Sua Santità ha dichiarato che spera di superare i 130 anni e di vivere altri 30 o 40 anni.

Ulteriori dettagli sulle notizie relative alla sua reincarnazione e al suo compleanno sono stati pubblicati da molti media, di cui riportiamo di seguito alcune fonti giornalistiche in lingua italiana:

https://www.rainews.it/video/2025/07/il-dalai-lama-rassicura-i-fedeli-il-mio-successore-non-sara-scelto-dalla-cina-lira-di-pechino-e0d9605c-9841-4494-912f-27f4a6169a98.html

https://www.rainews.it/video/2025/07/dalai-lama-alle-celebrazioni-in-suo-onore-spero-di-vivere-piu-di-130-anni-685e6681-5d02-4809-a445-42074321cb91.html

https://www.rainews.it/articoli/2025/07/i-90-anni-del-dalai-lama-ne-vivrò-altri-30-4022d901-81de-4da7-b588-fbcc065c9e4e.html


****
News
30, maggio
Update
                    
Incontro Meditazione Roma

          Questo pomeriggio ho avuto l'onore di rivolgermi a un gruppo di praticanti di Qigong a Roma. Ero lì per dare una breve introduzione alla meditazione. Il gruppo aveva già esperienza di meditazione, che praticava alla fine delle sessioni.

         Ho fatto una presentazione concisa fornendo una panoramica della meditazione, concentrandomi sulle prime due pratiche delle Quattro Consapevolezze. Ho poi chiesto ai partecipanti di assumere una postura meditativa. È stato chiesto loro di concentrarsi su una respirazione lenta e regolare.

           È stato poi chiesto loro di contemplare la struttura del corpo dai livelli grossolani a quelli sottili, mantenendo la consapevolezza del proprio ritmo respiratorio.

          Successivamente, hanno praticato la meditazione, concentrandosi sulle sensazioni corporee e sulla respirazione. Lo scopo di questo esercizio era quello di diventare consapevoli delle sensazioni in ogni parte del corpo e nel processo respiratorio, riconoscendo se erano piacevoli, spiacevoli o neutre, senza esprimere giudizi.

          Successivamente, è stata tenuta una breve conferenza sui due tipi di consapevolezza successivi: quella della mente e quella del Dharma. Abbiamo concluso la sessione con una sessione di domande e risposte.

          Questo è stato il primo incontro di meditazione dall'estate del 2024, quando sono stato ricoverato in ospedale e ho ricevuto varie diagnosi. Sto continuando la terapia e sto migliorando; finirò questa terapia specifica a metà luglio.


****
News
5, gennaio
Update 

Purtroppo, durante le vacanze di Natale, a partire dalla fine di dicembre 2024, ho dovuto iniziare un nuovo trattamento per un periodo piuttosto lungo, che richiede grande attenzione e concentrazione. È quindi con grande rammarico che ho dovuto cancellare altre date già programmate per il 2025.

Oggi la mia salute generale non è male e sembra normale. Ma continuare a sottopormi a un lungho periodo di trattamento e analisi è diventata una sfida e richiede molta energia e concentrazione.




***

News 
2024
****

Nel 2024, nei mesi di febbraio e marzo, mi sono recata a casa mia a Pokhara, in Nepal. Mio padrNele era malato da tempo e purtroppo è morto un mese e mezzo dopo il mio arrivo. Durante questo periodo ho avuto l'opportunità di servirlo personalmente. Abbiamo organizzato con rispetto tutti i tipi di trattamenti, rituali tradizionali e puja. Sono stato profondamente toccato e rattristato nell'assistere a momenti così difficili per tutta la famiglia.

Due settimane dopo, ho raggiunto Kathmandu in taxi (18 ore di viaggio a causa di ingorghi, strade dissestate, pioggia e frane), dopo che il mio volo da Pokhara a Kathmandu era stato cancellato a causa del maltempo. La mattina dopo, da Kathmandu ho preso un volo per Roma via Chendu, un lungo viaggio.

Quando sono tornato a Roma, non ho avuto nuovi problemi di salute fino alla fine di giugno. A luglio mi sono sentito male e sono finito in un ospedale romano per un mese intero. Quando sono stato dimesso alla fine dell'estate, tutto sembrava andare bene. Tuttavia, ho dovuto cancellare le mie prossime date di insegnamento del Dharma in Italia per l'inverno 2024.




Tuesday, 10 June 2025

Maha-satipatthana Sutta - Il grande sermone sui fondamenti della presenza mentale

Maha-satipatthana Sutta - Il grande sermone sui fondamenti della presenza mentale

Così ho sentito. Una volta il Benedetto soggiornava nel paese dei Kuru, in una città dei Kuru chiamata Kammasadhamma. Là il Benedetto si è rivolto ai monaci dicendo: “Monaci”. I monaci hanno risposto:”Signore”. Il Benedetto allora disse: ‘ I quattro fondamenti della presenza mentale sono il sentiero diretto per la purificazione degli esseri, per vincere la sofferenza e la pena, per liberarsi dal dolore e dall’angoscia, per realizzare il giusto metodo e raggiungere la liberazione. 

Quali quattro? 

Ecco: un monaco rimane concentrato presso il corpo sul corpo – instancabile, attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo; 

rimane concentrato presso le sensazioni sulle sensazioni – instancabile, attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo; 

rimane concentrato presso la mente sulla mente – instancabile , attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo; 

rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali – instancabile, attento e consapevole – avendo rimosso la cupidigia e l’angoscia nei riguardi del mondo.

La contemplazione del corpo

“E come fa un monaco a rimanere concentrato presso il corpo sul corpo? 

“Un monaco – si reca in una foresta, ai piedi di un albero in un luogo isolato, siede incrociando le gambe, mantenendo il corpo eretto e applicando la piena attenzione. 

Consapevole inspira, consapevole espira. Quando inspira lungamente è consapevole di inspirare lungamente; quando espira lungamente è consapevole di espirare lungamente; quando inspira brevemente, è consapevole di inspirare brevemente; quando espira brevemente è consapevole di espirare brevemente. Egli si esercita ad inspirare sperimentando l’intero corpo e ad espirare sperimentando l’intero corpo. Egli si esercita ad inspirare calmando l’attività corporea dell’inspirazione e ad espirare calmando l’attività corporea dell’espirazione.

Così come un abile vasaio o il suo apprendista facendo girare lungamente (la ruota) sa che la sta facendo girare lungamente, oppure facendo girare brevemente (la ruota) sa che la sta facendo girare brevemente. Così il monaco quando inspira lungamente è consapevole di inspirare lungamente, quando espira lungamente è consapevole di espirare lungamente, quando inspira brevemente è consapevole di inspirare brevemente e quando espira brevemente è consapevole di espirare brevemente. Egli si esercita ad inspirare calmando l’attività corporea dell’inspirazione e ad espirare calmando l’attività corporea dell’espirazione. 

In questo modo rimane concentrato presso il corpo interno sul corpo, o presso il corpo esterno sul corpo o interiormente e esteriormente presso il corpo. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere del corpo, o sul fenomeno del cessare del corpo o sui fenomeni del nascere e cessare del corpo. La sua consapevolezza che “esiste un corpo” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena presenza mentale. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. 

Così un monaco rimane concentrato presso il corpo sul corpo. “Inoltre: il monaco, quando cammina, è consapevole che sta camminando, quando è in piedi è consapevole che sta in piedi, quando è seduto è consapevole che sta seduto, quando è sdraiato è consapevole che sta sdraiato. In qualsiasi posizione sia il proprio corpo egli ne è consapevole. 

“Inoltre: il monaco è pienamente consapevole di ciò che sta facendo, quando viene e quando va; quando guarda e quando non guarda; quando si china e quando si distende; quando indossa l’abito e quando porta la scodella dell’elemosina; quando mangia e quando beve; quando mastica e quando gusta; quando defeca e quando urina; quando cammina o quando sta seduto; quando s’addormenta e quando si risveglia, quando parla e quando rimane in silenzio, egli è sempre pienamente consapevole. 

 “Come se vi fosse un sacco, con due aperture una sopra e una sotto, pieno di vari tipi di grani – frumento, riso, fagioli verdi, fagioli nani, semi di sesamo, riso decorticato – e un uomo di buona vista, aprendolo, controllasse: “Questo è frumento. Questo è riso. Questi sono fagioli verdi. Questi sono fagioli nani. Questi sono semi di sesamo. Questo è riso decorticato”, così o monaci, un monaco contempla il proprio stesso corpo: dalle piante dei piedi verso l’alto e dalla cima della testa verso il basso, coperto dalla pelle e pieno di vari generi di cose impure: ‘in questo corpo ci sono capelli, peli, unghie, denti, pelle, carne, tendini, ossa, midollo osseo, reni, cuore, fegato, pleura, milza, polmoni, stomaco, intestini, esofago, feci, bile, flegma, pus, sangue, sudore, grasso, lacrime, siero, saliva, muco, liquido articolare, urina”. 

“Come se un abile macellaio o il suo apprendista, dopo aver macellato una mucca, la dividesse a pezzi, così il monaco contempla il proprio stesso corpo in termini di elementi: ‘in questo corpo c’è l’elemento terra, l’elemento acqua, l’elemento fuoco e l’elemento aria.” 

“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta – un giorno, due giorni, tre giorni – gonfio, livido, putrefatto, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile” 

“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, divorato da corvi, avvoltoi, falchi, cani, iene e da altre specie di animali, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, ridotto ad uno scheletro dove carne e sangue sono dissolti, tenuto assieme solo dai tendini, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, uno scheletro senza più carne, con sangue sparso sulle ossa tenute assieme dai tendini, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora , come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, uno scheletro senza più sangue né carne con le ossa tenute assieme dai tendini, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, ridotto ad un mucchio d’ossa non più tenute assieme dai tendini, sparse in tutte le direzioni: qui un osso della mano, là un osso del piede, della gamba, della coscia, dell’anca , una costola, una mandibola, denti e frammenti del cranio, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, di cui rimangono solo le ossa, bianche come le conchiglie, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse osservare un cadavere gettato in una fossa aperta, le cui ossa, dopo un anno, sono state ammucchiate, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
“O ancora, come se dovesse vedere un cadavere gettato in una fossa aperta, ridotto ad ossa putrefatte e polverizzate, così il monaco contempla il proprio stesso corpo: uguale è la sua natura, uguale è il suo futuro, uguale è il suo destino inevitabile”
In questo modo rimane concentrato presso il corpo interno sul corpo, o presso il corpo esterno sul corpo o interiormente e esteriormente presso il corpo sul corpo. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere del corpo, o sul fenomeno del cessare del corpo o sui fenomeni del nascere e cessare del corpo. La sua consapevolezza che “esiste un corpo” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena presenza mentale. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso il corpo sul corpo.

La contemplazione delle sensazioni

E come fa un monaco a rimanere concentrato presso le sensazioni sulle sensazioni?
“Un monaco, quando prova una sensazione dolorosa, è consapevole di provare una sensazione dolorosa. Quando prova una sensazione piacevole, è consapevole di provare una sensazione piacevole. 

Quando prova una sensazione indifferente, è consapevole di provare una sensazione indifferente. 

Quando prova una sensazione dolorosa materiale, è consapevole di provare una sensazione dolorosa materiale. 

Quando prova una sensazione dolorosa non materiale, è consapevole di provare una sensazione dolorosa non materiale. 

Quando prova una sensazione piacevole materiale, è consapevole di provare una sensazione piacevole materiale. 

 Quando prova una sensazione piacevole non materiale, è consapevole di provare una sensazione piacevole non materiale. 

Quando prova una sensazione indifferente materiale, è consapevole di provare una sensazione indifferente materiale. 

Quando prova una sensazione indifferente non materiale, è consapevole di provare una sensazione indifferente non materiale. In questo modo rimane concentrato presso le sensazioni interne sulle sensazioni, o presso le sensazioni esterne sulle sensazioni o interiormente e esteriormente presso le sensazioni sulle sensazioni. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere delle sensazioni, o sul fenomeno del cessare delle sensazioni o sui fenomeni del nascere e cessare delle sensazioni. La sua consapevolezza che “esistono le sensazioni” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso le sensazioni sulle sensazioni.

La consapevolezza della mente

E come fa un monaco a rimanere concentrato presso la mente sulla mente?
“Un monaco, quando nella mente vi è passione, è consapevole che nella mente c’è passione. Quando nella mente non vi è passione, è consapevole che nella mente non c’è passione. Quando nella mente vi è avversione, è consapevole che nella mente c’è avversione. Quando nella mente non vi è avversione, è consapevole che nella mente non c’è avversione. Quando nella mente vi è delusione, è consapevole che nella mente c’è delusione. Quando nella mente non vi è delusione, è consapevole che nella mente non c’è delusione.
‘Quando la mente è limitata, è consapevole che la mente è limitata. Quando la mente è agitata, è consapevole che la mente è agitata. Quando la mente è esaltata, è consapevole che la mente è esaltata. Quando la mente non è esaltata, è consapevole che la mente non è esaltata. Quando la mente è trascesa, è consapevole che la mente è trascesa. Quando la mente non è trascesa, è consapevole che la mente non è trascesa. Quando la mente è concentrata, è consapevole che la mente è concentrata. Quando la mente non è concentrata, è consapevole che la mente non è concentrata. Quando la mente è liberata, è consapevole che la mente è liberata. Quando la mente non è liberata, è consapevole che la mente non è liberata.
In questo modo rimane concentrato presso la mente interna sulla mente, o presso la mente esterna sulla mente o interiormente e esteriormente presso la mente sulla mente. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere della mente, o sul fenomeno del cessare della mente o sui fenomeni del nascere e cessare della mente. La sua consapevolezza che “esiste la mente” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato sulla mente in essa e su essa.

La contemplazione degli oggetti mentali

E come fa un monaco a rimanere concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali?
” Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque ostacoli. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque ostacoli? Quando in lui vi è desiderio sensuale, un monaco è consapevole che ‘vi è desiderio sensuale in me. O, quando in lui non vi è desiderio sensuale, è consapevole che ‘non c’è desiderio sensuale in me. Egli è consapevole come nasca il desiderio sensuale non ancora nato. E’ consapevole come il desiderio sensuale nato in lui venga abbandonato. Ed è consapevole come il desiderio sensuale – una volta abbandonato – non compaia più.
Così quando in lui sono presenti: malizia o pigrizia e torpore o ansia ed agitazione o dubbio o altri oggetti mentali; egli n’è consapevole.
In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque ostacoli.


“Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque aggregati dell’attaccamento (khandha). E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque aggregati dell’attaccamento (khandha)?
Un monaco è consapevole che ‘questa è la forma (rupa), questa è la sua origine, questa è la sua cessazione.’
‘queste sono le sensazioni (vedana), questa è la loro origine, questa è la loro cessazione.’
‘questa è la percezione (sanna), questa è la sua origine, questa è la sua cessazione.’ ;
‘questi sono gli elementi condizionati (sankhara – pensiero discorsivo, volizione), questa è la loro origine, questa è la loro cessazione.’ ;
‘questa è la coscienza (vinnana), questa è la sua origine, questa è la sua cessazione.’; In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai cinque aggregati dell’attaccamento (khandha). 

“Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sei sensi della percezione, interni ed esterni. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sei sensi della percezione, interni ed esterni.
Un monaco conosce l’occhio, conosce le forme, conosce quei legami generati dal contatto tra occhio e forme. Egli è consapevole come nascano questi legami non ancora nati. E’ consapevole come questi legami nati in lui vengano abbandonati. Ed è consapevole come tali legami – una volta abbandonati – non compaiano più.
Così, conoscendo l’orecchio ed il suono; il naso e l’odore; la lingua ed il sapore; il corpo e le sensazioni fisiche come nascano questi legami generati dal contatto. E’ consapevole come questi legami nati in lui vengano abbandonati. Ed è consapevole come tali legami – una volta abbandonati –non compaiano più. In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sei sensi della percezione, interni ed esterni.

I sette fattori del Risveglio

“Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sette fattori del risveglio. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento ai sette fattori del risveglio? Quando in lui è presente il fattore del risveglio della presenza mentale è consapevole che in lui vi è la presenza mentale come fattore del risveglio Oppure quando in lui non è presente il fattore del risveglio della presenza mentale è consapevole che in lui non c’è la presenza mentale come fattore del risveglio. Egli è consapevole come vi sia il nascere della presenza mentale – non ancora sorta –come fattore del risveglio. E è consapevole del completamento dello sviluppo della presenza mentale come fattore del risveglio, una volta che questa è sorta.

(La stessa formula è ripetuta per i rimanenti fattori del Risveglio: analisi della dottrina, persistenza, beatitudine, serenità, concentrazione ed equanimità.)

In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali, o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali, in riferimento ai sette fattori del risveglio.

Le Quattro Nobili Verità

” Un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento alle quattro nobili verità. E come un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali in riferimento alle quattro nobili verità? Egli conosce – attraverso l’esperienza presente – “Questo è il dolore…… Questa è l’origine del dolore…… Questa è la cessazione del dolore……Questo è il sentiero che porta alla cessazione del dolore……
(I) “E cos’è, o monaci, la nobile verità del dolore? La nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la morte è dolore, la sofferenza, le lamentazioni, il dolore fisico, l’angoscia e la disperazione sono dolore. Essere costretti al contatto con ciò che non si ama è dolore, essere separati da ciò che si ama è dolore. Non ottenere ciò che si desidera è dolore. In breve i cinque aggregati dell’attaccamento (khandha) sono dolore.
‘E cos’è la nascita? Ogni nascita, il nascere, il discendere, il venire al mondo, l’uscire, l’apparire degli aggregati e acquisire la sfera dei sensi – di vari esseri in questo o quel gruppo di esseri – questo è chiamato nascita.
‘E cos’è la vecchiaia? Ogni invecchiamento, la decadenza, la fragilità, la canizie, la rugosità, il declino della forza vitale, l’indebolimento delle facoltà di vari esseri in questo o quel gruppo di esseri, questo è chiamato vecchiaia.
‘E cos’è la morte? Ogni decesso, la distruzione, la scomparsa, il morire, la morte, l’esaurimento del proprio tempo, la distruzione degli aggregati, l’uscita dal corpo, l’interruzione delle facoltà vitali di vari esseri in questo o quel gruppo di esseri, questo è chiamato morte.
‘E cos’è la sofferenza? Ciò che dispiace, l’afflizione, la tristezza, il dispiacere, il dolore interiore di chi soffre per la cattiva sorte, l’essere colpito da eventi dolorosi, questa è chiamata sofferenza.
“E cos’è la lamentazione? Ogni pianto, l’addolorarsi, il grido, le lacrime, il piangere, il lamento di chiunque soffra per la cattiva sorte, colpito da eventi dolorosi, questa è chiamata lamentazione.
“E cos’è il dolore fisico? Ogni dolore che colpisce il corpo, disagio, dolore e stress causati dal contatto fisico, questo è chiamato dolore fisico.
“E cos’è l’angoscia? Ogni dolore psichico, disagio mentale, dolore e stress che nascono dal contatto con la mente, questa è chiamata angoscia.
“E cos’è la disperazione? Ogni depressione, la disperazione di chiunque soffra per la cattiva sorte, colpito da eventi dolorosi, questa è chiamata disperazione.
“E perché è doloroso essere costretti al contatto con ciò che non si ama? Quando uno è soggetto a visioni, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili indesiderabili, sgradevoli, ripugnanti. Oppure quando ha contatti, connessioni, relazioni, interazioni con quelli che gli augurano malattie, che desiderano il suo male, il suo disagio, la sua schiavitù. Questo è chiamato dolore causato dal contatto con ciò che non si ama.
“E perché è doloroso essere separati da ciò che si ama? Quando uno è privato delle visioni, suoni, odori, sapori o sensazioni tattili desiderabili, gradevoli, attraenti. Oppure quando non ha contatti, connessioni, relazioni, interazioni con quelli che desiderano il suo bene, il suo benessere, il suo agio, la sua libertà dalla schiavitù. Separato da madre, padre, fratelli, sorelle, amici, compagni o parenti. Questo è chiamato dolore causato dalla separazione da ciò che si ama.
“E perché è doloroso non ottenere ciò che si desidera? Per le creature soggette alla nascita nasce il desiderio ” se si potesse non essere più soggetti alla nascita, se si potesse non nascere più”. Ma questo con il desiderio non può essere raggiunto. Questo è il dolore che consiste nel non ottenere ciò che si desidera. Per le creature soggette alla vecchiaia ……. Alla malattia…. alla morte ….. alla sofferenza …..alla lamentazione …… al dolore fisico ……all’angoscia ….. alla disperazione nasce il desiderio “se si potesse non essere più soggetti alla disperazione, se si potesse non disperarci più”. Ma questo con il desiderio non può essere raggiunto. Questo è il dolore che consiste nel non ottenere ciò che si desidera. “E quali sono i cinque aggregati dell’attaccamento (khandha) che, in breve, sono dolore? La forma (rupa), le sensazioni (vedana), la percezione (sanna), gli elementi condizionati (sankhara – pensiero discorsivo, volizione), la coscienza (vinnana). Questi sono chiamati i cinque aggregati dell’attaccamento che – in breve – sono dolore. “Questa è chiamata la nobile verità del dolore.


(II) “E cos’è, o monaci, la nobile verità dell’origine del dolore? 

Il desiderio di ulteriori nascite, accompagnato dalla passione e dal piacere, goduto qui e là – come il desiderio di piaceri sensuali, il desiderio di essere, il desiderio di non essere.
“E dove nasce questo desiderio quando nasce? E dove si stabilisce quando si stabilisce? In tutto quello che è gradevole e attraente in termini mondani: è qui che il desiderio nasce quando nasce ed è qui che si stabilisce quando si stabilisce.
“E cos’è gradevole e attraente in termini mondani? L’occhio conduce a ciò che è gradevole e attraente in termini mondani: qui è dove nasce questo desiderio quando nasce. Qui si stabilisce quando si stabilisce. L’orecchio ……Il naso …..La lingua …..Il corpo …..La mente ……La forma ……. Il suono …..Il profumo …… Il sapore ……Il contatto fisico …. Le idee …..

La coscienza visiva ….. La coscienza uditiva …..La coscienza olfattiva …..La coscienza gustativa ……La coscienza fisica …..La coscienza mentale …..

Il contatto visivo ….. Il contatto uditivo …..Il contatto olfattivo …… Il contatto gustativo ….. Il contatto fisico ……Il contatto mentale ….. La sensazione nata dal contatto visivo ….. La sensazione nata dal contatto uditivo ……La sensazione nata dal contatto olfattivo …. La sensazione nata dal contatto gustativo …….La sensazione nata dal contatto fisico …. La sensazione nata dal contatto mentale

La percezione della forma …….. La percezione del suono ……La percezione del profumo …….La percezione del sapore …….La percezione del contatto fisico …. La percezione delle idee ……

La valutazione della forma …… La valutazione del suono ….. La valutazione del profumo ……. La valutazione del sapore ……La valutazione del contatto fisico …..La valutazione delle idee …..

Il desiderio della forma ….. Il desiderio del suono ……… Il desiderio del profumo …. Il desiderio del sapore …… Il desiderio del contatto fisico …..Il desiderio delle idee …..

Il pensiero sostenuto rivolto alla forma …… Il pensiero sostenuto rivolto al suono …. Il pensiero sostenuto rivolto al profumo …… Il pensiero sostenuto rivolto al sapore ….

Il pensiero sostenuto rivolto al contatto fisico …. Il pensiero sostenuto rivolto al idee…. ….La ricerca della forma …..La ricerca del suono …….La ricerca del profumo …..La ricerca del sapore …… La ricerca del contatto fisico …..La ricerca delle idee

Questa è chiamata la nobile verità dell’origine del dolore.


(III) “E cos’è, o monaci la nobile verità della cessazione del dolore? 

La scomparsa e la cessazione senza residui, la rinuncia, l’abbandono, la liberazione, il lasciar andare questo desiderio.
“E dove, quando viene abbandonato, questo desiderio è abbandonato? E quando – essendo cessato – esso cessa? In tutto ciò che è gradevole e attraente in termini mondani: qui è dove questo desiderio è abbandonato, quando viene abbandonato. Qui cessa, quando cessa.
“E cos’è gradevole e attraente in termini mondani? L’occhio conduce a ciò che è gradevole e attraente in termini mondani: qui è dove questo desiderio è abbandonato, quando viene abbandonato. Qui cessa, quando cessa.

L’orecchio ……Il naso ……La lingua …. Il corpo ….. La mente ….

La forma …….Il suono ….. Il profumo …. Il sapore …… Il contatto fisico ….Le idee ..

La coscienza visiva ….. La coscienza ……La coscienza olfattiva …..La coscienza gustativa ……. La coscienza ……La coscienza ……

Il contatto visivo…… Il contatto uditivo……. Il contatto olfattivo…….Il contatto gustativo…..

Il contatto fisico……. Il contatto mentale…….

La sensazione nata dal contatto visivo ….. La sensazione nata dal contatto uditivo ……La sensazione nata dal contatto olfattivo …. La sensazione nata dal contatto gustativo …….La sensazione nata dal contatto fisico …. La sensazione nata dal contatto mentale

La percezione della forma …….. La percezione del suono ……La percezione del profumo …….La percezione del sapore …….La percezione del contatto fisico …. La percezione delle idee ……

La valutazione della forma …… La valutazione del suono ….. La valutazione del profumo ……. La valutazione del sapore ……La valutazione del contatto fisico …..La valutazione delle idee …..

Il desiderio della forma ….. Il desiderio del suono ……… Il desiderio del profumo …. Il desiderio del sapore …… Il desiderio del contatto fisico …..Il desiderio delle idee …..

Il pensiero sostenuto rivolto alla forma …… Il pensiero sostenuto rivolto al suono …. Il pensiero sostenuto rivolto al profumo …… Il pensiero sostenuto rivolto al sapore ….

Il pensiero sostenuto rivolto al contatto fisico …. Il pensiero sostenuto rivolto al idee…. …

La ricerca della forma …..La ricerca del suono …….La ricerca del profumo …..La ricerca del sapore …… La ricerca del contatto fisico …..La ricerca delle idee

Questa è chiamata la nobile verità della cessazione del dolore.


(IV) “E cos’è o monaci la nobile verità del sentiero che porta alla cessazione del dolore? 

Il nobile ottuplice sentiero: retto pensiero, retta intenzione, retta parola, retta azione, retti mezzi di sostentamento, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione.


“E cos’è il retto pensiero? La conoscenza delle quattro nobili verità: conoscenza del dolore, dell’origine del dolore, della cessazione del dolore, del sentiero che porta alla cessazione del dolore: questo è chiamato retto pensiero.


“E cos’è la retta intenzione? Aspirare alla rinuncia, a liberarsi dalla malevolenza, a non nuocere: questa è chiamata retta intenzione.


“E cos’è la retta parola? Astenersi dal mentire, da parole che dividono, da parole che feriscono e da chiacchiere: questa è chiamata retta parola.


“E cos’è la retta azione? Astenersi dall’uccidere, dal rubare, da una condotta sessuale illecita, dall’uso di intossicanti.

“E cosa sono i retti mezzi di sostentamento? Quando un discepolo del Nobile, avendo abbandonato la propria vita disonesta, si mantiene grazie a retti mezzi di sostentamento: questi sono chiamati retti mezzi di sostentamento.


“E cos’è il retto sforzo? Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di evitare il sorgere di elementi nocivi e non utili, che non sono ancora sorti.
Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di abbandonare gli elementi nocivi e non utili, che sono sorti.
Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di far sorgere elementi utili, che non sono ancora sorti.
Quando un monaco esprime il desiderio, il tentativo, sviluppa la persistenza, mantiene la sua intenzione di mantenere, non confondere, aumentare, completare, sviluppare e culminare gli elementi utili che sono sorti: questo è chiamato retto sforzo.


“E cos’è la retta consapevolezza? Quando un monaco rimanendo concentrato sul corpo in esso e su esso – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sulle sensazioni in esse e su esse – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sulla mente in essa e su essa – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo. Rimanendo concentrato sugli oggetti mentali in essi e su essi – energico, attento e consapevole – abbandona le passioni e l’angoscia relative al mondo.


“E cos’è la retta concentrazione? Vi è il caso in cui un monaco – tranquillo, al riparo dalle passioni sensuali e dagli elementi mentali nocivi – entra e rimane nel primo jhana, costituito da beatitudine e piacere, sorti dal distacco, accompagnati dal pensiero sostenuto e dalla valutazione (critica). Rendendo stabile il pensiero sostenuto e la valutazione (critica) egli entra e rimane nel secondo jhana, costituito da beatitudine e piacere, sorti dalla composizione e unificazione della mente, libera dal pensiero sostenuto e dalla valutazione (critica). Con il cessare della beatitudine egli rimane equanime, consapevole e attento, fisicamente sensibile al piacere. Egli entra e rimane nel terzo jhana, del quale i Nobili dicono: “Equanime e consapevole egli ha una piacevole dimora”. Abbandonando il piacere e il dolore – con il primo dissolversi di gioia e preoccupazione – egli entra e rimane nel quarto jhana, costituito dalla pura equanimità e consapevolezza, priva di piacere e dolore. Questa è chiamata retta concentrazione. Questa è chiamata nobile verità del sentiero della pratica che porta alla cessazione del dolore.


In questo modo rimane concentrato presso gli oggetti mentali interni sugli oggetti mentali , o presso gli oggetti mentali esterni sugli oggetti mentali o interiormente e esteriormente presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali. Oppure rimane concentrato sul fenomeno del nascere degli oggetti mentali, o sul fenomeno del cessare degli oggetti mentali o sui fenomeni del nascere e cessare degli oggetti mentali. La sua consapevolezza che “esistono gli oggetti mentali” viene mantenuta fino allo stato di più alta conoscenza e di piena attenzione. Egli rimane libero e nulla desidera al mondo. Così un monaco rimane concentrato presso gli oggetti mentali sugli oggetti mentali, in riferimento alle quattro nobili verità.

Conclusioni

“Ora, chiunque sviluppi in questo modo, questi quattro fondamenti della presenza mentale, per sette anni, otterrà uno di questi due frutti: la più alta conoscenza qui e ora, o – se vi fosse un residuo di dipendenza e attaccamento – il non ritorno (la cessazione delle future nascite).
…..per sei anni, …..per cinque anni, …… per quattro anni, …. per tre anni…… per due anni, …., per un anno, … per sette mesi, ….. per sei mesi……..per cinque mesi, …….per quattro mesi, …… ….. per tre mesi, ……..per due mesi, ……. per un mese, ……per mezzo mese, …..… per una settimana,….

Questo è il sentiero diretto per la purificazione degli esseri, per superare la sofferenza e il lamento, per liberarsi dal dolore e dall’angoscia, per praticare il giusto metodo e realizzare la liberazione – in altre parole i quattro fondamenti della presenza mentale.
Così fu detto e fu detto a proposito di questo”.
Questo è ciò che disse il Benedetto. Gratificati, i monaci si deliziarono nella parola del Benedetto.

IN ENGLISH link: https://www.tipitaka.org/stp-pali-eng-parallel.html#24